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January 28 La giornata della memoria: SHOA. Non lasciamo che il passato sia solo un ricordo.[...] Dicevano che eravamo diretti ad un campo di lavoro; come avremmo potuto credere che dei bimbetti, dei neonati, dei malati servissero a questo scopo? Alle nostre domande non venivano date risposte plausibili; non era importante convincerci, era importante tenerci tranquilli perché non esplodesse il panico. [...]
(Goti Bauer, Una vita segnata, in Voci della Shoah, Firenze 1996).
"Alle nostre domande non venivano date risposte plausibili, non era importante convincerci, era importante tenerci tranquilli perché non esplodesse il panico".....
Questa è una delle frasi più attuali e più vere che io abbia mai letto.
Probabilmente spesso ci viene raccontato quello che ci fà "comodo" sentire, e ricordiamo quello che ci fà "comodo" ricordare.
Ieri, per chi non se n'è fosse accorto, era " il Giorno della Memoria". La giornata riconosciuta dallo statuto italiano (ma non solo), in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. (Legge che è entrata in vigore 15 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000). Un legge furba per una volta.
A me è capitato di visitare, per puro interesse storico, il Campo di concentramento di Dachau ( creato nei pressi dell'omonima cittadina, a 20 km a nord di Monaco di Baviera, nel sud della Germania), il campo di concentramento di Mauthausen (in Austria vicino a Linz e a 150 km da Vienna) e quello di Auschwitz ( in Polonia, vicino a Cracovia). Campi di sterminio comunque, tanto per essere chiari e usare le parole giuste al posto giusto. Posso assicurarvi che le immagini che ieri scorrevano copiose su tanti teleschermi rendono l'idea anche se, devo ammettere, camminare in quei luoghi ti scava un vuoto dentro più di tanti film visti e più di tanti libri letti. Più di tutti insieme. Non oso immaginare cosa significhi tornarci, per chi c'è stato. E non intendo chi ci sia stato per puro interesse storico, come il sottoscritto. Non sono un persona che si emoziona facilmente,anzi, la vita mi ha insegnato ad essere particolarmente cinico nei confronti delle cose dure e aspre.E' una specia di autodifesa al dolore. Ma posso assicurarvi che calcare quel terriccio ti fà rimbombare tanti pensieri in testa e ti rende le gambe estremamente pesanti. In quei luoghi, l'assoluto silenzio, stona con il frastuono dei pensieri.
E così fermiamoci, anche se in ritardo (perchè oggi è il 28 Gennaio, ma forse non si è mai troppo in ritardo per certe cose) e non lasciamo che il passato sia solo un ricordo. Questo è il mio piccolo e personale tributo a qualcosa che non può e non deve essere dimanticata.
Ricordati di sorridere oggi scrive: ricordati che tutto è possibile, nulla è tanto tremendo, quanto l'atrocità a cui il pensiero non può arrivare.
[...] Sì. Bisognava immaginare: il gas,quando cominciava ad agire,si propagava dal basso in alto. E nella lotta spaventosa che allora si scatenava - perché era una lotta – nelle camere a gas toglievano la luce, era buio, non ci si vedeva,e i più forti volevano sempre salire, salire più in alto. Certamente sentivano che più si saliva meno mancava l’aria,meglio si poteva respirare.Si scatenava una battaglia. E nello stesso tempo quasi tutti si precipitavano verso la porta. Era un fatto psicologico, la porta era lì…ci si avventavano, come per forzarla. Irreprimibile istinto.In quella lotta contro la morte.Il padre non sapeva più che suo figlio era lì, sotto di lui. [...]
Claude Lanzmann (SHOAH - Rizzoli Editore)
Ciao ciao.
Video "la giornata della memoria".
FOTO scattate a Auschwitz.
January 25 In viaggio con MilleMiglia Parte 2Belgio...Danimarca...Francia...o...? (Seconda parte)
Mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi, anche se hai poco tempo. Anche oggi ho davvero poco tempo a disposizione, come ieri, per mettermi a scrivere un bel post. Quindi? Direi di fare così. Scrivo la continuazione di ieri come promesso. A cosa raccontare al mio capo ci penserò dopo. Gli darò spiegazioni in 2 tempi.
Allora vediamo. La domanda ieri l'abbiamo fatta, e voi, siete intervenuti? Certo. Non si può dire che siate state numerosi, ma io sono uno che sà accontentarsi anche delle piccole cose. Senza nulla togliere a Lucilla ( http://Cillachan.spaces.live.com/) e a Vinny Blog (http://vivoatorino.spaces.live.com/), che hanno voluto comunque scrivermi qualcosa. Grazie. Quindi adesso non ci resta che approfondire, se non altro per questi due poveri cristi che qualcosa vorranno pur sapere (se non volevate sapere nulla, non ditemelo per cortesia, lasciatemi con questa illusione di aver scritto un post che possa interessare a qualcuno).
Allora vediamo di partire da lontano (sarò conciso promesso), perchè altrimenti non potete comprendere perchè necessiti veramente di un vostro consiglio.
Si usa dire che il viaggio più bello sia quello che uno debba ancora fare. Almeno spesso è così. Dovete sapere che è dal 2003 che prendo calci nel sedere in giro per l'Italia per lavoro e che accumulo punti sulla tessera MileMiglia (http://www.alitalia.com/it_it/millemiglia/index.htm?WT.srch=1) di Alitalia.
Quindi, una settimana fà mi collego al sito dell'Alitalia per vedere quanti punti risulto avere accreditati sul mio conto personale di viaggiatore e non posso negarvi come 5 anni permettono di mettere da parte parecchi punti ( i calci nel sedere invece non aiutano a fare più punti), se sei uno che per lavoro viaggia (viaggiava) tanto. Sto per uscire dal sito dell'Alitalia, quando noto una scritta BEN EVIDENTE sul lato sinistro del sito....ORRORE....ORRORE...se non uso i miei punti entro il 30/06/2008, LI PERDO TUTTI. Già ero un pò fibrillato perchè sono 4 anni che accumulo punti con la Q8 e devo usarli in questo 2008, altrimenti perdo anche quelli ( ho sempre aspettato un catalogo con premi interessanti, ma quest'ultimo sembra il peggior catalogo di sempre), ma adesso ci si mette anche l'Alitalia. EH, NO!!!!!
E per non perderli? Per non perdere i punti Alitalia intendo, non quelli della Q8 ( a quelli penserò più avanti)? Devo prenotare un viaggio. Bene. E' una cosa che volevo fare ugualmente, anche solo un Week End, per regalare a me e a mia moglie un motivo per festeggiare il prmo anno di matrimonio, per staccare un pò, o solo per premiarci di un 2007 davvero infernale. Matrimonio a parte, quello non è infernale (mia moglie potrebbe leggere questo post, meglio evitare inutili discussioni). Ma adesso ho bisogno di voi. Un viaggio sarà anche solo un viaggio, ma visto che qui i 2 biglietti mi vengono "offerti" (spese di imbarco a parte) per la mia fedeltà all'Alitalia, dove andare (2 giorni)? Ma soprattutto, visto che questi 2 biglietti racchiudono 5 anni di calci nel sedere in giro perl'Italia ( veri calci nel sedere), vorrei farli fruttare andando a visitare un posto che ne valga davvero la pena. Vorrei poter dire al rientro " ECCHECCASPITA, QUESTI SI' CHE SONO STATI I 5 ANNI NEL SEDERE BEN PRESI!!!!!
Unico "inconveniente" è che volendo prenotare per 2 (chiaramente, mica ci vado da solo no?) la mia scelta è vincolata alle nazioni riportate nel post precedente.
Di primo acchito sto pensando alla Finlandia e all'Irlanda. Visto che deve essere un viaggio un pò speciale, meglio pensare a due posti inconsueti no?
E voi che ne pensate?
Ciao ciao.
N.B. Certo che se avessi già ordinato con la Q8 il premio Smart Globe (il mappamondo 3D parlante), adesso potrei chiedere a lui un consiglio...e mi sarei tolto problema punti.
E io che pensavo di non essere schiavo di niente.
Foto: panoramica di Napoli dall'aereo.
January 24 In viaggio con MilleMiglia Parte 1Belgio...Danimarca...Francia...o...? (Prima parte)
Ho poco tempo ,anzi, diciamo pure che non ho proprio tempo per mettermi a scrivere un bel post, adesso. Quindi? Direi di fare così. Lo divido in due.
Io adesso faccio la domanda e voi rispondete ,se ne avete voglia o avete qualcosa di interessante da scrivere, in funzione di quello che la domanda vi fà venire in mente (anche i ricordi vanno bene). E questa è la prima parte.
Domani torno e approfondiamo con un altro post, e questa è la seconda parte. Vi piace come idea?
Belgio...Danimarca...Francia...Germania...GranBretagna...Grecia...Marocco...Olanda...Portogallo...Spagna...Svezia...Finlandia...Lussemburgo o Norvegia?
Scusate, ma ho davvero troppo poco tempo per starvi a spiegare la domanda (diciamo che per non agevolarvi non ho inserito nemmeno la categoria al post....piccolo aiutino).
Però così, su 2 piedi, posso darvi la mia risposta: Gran Bretagna, più precisamente Irlanda o Scozia, e più precisamente Dublino o Edimburgo.
E la vostra risposta?
Ciao ciao.
Foto: infrastruttura portoghese.
January 22 Ho chiuso la porta.....grazie.Questo ritengo che sia uno dei post più belli che ho scritto fino a oggi..e l'ho scritto un pò per ricordarmi chi sono e un pò per dire grazie a mio padre, a mia madre e a mio fratello.
Lo so, ho esagerato penserete, è un post un pò troppo lungo. A guardarlo manca la voglia di leggerlo. Scusate, cerco di contenermi sempre, per aprire la mia comunicazione verso tutti, ma questo ritengo che sia uno dei più belli che ho scritto fino a oggi. Un pò mi dispiace se non lo leggerete, ma io sono contento di averlo scritto, perchè io tornerò a leggerlo e riaprirò questa porta.....un pò per ricordarmi anche chi sono.
Ore 12.46 di sabato 19 Dicembre 2008, una data , un passaggio, speriamo che coincida anche con una crescita.
Io insegno che non bisogna mai guardarsi indietro, ma vi sarete resi conto come spesso predico bene, ma poi, capita, che razzoli malissimo. Sono giorni che ripeto a mia madre che le cose vanno avanti, che è normale un pò di nostalgia, di malinconia. E' normale quel tuffo al cuore che prima o poi tutti proviamo almeno una volta, tanto per poter dire a qualcuno che siamo vivi, per rivendicare il nostro diritto ad essere malinconici. Tanto per cercare una spalla su cui appoggiarci. Non è stato facile prendere questa decisione, ma le cose spesso, e per fortuna, capitano più per caso, che per un progetto pianificato. Se fosse stato per un progetto, io e la mia famiglia avremmo sicuramente passato ore e ore a fantasticarci sopra, ma ci sarebbe mancato il coraggio di fare il grande passo, alla fine. Perchè per certe cose bisogna avere un coraggio molto intimo, quel coraggio che ti aiuti a guardare in faccia il tuo passato e andare oltre. Non mi sembra giusto tenervi troppo sulle spine e forse è meglio dirvi subito cosa è successo sabato 19 Dicembre 2008 alle ore 12 e 46 minuti primi. Chissà poi perchè si citano i minuti come minuti primi? Vabbhè. Ero nella mansarda che fino a pochi mesi fà è stata casa mia (da buon bamboccione privilegiato avevo il mio piede-a-terre isolato dal mondo, sopra l'alloggio di mia madre), ero sulla porta della mansarda e mi sono guardato indietro e, con un mal di schiena nascente, ho avuto la desolazione del vuoto. La ditta di traslochi aveva appena concluso il lavoro per cui era stata chiamata e per cui sarebbe, da lì a poco ,anche stata pagata. E io li avevo aiutati. Li avevo aiutati a "smantellare" 25 anni della mia vita. Della vita della mia famiglia. 2 Giorni di intenso lavoro, soprattutto per la ditta e per mio fratello. Il mio ex bagno, la mia ex cucina, il mio ex letto, il mio ex salotto, adesso avevano lasciato spazio ad una distesa di pareti bianche che correvano uniformi e monotone. Solo qualche macchia lasciata dalla mancanza dei mobili o dalla resistenza di un frigo che qualche ora prima era in piena funzione, o le ombre di quelli che una volta erano quadri appesi, interrompevano il senso di bianco e aprivano al senso di vuoto. Solo queste ombre facevano percepire una qualche presenza precedente di oggetti su quelle pareti e in quegli spazi. Idem l'alloggio di mia madre. Forse qui erano solo più le macchie e il senso di vissuto a dare una maggiore percezione del vuoto. E non parlo solo del vuoto ambientale, ma anche del vuoto che certe immagini ti scavano dentro.
Intendiamoci, la scelta del trasloco è stata da me fortemente caldeggiata e portata avanti, perchè alle volte "bisogna" provare a virare verso quelle opportunità che senti che possano migliorare la tua vita o quella di chi ti sta a cuore. Non entro nei particolari, ma state tranquilli che se già prima gli spazi erano espansi per i movimenti di mia madre e di mio fratello, e per l'autonomia e il quieto vivere di entrambi, adesso saranno ulteriormente dilatati. Ma qui non era un problema di spazi, ma il trascorrere del tempo che non guarda in faccia a nessuno. Quindi il cambio da un alloggio al 2° piano con mansarda, ad uno al piano terra con giardino e taverna, era "d'obbligo", soprattutto quando le condizioni generali sono favorevoli e quando ti rendi conto che questa sarà la casa in cui tua madre potrà continuare a vivere e incominciare a invecchiare più serenamente, senza le tediose scale, e potrà dedicarsi ai suoi hobbi all'aria aperta. Se non ci fossero stati questi presupposti, non avremmo mai cambiato. Le classiche scelte di vita che ognuno di noi prende in considerazione prima o poi.
Ma allora direte voi? Dove è il problema? I ricordi sono il problema, un bel problema.
I ricordi sono quei cassetti nei quali rovisti durante un trasloco per estrare quegli oggetti da inscatolare e etichettare. Ogni cassetto una cascata di ricordi. Avevo già fatto pulizia mesi addietro in mansarda, per portarmi nella mia casa nuova le cose a me più care. Pensavo di aver chiuso la porta al grosso dei ricordi, magari li avrei rivissuti più avanti, con calma. Povero illuso. In casa di mia madre è stato un tuffo carpiato da 10 metri di altezza nei ricordi più intensi: foto del mio primo cane, del mio primo gatto, poi del secondo gatto, del terzo gatto (in sequenza temporale di arrivo nella casa).... il ricordino del mio battesimo..... la foto di mia madre giovanissima (classica la battuta :"Mamma, ma come è possibile??????Che brutta malattia ti ha ridotta in questo stato oggi, se una volta eri una così bella ragazza???Abbiamo riso solo io e mio fratello....chiaramente)....la foto di mio padre con me piccolo accanto e sorridente (questa foto specifica non l'avevo mai vista). Scatoloni e scatoloni di diapositive, foto, tessere di locali, telegrammi di quando è mancato mio padre e io non ero ancora un uomo, lettere di amici di famiglia scomparsi da anni (ma che ricordo nitidamente, anche se ero ancora un bambino). Bhè avete capito, non posso certo elencarvi 2 giorni di oggetti inscatolati. Non sono riuscito a trattenermi e ho pensato alla canzone HO MESSO VIA di Ligabue e intanto estraevo, inscatolavo e etichettavo. Per qualche ricordo mi soffermavo prima di inscatolare, per qualche altro aprivo la busta e portavo via, nella mia casa. Portavo via quello che sentivo essere un ricordo ancora vivo e che volevo facesse parte del mio presente. Qualcosa, non lo posso negare, è stato buttato.
Però posso dirvi che quando ho chiuso la porta e, salito in auto, ho fatto il tragitto in macchina per tornare a casa da mia moglie, ho pensato a mio padre, a mia madre, a mio fratello ( e ai suoi 2 figli), a mia moglie, al mio primo cane,al mio primo gatto, al mio secondo gatto , al terzo...alla prima volta che ho fatto l'amore sul letto della mansarda, alla mia prima ragazza, al mio piccolo pesciolino rosso, ai miei conigli nani, alle cene in mansarda, alla leucemia che mi ha accompagnato tra quelle mura, alle serate con gli amici, alle siga, alle sbornie intorno al mio tavolo, alle dormite sul mio letto, ai compiti, ai giorni di sega a scuola, a quando stavo male davvero, alle mutue, alle partite di calcetto nel giardino condominiale, a quando nevicava e c'era la neve da spalare, agli incidenti incredibili in garage con Mark (il mio vicino), alle cene intorno al tavolo dei miei con il telegiornale come sottofondo, alle domeniche che Alberto Tomba "la Bomba" scendeva su TMC e mio padre tifava come se Albertone potesse sentirlo durante la discesa, alle partite di tennis commentate da Lea Pericoli, a Galeazzi che sembrava essere sulla barca degli Abbagnale tanto che urlava, alla finale di Coppa Campioni persa dalla Sampdoria contro il Barcellona con me davanti alla Tv con addosso la maglietta blaugrana del Barçà (che goduria), al mio primo lavoro, alle mie prime dimissioni, a Dylan Dog, a quando allenavo, alla legna da mettere nel putagè per scaldarmi i primi tempi.....a quante volte quei corridoi siano stati percorsi in andata e in ritorno....al riecheggiare della voce di mia madre che segnalava che la cena era pronta....alle corse per chiudere la porta d'ingresso, altrimenti il gatto scappava sulle scale (tutti i gatti che abbiamo avuto ci provavano prima o poi...ah,l'istinto dei gatti si dice)......al bagno bello...e al bagno brutto (perchè bagno di ordinanza o di cortesia e bagno di rappresentanza suonavano peggio secondo mia madre) .....e tanto altro. Ho pensato a quello che mi ricordavo di questi 25 anni, a questo 1/4 di secolo. Ho fatto una specie di punto della situazione.
Ho chiuso la porta, ma grazie a questo oggi conosco un pò più chi sono. Pensavo di avere tutto ordinato nella mia mente, ma alle volte essere un pò masochisti e guardarsi indietro, può aiutare per fare il punto della situazione e ripartire di slancio. Tra pochi giorni faremo l'atto di cessione definitiva della casa.
A pensarci bene, prima di questo passo, ho ancora il tempo di fare un salto a casa e magari riaprire quelle porte, tanto per dare ancora una sbirciatina e immaginarmi piccolo piccolo, tornare al 1982, quando avevo 6 anni e avevamo appena comperato quell'appartamento...e ricordarmi di come mio padre, per quell'importante passo, si sentisse davvero campione del mondo. Ma non c'entravano niente Tradelli, Zoff, Cabrini, Altobelli o Paolo Rossi. No.
NOI, noi quattro, nel nostro piccolo, eravamo campioni del mondo, del nostro piccolo mondo, con i nostri piccoli animali. Poi è arrivata la mia malattia, poi è mancato papà....ma quella personalissima sensazione di squadra, di gruppo, che ci ha condotto a vincere "la nostra coppa" nessuno potrà mai togliercela. Abbiamo continuato a giocare, uniti, alle volte abbiamo vinto, altre volte meno,ma lo spirito è sempre stato quello. Solo che adesso siamo in 3. Nel nostro "gioco" non esistono le sostituzioni,o meglio, per mia madre la squadra eravamo noi 4, venuto a mancare il titolare più importante, bisognava continuare noi 3, poco importa che io e mio fratello sembrassimo poco più che 2 giovani della primavera aggregati alla prima squadra, la partita doveva continuare, e lei avrebbe preso la fascia da capitano.
La maglia di mio papà venne ritirata, un pò come quella di Baresi dal Milan.Anche se qui parliamo di cose serie e non delle fisime di Berlusconi.
In 3 è solo un pò più difficile e i ricordi pesano un pò di più.
Si, tornare ad allora, a quando correvo spensierato tra quei corridoi senza dovermi ripetere" Ricordati di sorridere ", perchè tanto, allora, era naturale farlo.
N.B. Anche se è stata dura, non cambierei niente del mio passato e per questo devo dire grazie a mio padre, a mia madre e a mio fratello. GRAZIE.
Mia moglie fà già parte del mio presente e del mio futuro.
Un pò mi dispiace finire questo post, avrei altre 1000 cose da scrivere, ma vi ringrazio per aver saputo ascoltare pazientemente senza avermi interrotto, nemmeno quando verso la fine ho dato cenni di confusione mentale. Ciao Ciao.
Ciao papà....e grazie. Grazie anche per aver scelto una donna così straordinaria come si è dimostrata essere la mamma in tutti questi anni.
Foto dell'ultima siga la sera prima dello smantellamento della mansarda
Foto della testata del letto della mansarda la sera prima dello smantellamento January 17 Questo di sette è il più gradito giorno .......Ma siamo più felici quando una cosa la otteniamo o quando viviamo quel particolare momento in cui siamo in attesa di ottenerla?
Mi ricordo come fosse ieri il giorno in cui pensavo di aver finalmente trovato risposta a questa "importante" domanda. Mentre gli altri si pongono domande "NORMALI", io mi sono sempre posto domande "STRAMPALATE", le cui risposte non portano quasi mai da nessuna parte. Non portano quasi mai da nessuna parte.... A PRIMA VISTA. Anche questo sono io. Sembro fermo, ma sono in continuo fermento.
Dicevamo, ah si, ero al liceo e nel piano didattico della mia insegnante di italiano, quel giorno, figurava pianificata una lezione di approfondimento su "IL SABATO DEL VILLAGGIO" del fu Giacomo Leopardi.Presentazione, approfondimento e libera discussione in classe sul tema. Non ho mai amato, forse, così tanto una poesia, come non ho mai cercato invece di dissociarmi tanto da un poeta. Chissenefrega di Leopardi Giacomo, della sua giovinezza smarrita, della sua malinconia per una domenica che è già portatrice del lunedì e...di rotture.Leopardi scriveva e pensava tanto alle cose (che gli sfuggivano), che se avesse pensato di meno e agito di più, magari nessuno lo avrebbe etichettato come sfigato.Ma non travisiamo. Il suo sabato era comunque il mio sabato, una festa. La sua domenica non era la mia domenica, per me era sempre una festa. Diciamo che avevo dato una mia libera interpretazione al suo week end. Poco importa se alla domenica il lunedì era alle porte, ci avrei pensato il lunedì. Faccio così ancora oggi. Tanto che domenica scorsa sono andato a dormire alle 01.20 di notte, tranquillo, e lunedì alle 06.50 ho sentito la sveglia e mi sono detto:" Cavolooooooo, è lunedì, IL LAVOROOOO!!!Perchè pensare già la domenica alle rotture del lunedì????
Adesso aspettatemi 5 minuti che fumo una siga. Veramente avrei smesso (o quasi). Si può dire ho quasi smesso?bhe', almeno non come quelli che vi dicono: smettere è facile, io l'ho fatto tante volte.... E' difficilissimo e bisogna volervo veramente. Ma ho scoperto, che per procacciarmi un nuovo lavoro, non c'è niente di meglio che fumarsi una bella siga dopo un caffè con quel qualcuno che potrebbe dartelo il lavoro.Gli affari sono affari. Torno tra poco e finisco questo post.
Eccomi di nuovo .....dicevamo?Ah si, 1 siga al giorno toglie la disoccupazione di torno! O forse no.Forse non è proprio così.Comunque sono riuscito a non fumare.
Siamo più felici quando una cosa la otteniamo o quando viviamo quel particolare momento in cui siamo in attesa di ottenerla?Io vivo per le attese. Lottare per una cosa è avvincente. Anche se, e la cosa è attuale, spesso tendere verso una cosa è snervante. Diciamo che forse oggi ho trovato risposta anche a questa domanda. Il momento di attesa è decisamente carico di elettricità, ma è positiva solo nel caso in cui sei padrone e responsabile della situazione. Se invece raggiungere lo scopo non dipende solo dalle tue mosse...ma anche da quelle di qualcun altro...allora è meglio se le cose si muovono, e anche in fretta direi. Tutto molto bello, ma lo sò a cosa state pensando. Ma sei fuori? Pensate: chisenefrega delle attese, questo cavolo di obiettivo lo raggiungiamo o no? Anche questi sono punti di vista.
Tanto per finire, visto che parlavamo di Giacomo Leopardi...ma di Silvia, della sua Silvia, s'è n'è saputo più nulla?????
Il mio blog sta prendendo una piega da malato di mente? Anche questi sono punti di vista. Pensateci, forse siete voi quelli che ragionano alla rovescia.
Ciao Ciao.
January 15 Il mondo è davvero molto piccolo, anche per la meningite.
Oggi Torino si è svegliata grigia, una leggera pioggia notturna ha lasciato spazio ad un clima umido, e ad un freddo che ti entra dentro, lentamente. Per me doveva essere una giornata come tante altre. Ma così non è stato, purtroppo. Alle volte la monotonia e la ripetitività delle cose è gradita, perchè evita spiacevoli sorprese. Dicevamo? Ah, si, per me oggi doveva essere una giornata come tante altre, ma come tante altre degli ultimi tempi, però. Perchè Torino oramai ci ha abituati a non avere più stagioni, spesso fà bello, o almeno meno brutto di un tempo. Con un maglione in più, il freddo lo si tiene a bada.Ma oggi per me è una brutta giornata, una gran brutta giornata. Dalle 08.52 è una giornata grigissima, sento un gran freddo dentro, e non basta coprirsi, non in questo caso. Alle 08.52 mio fratello mi ha chiamato per segnalarmi un nuovo caso mortale di meningite, proprio qui a Torino. Una bimba di tre anni è deceduta nel reparto di Terapia intensiva dell'ospedale infantile Regina Margherita (l'ospedale infantile che anche io conosco tanto bene) a causa di una sepsi meningococcica fulminante. Anche in questo caso non esiste il senno di poi. Mi hanno detto che ne hanno parlato ieri i telegiornali nazionali, i giornali di oggi dedicano ampio spazio alla notizia, soprattutto il giornale La Stampa (testata ufficiale di Torino). Ma io ieri avevo troppe cose da fare per fare attenzione ai telegiornali.Ma certe volte, se non sei tu a cogliere le notizie, sono loro che vengono a cercarti. Queste sono di per sè brutte notizie, lo sono sempre quando una vità così giovane e ancora inconsapevole viene a mancare, ma ti colpicono dritto allo stomaco quando queste cose ti toccano da vicino. Mio fratello mi ha chiamato perchè la piccola è nipote di un mio caro amico, nonchè ex collega. Per la proprietà transitiva che sta alla base di una buona amicizia, conoscevo la bambina, conosco la mamma (sorella del mio amico), conosco il papà, conosco tutta la famiglia. Una gran brava famiglia. Se posso esprimere un pensiero del tutto personale: "piove sempre sul bagnato". Una famiglia che stringe i denti tutti i giorni per trovare sempre e comunque un motivo valido per sorridere alla vita. Una serie di peripezie per raddrizzare una vita dura, e adesso questo? Non si smette mai di sbattere la faccia contro il muro della dura realtà delle cose. Quando pensi di poter camminare a testa alta, con sacrifici, la vita ti ricorda che può sempre metterti alla prova. Gli esami non finiscono mai. Mio fratello ha 2 figli piccoli (4 e 5 anni). I miei nipotini, tra i miei più grandi amori. Pensando al mio amico,al dolore suo e della sua famiglia, ho pensato come potrei sentirmi io senza uno dei miei nipotini? Come ci sentiremmo mio fratello, mia mamma, io? Immedesimarsi nelle cose ritengo possa aiutare a comprenderle meglio. Oggi ho davvero freddo dentro e mi scopro ignorante. Sono combattuto e cerco di capire. In me stanno vivendo 2 pensieri in questo momento, da un lato il dolore per degli amici che hanno subito una perdita impagabile, dall'altro mi sento egoista. Ho omesso di dirvi la cosa più importante,così che possiate comprendere perchè al dolore si aggiunga della paura.Il mio amico, come detto, era un mio collega di lavoro, che (destino) quando ha cambiato lavoro, è andato a lavorare in una ditta molto più grande, dove ha trovato tra i responsabili mio fratello. Il mondo è davvero piccolo. E' brutto a dirsi e a scriversi, ma quando ho saputo la notizia sono stato colpito ed ho pensato al mio amico (come detto)...alla sua famiglia...ma ho anche pensato alla mia di famiglia, a mio fratello e ai miei nipotini. Mio fratello lavora quotidianamente con il mio amico ( che io invece non vedo da un pò perchè trasferitosi vicino a Varese, ma che sento per telefono). La meningite è una malattia che può essere trasferita alle persone con cui si viene in contatto ed è infima, perchè rimane in incubazione per un pò. Ho realizzato il rischio che in effetti potrebbe sussistere, se mio fratello si fosse costituito da vettore per se stesso o verso i miei nipoti. Oggi mi è venuto un gran freddo dentro, mi si è gelata la spina dorsale. Ritengo che entro oggi o in poco dissolveremo tutte le paure, ma devo ammettervi che, se anche mi sento un pò in colpa per questo pensiero egoistico che ho avuto,chi non penserebbe anche alla propria di famiglia?Chi non avrebbe paura? Oggi ho avuto la riprova di come i dubbi facciano molta paura, anche perchè finchè non si diradano le cose, ci si sente impotenti. La domanda da subito è: e adesso?
" January 14 Visto che non ci sei.......Piccola barzelletta, molto semplice, un pò forzata, ma non troppo lontana dalla realtà delle cose.....purtroppo.
Una coppia ha una figlia neonata e il marito si rivolge spesso alla moglie per avere consigli su come trattare la piccola.Diciamo che chiede consigli un pò troppo spesso.
Un giorno, la moglie sta facendo la doccia quando il marito va da lei e le chiede: "La bambina piange,penso abbia fame,cara cosa posso darle da mangiare?".
La moglie, un pò scocciata da questa cattiva abitudine, decide di iniziare a farlo essere indipendente e gli risponde: "Senti, c'e' ogni genere di cibo per bambini nella dispensa, prova a fare come se io non fossi a casa, dai...sarai bravissimo".
Pochi secondi dopo squilla il cellulare della moglie. Lei esce trafelata dalla doccia e risponde, tutta bagnata, al telefono appoggiato lì vicino e sente il marito che le fa: "Tesoro???? Ciao sono io, senti,sono a casa, VISTO CHE NON CI SEI, ho il problema che la bambina piange,penso abbia fame,cosa posso darle da mangiare?".
Lo so, è una stupidata..........ma è una delle barzellete più semplici che mi hanno raccontato in questo ultimo periodo, le altre erano troppo volgari.....ognuno ha gli amici che si merita.
Ciao Ciao. January 11 Musica, musica e ancora musica.Ogni canzone........un'emozione.
Un'altra settimana è passata, ma questa volta riesco a lassciarvi concretizzando un'idea che avevao in testa da un pò. Sono riuscito a inserire nel blog degli album musicali, quindi ho pensato di dedicarne uno al passato e uno al presente, cercando di fare già una scrematura dei brani che meglio mi identificano per entrambi i periodi.
Chiaramente, essendo gli album dei contenitori infiniti, potete suggerirmi delle canzoni o dei gruppi musicali a voi particolarmente cari e vedrò se riesco ad accontentarvi inserendo qualche vostra richiesta.
Buon fine settimana a tutti.
Lo so, sono di poche parole, ma sono molto stanco e non vedo l'ora di andare a casa a riposarmi. Ma quando arrivano le prossime vacanze? January 10 E..vado.......per oggi io chiudo qui, continuate voi per me, domani mi racconterete....e voglio sapere tutto.
Non me ne voglia la mia non amica Emma (come da lei gentilmente richiesto), ma il titolo del suo blog si addice ai miei saluti di fine giornata. Sia perchè è ora di andare materialmente a casa, sia perchè è ora di evadere, staccare finalmente la spina e godersi la serata, con i sogni che verranno nella notte.
Sono rimasto solo in ufficio..spengo la luce e chiudo la porta... ...buona e..vasione a tutti.....
Ma soprattutto buonanotte, perchè per oggi io chiudo qui, continuate voi per me, domani mi racconterete....e voglio sapere tutto.
Ricordati di sorridere.
" January 09 Alle volte bisogna rischiare, per sentirsi grandi.Se non mi prenderanno pazienza.
Ecco finalmente un argomento serio. Peccato che sia pomeriggio inoltrato (quasi sera) peccato che io abbia troppo lavoro e troppo poco tempo a disposizione per sviscerare quanto la mia fervida mente stia buttando fuori come un rubinetto a cui si è rotta la valvola.
Incontenibile.
E' come cercare di travasare una damigiana di vino in una bottiglia da 1/2 litro.
Impossibile.
Vabbhè, già il tempo è poco, se ancora ci tergiverso sopra.....Allora, veniamo al dunque. E' un pò di giorni, oggi soprattutto, che avverto nell'aria una gran voglia di cambiamento. Le persone non sono le stesse che ho lasciato a fine 2007. Allora mi domando, mi sono perso qualcosa? Vedo ovunque un gran mettersi in mostra, un essenziale apparire. Non è carica emotiva, è semplicemente andare oltre quello che forse forse si è veramente, badare all'apparenza. Ma andare oltre per andare dove?
Ho capito.
Sono io che ho qualcosa. Ultimamente sono stato così chiuso e concentrato sulle cose del mio io, che mi sono fermato. Per paura che le cose mi scappassero di mano, ho fermato tutto schiacciando il tasto con sopra il segno II (lo avete presente?), e tutto si è messo in pausa. Ma tutto il mio mondo, non il vostro.
Oggi ho ricevuto una telefonata.
E' bastato ricevere una telefonata in cui speravo da tanto tempo, e tutto è nuovamente carico di elettricità, è il tasto PLAY si è rischiacciato. Bhè diciamocela tutta, oggi mi hanno contattato per comunicarmi che tra qualche giorno mi daranno la risposta a dei colloqui di lavoro che ho fatto per una società su cui sto investendo tutto me stesso. Questa telefonata significa che sono arrivato dove volevo, alla fine. Non vi avevo più aggiornati, ma sto investendo tutte le mie energie in questa cosa, tralasciando altri possibili pseudo lavori che mi sono stati offerti .Sapere cosa si vuole è già importante, è una consapevolezza. Ma volere qualcosa e essere vicini (forse) ad ottenerla...
....è bellissimo.
Se non mi prenderanno pazienza, veramente. Più di così non potevo fare e fin qui non avrei mai creduto nemmeno di arrivare.Ho dato il massimo, e come mi è stato insegnato, se dai il massimo, devi essere soddisfatto di te stesso.
Non vi chiedo di scrivermi quanto siete felici per me, o quanto bla...bla...bla.., anche perchè non c'è ancora da essere felici per nulla, non è successo ancora niente e forse non capiterà nulla.Anche se qualcosa dentro è già capitato.Vi chiedo però di guardare questa foto e trarne le vostre considerazioni, ognuno per se, molto personali.
Io mi sento come la casetta in mezzo ai palazzi.
Guardo quelli che non si sono fermati, che si credono meglio, più alti (o solo più altezzosi). Spesso capita di imbattersi in persone molto superficiali, ma dobbiamo sempre credere nel nostro piccolo, perchè magari (come nella foto) il sole batte su di noi, senza che c'è n'è accorgiamo, oppure noi abbiamo ampi balconi su cui ospitare raggianti fiori, mentre gli altri non sono altro che palazzi scuri e piatti. Anche se all'apparenza sembriamo avere solo punti a sfavore.
Scusate questo impeto di positività, ma sono uno che ama vincere le sfide che affronta e ultimamente non ero molto soddisfatto dei miei successi, perchè non mi portavano da nessuna parte.
Alle volte mettersi in gioco, può far riscoprire delle emozioni oramai sopite, a prescindere da come finisce il gioco.
Un abbraccio.
N.B. Più guardo questa foto, più mi piace la casetta e non riesco a vedere altro.Sebbene senza il contorno, la casetta di per sè, probabilmente non avrebbe ragione di esistere o non comunicherebbe nulla.
Situation Comedy Infostrada Spa.Il mandato è scaduto, ma non sono riuscito a mandarli a ...
Mi ero dimenticato di aggiornarvi su come finita la mia Sit-Com con Infostrada per l'attivazione della linea telefonica nella mia nuova casa. Si rende necessario un petit- resumè per chi si fosse connesso solo ora e si fosse perso le puntate precedenti.
Esiste un 1° intervento (Telecom Italia o l'alternativa a Telecom Italia, 23 Agosto 2007 h.12.21) dove vi aggiornai sul fatto che volevo aprire una nuova utenza telefonica nella mia nuova casa, dove risiedevo (all'epoca) da pochi giorni. La scrematura mi portò a restringere le valutazioni a 3 società pretendenti: Telecom Italia, Fastweb e infostrada per l'appunto. Leggersi quel post se interessati a comprendere le ragioni più intime della mia scelta finale, fatto sta che optai (optammo) per Infostrada.
Esiste poi un 2° intervento (Io voglio Infostrada, ma Infostrada mi vuole?, del 25 Ottobre 2007 h. 14.37 ) dove vi riportai la lettera che avevo appena finito di scrivere e di inviare a Infostrada Spa per segnalare gli inconvenienti registrati nel provare a diventare loro cliente.Sembrava quasi che facessero di tutto per boicottare il mio accesso nella loro grande famiglia di utenti.
Adesso vi domandere ( e sono certo che non starete nella pelle), ma come sarà mai finita questa vicenda?
Bhè, la mia lettera è stata sicuramente da loro cestinata , visto che non ho ricevuto nessun riscontro alla stessa. Poi, pochi giorni dopo, il mio codice cliente temporaneo era stato dato a qualcun'altro visto che non corrispondeva più al numero telefonico che mi avevano temporaneamente assegnato, e di riuscire a prendere la linea con il servizio clienti? Nemmeno a parlarne!!!!
MA ERO PRONTO A TUTTO QUESTO. Eh si ragazzi, dopo 9 anni di lavoro commerciale nell'informatica sò come vanno le cose, sò come funzionano i call center e alla fine ho avuto la mia linea telefonica, chiaramente con la Infostrada Spa. Come? Ho fatto un nuovo contratto, tutto tramite internet (visto che farlo tramite un negoziante non mi dava nessun aiuto in caso di casini, loro se ne lavano le mani se possono). Nuovo codice cliente, nuovo numero telefonico, nuovo tutto, e oggi chiamo n libertà, o meglio, mia moglie chiama in libertà. Non ho internet flat, ma a consumo (mia moglie non è una grande navigatrice), ma non dispero di poter arrivare anche a questo presto o tardi, datemi solo il tempo di digerire le prime, pesanti, spese domestiche.
Spero solo di non dover avere dei problemi seri in futuro, perchè ho capito, che se devi dei soldi tu a loro ....SI MOBILITANO, ma se li devono loro a te....PUOI CREPARE. Ma questa cosa vale per tutti, lo sapete. Solo che purtroppo queste società nascono e crescono sullo stereotipo della massimizzazione dei profitti con il contenimento dei costi, e sono un pò più irritanti di altri casi. Più Guadagno = minor Servizio, la matematica non è un' opinione. Il motto" si stava meglio quando si stava peggio" è sempre d'attualità, anche se alle volte vorrei avere una manovella a lato del telefono, girarla...e parlare con un centralino chissàdove e chiedere di essere messo in contatto con chissàchi.....quelli sì che erano tempi in cui tutto funzionava.
Ciao a tutti.
N.B. Lo so che qualcuno di voi starà pensando....MA A NOI? Ci frega qualcosa?
Se un giorno dovrete attivare una linea telefonica con una qualsiasi compagnia, e avrete dei problemi ( cosa che non vi auguro, ci mancherebbe) non dimenticatevi che qui c'è qualcuno che c'è già passato. Io ho fatto così prima di incominciare la mia trafila. Su internet ho trovato così tanta gente frustrata da queste cattive gestioni, che la mia Sit-Com , nel suo svolgimento,mi sembrava quasi quasi una miniserie su cui ridere. Meno male chè c'è sempre qualcuno che riporta nella blogosfera le sue disavventure, magari non servono a risolvere i NOSTRI problemi quotidiani, ma sicuramente ci fanno capire come le cose non capitano solo tutte a noi, ma c'è n'è abbastanza anche per gli altri, eccome.
Io ho voluto scrivere tutto dall'inizio, perchè un pò mi aspettavo qualche casino.
Video Infostrada Back Stage
January 08 Le cose dipendono da come vengono viste.Punti di vista.
I punti di vista possibili per osservare un qualsiasi oggetto, un'immagine, o una situazione, sono infiniti.
Di conseguenza una specifica cosa assume precise connotazioni o un preciso significato a seconda del momento in cui viene bloccata per essere compresa, e la sua valenza però non è assolutamente oggettiva e univoca, ma soggettiva. Infatti qualsiasi cosa può far nascere nelle persone che la osservano diverse sensazioni e di conseguenza diversi significati, a seconda del punto di vista in cui ci poniamo e dal momento in essere. Tutte le cose hanno più sfaccettature, nel quotidiano nessuno ha torto o ragione a priori, dipende dal punto di vista in cui ogni cosa viene vista. Vi riporto di seguito 2 foto inerenti lo stesso soggetto, ma riprese da 2 punti di vista differenti e in 2 momenti diversi ( la foto meno cupa è fatta dal sottoscritto). Chiaro è che la prima foto è indiscutibilmente più bella, ma dal mio punto di vista trasmette anche molta più inquitudine. Probabilmente, per come sono fatto io, non avrei mai saputo cogliere tanto nero da questo soggetto. D'altronde, Ricordati di sorridere ama la luce. Nelle immagini, come nelle cose, tutto è interpretabile, anche lo stesso soggetto. Se impareremo a saper valutare i punti di vista anche degli altri, magari riusciremo a non pensare di aver sempre e comunque ragione a priori, e scopriremo che esiste un bello anche nelle cose che non sappiamo o non vogliamo vedere. Ciao.
Foto: Chiesa del soccorso a Ischia
" Stendiamo un burqa pietoso.
Sotto il burqa? Heidi !!!
Spesso spazio sul faceto e sull'inutile. Spesso sul blog mi lascio andare a disquisizioni sul superfluo. Un pò di tempo fà lessi una notizia tanto inutile quanto degna di nota per la mia mente sempre in movimento, sembra che la cosa sia stata confermata, quindi ve la riporto, perchè un pò mi diverte, un pò (tanto) mi preoccupa nel suo piccolo. Ve la dico così come è, lasciamo stare se verrà attuata o meno alla fine. Secondo me basta che ci abbiano pensato per farci capire come ogni mondo sia paese. La censura turca si è abbattuta anche su Heidi, Clara e la signora Seseman (sua nonna). Eh si ragazzi, la signora Seseman e la signora Rottermayer tra qualche giorno porteranno il velo e la protagonista, la nostra cara Heidi, indosserà un vestitino molto più lungo, diciamo pure una gonna lunga scura. Nella versione originale, nell'unica versione che tutti noi conosciamo, la nostra cara Heidi, nelle sue scorribande sui monti, mostrava i mutandoni, nel suo essere spensierata e colorata. Chi non se li ricorda? Chi non l' ha vista almeno una volta? DIMENTICATEVELA. In Turchia magari saranno abituati ad un certo tipo di ideologia, ma penso che se le cose le accetti le accetti per come sono, non per quello che vorresti che fossero.Se le cose le vuoi diverse te le devi rifare nuove, non copi quello che ti fà comodo e stravolgi le cose, no?La novità è che tra i 100 volumi raccomandati dal ministero della Cultura di Ankara c'è il libro della svizzera Johanna Spyri, diventato un successo grazie anche ai cartoni animati giapponesi.Fin qui nulla da eccepire, se non fosse che nei disegni che illustrano la storia le raffigurazioni hanno subito dei cambiamenti. E che cambiamentiiiii !!! Praticamente Heidi non è più Heidi. Coperta e infagottata nel Burqa è irriconoscibile. Il ministero ha già chiarito che si tratta dell'iniziativa di un editore privato, ma intanto verrà reso pubblico. Io Heidi me la ricordo una bimba dai capelli neri e le gote rosse come pomodori. Aveva un camicetta rossa, una gonna rosa e un gran posteriore. Che posterioreee !!! Quando correva giù dalla montagna, la gonna le si alzava sulla testa e vedevamo i suoi mutandoni bianchi. Probabilmente è stato il primo personaggio dei cartoni animati a cui si sono viste le mutande, anzi sicuramente è stata la prima. Per noi è stato un gran passo avanti, almeno finchè non è arrivata Pollon (Sembra talco ma non è... serve a darti...l'ALLEGRIA!). Purtroppo è sempre aperto il cammino alla distorsione dei testi scolastici nei paesi islamici, e questo non può che allagare a forbice le divergenze tra le generazioni di domani. Ma se Heidi ha appena compiuto trent'anni (da quando venne pubblicata la prima volta), un motivo ci sarà no? Vi sarete accorti come oggi non avevo grandi temi appassionanti da proporvi, ma anche questo, secondo me, solleciterà in qualcuno vecchi ricordi. Ciao a tutti. Video Sigla di Heidi
January 07 Ricomincio da me.Buon 2008 a tutti, a partire da me.
Sono tornato, questo è certo, meglio di prima, probabile. Erano anni, forse mai, che non mi assentavo così tanto, erano anni, forse mai, che non dedicavo così tanto tempo alla mia persona. Sono tornato e ricomincio da me.Non ho letto niente in questo mio rientro, molti blog saranno pieni di farò, prometto che, cascasse il cielo ma quest'anno....i buoni propositi sono sempre validi a inizio anno. Io non lo sò. Ho capito delle cose però in questo periodo. Erano anni che non facevo delle vacanze così lunghe e rilassanti. Ho capito che stavo vivendo un periodo a corrente continua, come una nuvola portata dal vento. Assumevo le forme più disparate a seconda della forza e dell'intensità del vento e degli avvenimenti. Adesso è tutto calma piatta, c'è il sereno intorno.Calma fortemente voluta. In questo 2008 vorrei che l'adulto che è in me prendesse per mano il fanciullo con cui coabita e insieme si dirigessero con calma verso il domani, insieme.Nessuno deve prevaricare l'altro. Il raziocinio deve crescere con l'entusiasmo, e viceversa.
2 giorni fà ho compiuto 32 anni e, come spesso capita, arrivati a questo punto del cammino, è ora di dare una svolta importante, non dimenticandosi mai che quello che saremo domani sarà diretta conseguenza di quello che eravamo ieri. Bentornati a tutti, anche a chi non è mai partito n'è fisicamente, n'è mentalmente. Per me sarà un 2008 indimenticabile, lo so, e concorrerò perchè lo sia nel positivo, perchè nel negativo vorrebbe dire che non avrò fatto nulla e a questo siamo bravi tutti. Adesso posso leggere quello che mi avrete eventualmente scritto in questo periodo o che avrete scritto nei vostri blog, perchè quello che avevo dentro ve l'ho detto, o almeno spero di avervelo trasmesso così come lo sentivo.
Ricordati di sorridere è più sorridente che mai. Come faccio? Nella vita i periodo bui capitano a tutti, anche alle persone per cui provate invidia (gran brutta cosa l'invidia). Il segreto non è nascondere le proprie debolezze o sembrare sempre e comunque forti di fronte alle avversità, ma comprendere le basi dei propri malesseri e lavorarci su. Chi piange se stesso è causa dei propri mali. Su la testa. Io ricomincio da me stesso, perchè ogni inizio anno è un nuovo inizio, senza obiettivi non si và da nessuna parte, basta tenere le cose buone e lavorare su quello che non ci soddisfa. Mi raccomando, non mettete troppa carne al fuoco, tutto è troppo. Quando tutto sarà sistemato, allora saremo pronti per progetti più ambiziosi.
Buon 2008 a tutti, anche a quelli che si piangono addosso, anche se per loro dubito che cambi qualcosa da un anno all'altro.
Foto del mio io adulto che prende per mano il mio fanciullino con cui coabita
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