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November 30 Le cose degli anni '80.Noi che vent'anni fà......
La considerazione di oggi parte dal presupposto che intorno a me (e su molti blog, nello specifico) avverto un ridondare di parole e di concetti. Oggi mi sono svegliato d'improvviso nell'era della comunicazione e delle telecomunicazioni. Fino a ieri dove ero?
Ovunque è un trionfalismo degli ego, un eccesso dei IO C'ERO, IO HO VISTO, IO L'HO CONOSCIUTO!!!! Tutti sanno tutto di tutti, tutti si sentono in dovere di dire la loro. Nessuno si sente in dovere di sentirsi escluso da nulla a priori. Spesso parliamo prima di aver capito bene l'essere della cosa. Se dopo aver parlato, ci accorgiamo di averlo fatto a sproposito, bhè pazienza, almeno ci abbiamo provato. Al limite un passo indietro Et Voilà, rieccoci anonimi osservatori della querelle, tra poco nessuno si ricorderà che abbiamo tentato di accapararci uno spazio. Oggi contano più 5 minuti di popolarità globale, che non 40 anni di onesta vita. Il signor Corona, lo vorreste come padre? Sicuramente incarna più i principi del fidanzato/Amante ideale. Probabilmente nel lungo termine rischierebbe di venirci a noia. Era un nome come un altro, non me ne vogliate. Oggi la comunicazione ha i suoi stereotipi, una volta veniva lasciato molto alla libera capacità di ognuno. Oggi uno, per presentarsi, può scrivere un elenco con le 300 cose che non si è fatto mancare....oppure i se fossi ( se fossi un colore, sarei....se fossi un oggetto,sarei... se fossi un desiderio,sarei, etc).Io appartengo alla generazione degli anni '80, i mitici. Mi riconosco nelle cose semplici, a volte anonime. Mi è pervenuto questo elenco di cose, io lo sento molto mio, e voi?
N.B. si consiglia la lettura a un pubblico nato negli anni '80, per gli altri, molte di queste cose, potrebbero essere DEGLI EMERITI SCONOSCIUTI. Il progresso ha anche i suoi lati negativi, secondo me. Noi che...........
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'. Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'. Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva. Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta. Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo. Noi che 'se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce'. Noi che il Ciao si accendeva pedalando. Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa. Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopoaverli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca. Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza. Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa. Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella. Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria. Noi che giocavamo a Forza 4. Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini. Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'. Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color.' Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte. Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna. Noi che avevamo i cartoni animati belli!! Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga e Daitan3. Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly...'..o di Benjy... Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza. Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese, un tedesco e un italiano. Noi che alla messa ridevamo di continuo. Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia. Noi che si andava in cabina a telefonare. Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto. Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero. Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe. Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo. Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo. Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più era rosso più eri figo. Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti. Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 16.00. Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta. Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli. Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2. Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore. Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google. Noi che però sappiamo a memoria 'Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)'. Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina. Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio. Noi che se andavi in strada non era così pericoloso. Noi che però sapevamo che erano le 16.00 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM. Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days. Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween. Noi che le birre erano Peroni, Moretti, Dreher e Wuhrer..e basta!!! Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda. Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso. Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo. Noi che all'oratorio le caramelle costavano 10-20 lire. Noi che si suonava la pianola Bontempi. Noi che la ferrari era Alboreto, la Mclaren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini. Noi che il Commodore64 e il registratore lentissimo s´inceppava sempre. Noi che la merenda era la Girella e il Billy all´arancia. Noi che come scarpa da calcio avevamo la pantofola d oro Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!! Noi che quando vedevamo i biscotti della Bistefani 'e chi sono io Babbo Natale?' Noi che il guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari. Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars. Noi che abbiamo visto 15 volte i Goonies (io 17 volte), Ritorno al Futuro e Stand by me. Noi che abbiamo passato belle serate in bagno dopo Colpo Grosso. Noi che giocavamo col Super Tele. Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola...' Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire. Noi che avere un genitore divorziato era impossibile. Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine. Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino. Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty truccato ed eri un figo della Madonna Noi che volevamo la BMX per sentirci liberi Noi che non avevamo tante cavolate per la testa.
Come direbbe il mio amico Barone Molok.... Noi che eravamo umani.
Sembrano sciocchezze, ma alle volte le piccole cose fanno la differenza tra quello che eravamo e quello che avremmo potuto essere.Ciao
ALLE VOLTE PENSO CHE IL CIELO SOTTO CUI ABBIAMO RISO FINO A IERI, FOSSE PIU' VERDE DI QUELLO SOTTO CUI POTREMO PIANGERE DOMANI
November 29 Una nuova immagine al mio blog.Cio che è detto è detto, ma soprattutto cio che è desiderato, deve essere fatto.
Spesso ci arrovelliamo intorno a concetti come Mi sarebbe piaciuto.....Se avessi fatto....Oramai è troppo tardi....Non sono tipo da queste cose, le detesto, detesto i rimpianti. O meglio, destesto i rimpianti delle situazioni per cui non si è volutamente fatto nulla. I rimpianti su situazioni imprevedibili rientrano nella sfera della casualità, e ci stanno.Spesso mi caccio in casini inenarrabili, per il semplice motivo che sento l'esigenza di cambiare ciò che non mi soddisfa più, anche se sembra aver raggiunto una sua stabilità, magari positiva. Premesso:non sono un incontentabile e nemmeno un esigente esteta, solo che amo fare bene le cose, ma più che altro farle e finirle come dico io (se lo sforzo lo metto solo io nel farle). Nello specifico, altrimenti non capite, ultimamente mi girava per la testa di dare una nuova immagine al mio blog ,di svecchiarne un poco l'immagine diciamo. Bhè, NON LO FATE MAI, se proprio non avete tempo e pazienza. E' stato un lavoro impegnativo, ma allo stesso tempo (personalmente) gratificante per il risultato. A me, questa nuova impostazione, piace. Spero possa incontrare anche il vostro favore, perchè è anche per renderlo più gradevole a chi legge che mi sono buttato in questa avventura. Una cosa, valida come premessa ai vostri eventuali mogugni: solitamente non torno sui miei passi, soprattutto quando il risultato finale mi soddisfa.Quindi probabilmente resterà come è adesso, se non per migliorarlo ancora (in futuro, forse)
Per dare il giusto congedo al precedente format trovo che non ci sia canzone migliore di HAPPY ENDING di Mika.
Buon ascolto e buona visione, anche del blog. Ciao.
IL VIDEO
Happy Ending (MIKA)
November 28 Il tartufo: ma le cose naturali non dovrebbero esserci garantite?Mentre sopravviviamo, volete un pò di tartufo?
Non ho mai scritto senza un motivo, ma c'è sempre una prima volta. Eppoi, forse un motivo c'è. Mi frulla in testa da qualche giorno di apportare un bel restayling al mio blog, modificarne un poco l'impatto visivo, per renderlo più leggero, per non portare gli occhi e la vista ad un eccesso di skizofrenia compulsiva, dovendo correre da una parte all'altra per cogliere immagini e info.
Comunque, adesso vado ad Alba (CN) per lavoro, quando torno, vedremo per il restayling.
Intanto che vado ad Alba vi lascio con queste due domande su cui riflettere:
1) Qualcuno vuole del tartufo (Alba è rinomata almeno quanto Norcia per questo)? Qualcuno mi ha detto che costa 8.000€ al Kg quest'anno, MA SIAMO PAZZI?
2) La mia testimone di nozze sostiene che siamo arrivati ad un punto in cui non viviamo, ma sopravviviamo. Secondo voi è vero? Ma poi, sopravviviamo per cosa o per chi? Alle volte mi scopro essere davanti a domande più grandi di me. Meno male che devo andare ad Alba, non sapevo proprio cosa risponderle quando se n'è uscita con questa riflessione. IDEA: "Magari le porto del tartufo". Non so se l'aiuterà a vivere meglio, di certo non posso permettermi di portargliene abbastanza per aiutarla a sopravvivere, visto quello che costa.
Per il tartufo dovete dirmelo adesso se lo volete, mentre per la risposta al fatto se viviamo o sopravviviamo potete dirmelo anche dopo. Ciao
VOYAGE VOYAGE ( cantata da Desireless)
(Voyage Voyage verso Alba)
November 26 Prima di piangere tanto, bisognerebbe pensare se abbiamo sorriso almeno un poco.Le poesie del giorno (Lunedì 26 Novembre 2007). Due Post in uno.
Riflettendo oggi sul commento da voler lasciare nel post del 26 Ottobre di http://solelunamb.spaces.live.com (SoleLuna per gli amici) dal titolo Basta poco... che ce vò! , mi è venuta in mente la poesia di F.W. Faber intitolata UN SORRISO e ho pensato che non forse tutti la conoscono. Semplice, ma allo stesso tempo veritiera e profonda. La poesia potrebbe anche riassumersi nella sua sua apertura e nella sua chiusura......"Un sorriso arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.... nessuno ha così bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo....
Il resto è un rafforzativo a quanto sopra espresso, secondo me.
Visto che c'ero, ho deciso di dare un bel calcio nel sedere all'ipocrisia e vi riporto anche un breve passaggio del filosofo Seneca che io condivido in PIENO. Quanti di noi, purtroppo o nostro malgrado, si sono ritrovati a riflettere sulla tomba di una persona più o meno cara???? Ma a quella persona, un sorriso che sia uno, gliel'abbiamo mai regalato o gli abbiamo fatto sudare a caro prezzo anche la nostra più piccola smorfia del viso? Molte volte, prima di piangere per una persona bisognerebbe pensare se a quella persona gli abbiamo sorriso almeno una volta in vita. La morte è il momento delle riflessioni, dei tempi ormai andati,delle occasioni che non tornano. Chissai come mai è sempre così?
Fermatevi e riflettete. Ci sono persone a cui dovete regalare un sorriso (delle parole) da un pò di tempo? Cercate questa persona, e regalatele il sorrriso più grande della vostra vita. Cercate di cancellare oggi i vostri rimpianti di domani, ma sopratutto di non arrivare a dovervi guardare indietro mai.
Un piccolo sorriso oggi, potrebbe aiutarvi a risparmiare tante lacrime domani.
Scusate se alle volte sono un pò troppo diretto, ma Basta poco... basta essere chiari, senza giri di parole...quando che ce vò, che ce vò!
1) Donare un sorriso rende felice il cuore, oggi, domani, sempre. Un Sorriso
di Frederik W. Faber (1814-1863)
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante ma il suo ricordo dura a lungo. Nessuno è così ricco da poterne fare a meno né così povero da non poterlo donare. Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro ed è segno tangibile di amicizia. Un sorriso dona sollievo a chi è stanco, rinnova il coraggio nelle prove e nella tristezza è medicina. E se poi incontri chi non te lo offre sii generoso e porgigli il tuo: nessuno ha così bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo. (P. Faber) 2) Prima di piangere tanto, bisognerebbe pensare se abbiamo sorriso almeno un poco.
Poesia di Seneca
Un sorriso fatto ai vivi
è meglio di una fontana di lacrime sulla tomba dei morti. FOTO DI UN BEL SORRISO
November 23 Il sesto senso degli oggetti.
Gli oggetti alle volte ritornano: la chiave della macchina nella rivista.
Ieri RICORDATI DI SORRIDERE viene visualizzato e "chattato" da tale Katia, in arte DonnaRock, domiciliata al seguente indirizzo: http://katiacollaro.spaces.live.com. Curioso come sempre, RICORDATI DI SORRIDERE decide di andare sul blog di codesta Katia e lo scopre interessante e, a suo modo, curioso. Il mio consiglio è andateci anche voi, chissà che non diventiate anche voi suoi amici (io ho inoltrato richiesta, vediamo se seguirà autorizzazione).
Dicevamo. Nel blog di Katia ho letto il post sui LACCETTI INUTILI, sulle cose che spariscono, e poi magicamente ricompaiono. Ricompaiono un pò per caso, ricompaiono magari un pò come conseguenza della nostra tenacia. Questo post nasce da qui, dalle cose che alle VOLTE RITORNANO. Io penso che un pò in tutti gli oggetti sia presente quello che è definito "il sesto senso dei gatti", prima o poi, nelle maniere più incredibili, gli oggetti dispersi e carichi di affetto, ritornano, si rimaterializzino chissà quando, da chissà dove. A tal proposito a me è capitato di ritrovare delle mie cose nei posti più assurdi, nei posti più impensati. Anche nascoste in casa di amici....bhe direte voi, forse queste non sono cose smarrite che ritornano....queste sono cose trafugate con l'inganno e ritrovate nell'imbarazzo generale. A me è capitato anche questo. Una su tutte la ricordo nitidamente, anche se sono passati più di 20 anni. Una volta andai con mio padre a provare una vettura in una concessionaria. Quelle prove delle macchine dove compri prima una rivista di auto dove in regalo c'è una chiave,vai alla concessionaria... e se la "tua chiave"(quella che c'era nella rivista) mette in moto l'auto...te la porti via seduta stante. Quelle promozioni per incentivarti ad andare a provare l'auto, nella loro speranza che magari te la compri anche se la chiave non funziona. Un pò come la prova del gioco del 9 condotto da Gerry Scotti qualche anno fà. Bhè, noi comperammo la rivista, andammo alla concessionaria e la chiave ......chiaramente, non funzionò. Mica sono Gastone, il cugino di Paolino Paperino. Mio padre mi consegnò quella chiave ( per lui) inutile , che decisi di custodire gelosamente. La mia prima chiave di una macchina vera. Una chiave in ferro, con l'impugnatura in gomma . Un passo avanti rispetto alle chiavi finte, tutte in plastica ,sparse nella mia cameretta. La mia prima chiave da grande. Su quella chiave, sull'impugnatura in gomma, ci incisi sopra le mie iniziali e ci misi anche il mio portachiavi preferito. Uno di quei portachiavi trovati nelle brioches FERRERO. Nonostante tutte le attenzioni possibili, PERSI quella chiave poco tempo dopo. La cosa mi dispiacque parecchio (ero pur sempre un bambino sognante, quell'oggetto, nella mia fantasia, incarnava in parte il mondo dei grandi). La cercai ovunque, ma inspiegabilmente non riuscivo a trovarla, da nessuna parte. Eppure non portavo la chiave nemmeno fuori casa, pur di non perderla. Un giorno la ritrovai. Era in un posto insospettabile. Rimasi colpito sia da come la trovai, sia quello che mi venne comunicato nel momento del ritrovamento, fu un'eperienza importante. La ritrovai in casa del mio vicino di pianerottolo del palazzone di 9 piani sito in corso Siracusa a Torino, quando ancora abitavo a Torino. La ritrovai nello scatolone dei suoi giochi, dove ero solito mettere le mani (con autorizzazione) quando giocavamo insieme a casa sua. Passi il fatto che sopra quella chiave c'erano dei geroglifici molto simili a delle lettere, e più precisamente molto simili a delle iniziali, molto simili ad una "A" e ad una "T". Passi il fatto che quella chiave aveva un portachiavi di quelli che venivano regalati con le Brioches FERRERO. Quello che non capisco ancora oggi è come faccia una persona a poter pronunciare le seguenti parole in una situazione come quella:" << ah GRANDE Ale, l'hai trovata, non sai quanto abbia cercato quella chiave. Quella chiave era in una rivista.......sono andato con mia mamma nella concessionaria.....purtroppo non abbiamo vinto.....>>" Mi raccontò la stessa storia che gli raccontai io della chiave, della MIA chiave, di mio padre..della concessionaria, del mio PORTACHIAVI, etc. Quel giorno ho capito che al mondo ci sono 3 modelli di persone. Uno è quello che confessa subito. Un altro è quello che messo di fronte all'evidenza, punta a salvarsi, magari adducendouno scontato: "POSSO SPIEGARTI TUTTO".Questi solitamente crollano dopo poco, direi da subito. Poi c'è la terza categoria, di quelli che non si scompongono. Di quelli che si inventano qualcosa al momento e pensano di aver di fronte un imbecille. Il mio vicino si annoverava di certo in questa terza categoria, i cosiddetti furbi. Quel giorno sono certo che anche lui pensò che io appartenevo alla terza categoria, si, ma quella degli imbecilli fregati dai furbi. Resta il fatto che da quel giorno il mio vicino non abbe da parte mia più nessuna autorizzazione a mettere le sue mani nella mia scatola dei giochi (quando giocavamo insieme a casa mia). Pensai anche di trattarlo come si trattano i minatori africani nelle miniere di diamanti: accurata e minuziosa perquisizione alla fine del turno di scavi....ops scusate...di giochi insieme (a casa mia). Ma non mi spinsi mai così in là. Quel giorno decisi di stare al gioco, di essere imbecille perchè non potevo certo cercare lo scontro con lui....quel pianerottolo e quel vicino erano tutto il mio mondo. Non potendo uscire in strada (troppo piccolo io, troppo grande la strada a detta dei miei genitori), cosa avrei fatto se lo avessi accusato anche con prove certe? Lo avrei di certo allontanato, almeno di un pianerottolo. In una stanza ci sono sempre un furbo e un imbecille, se guardandovi intorno non scorgete l'imbecille, significa che siete voi (frase bella che ho letto da qualche parte). Quel giorno l'imbecille per fortuna lo vidi, e non ero di certo io. Questo mi bastò a capire anche che alle volte bisogna passarci da imbecilli, fare il classico buon viso al cattivo gioco, altrimenti a cosa ci serve una bella chiave se non abbiamo nessuno a cui mostrarla? Questa se volete è la mia morale di oggi, prima di augurarvi buon fine settimana.
Andate a visitare il blog di Katia e poi mi direte se non vi ho dato un buon consiglio.
" November 15 Il prezzo di una scelta, è anche lo scarto.Preferisco una vita fatta di scelte sbagliate, piuttosto che una fatta di passivi rimpianti.
E’ vero. La vita è fatta di scelte, tutte le nostre vite dipendono da delle scelte. Quando siamo fortunati, sono scelte che facciamo direttamente e che riguarderanno solo noi, quando fortunati non lo siamo, possiamo anche arrivare a pagare a caro prezzo, sulla nostra pelle, le scelte disgraziate di qualcun'altro. Ma anche il non scegliere alla fine è pur sempre una scelta, è lo scegliere di lasciarsi trasportare dalle cose, spesso cose dietro cui ci sono gli interessi di altri (anche se non li vediamo subito).
Ogni azione delle nostra vita è una scelta tra fare una cosa o farne un’altra. E soprattuto, che il prezzo da pagare nel fare ciò che abbiamo scelto, non sono solo i sacrifici che questa scelta comporterà, ma il prezzo è anche ciò che non otterremo rinunciando all’altra cosa. Me ne rendo conto sempre di più in questo periodo. Sono in una condizione in cui tutte le attività che svolgo spero mi portino presto ad avere il problema di dover fare delle scelte . Più opportunità avrò la possibilità di vagliare, più scelte mi si paventeranno per mettermi in difficoltà, più mi sentirò tranquillo. Sembra un controsenso, ma state certi che non lo è.
Già. Io preferisco poter avere la possibilità di essere messo in difficoltà da tante strade, tanti treni che viaggiano su tante rotaie che conducono in tante direzioni diverse, consapevole, da subito, che 1 sola direzione è quella buona, quella per così dire giusta. Preferisco questo. Preferisco questo, piuttosto che non avere scelta, e magari, un giorno, rimpiangere di aver fatto gli interessi altrui.
Non dobbiamo preoccuparci quando abbiamo la possibilità di essere padroni delle nostre scelte, non è cosa da poco. Ci dobbiamo preoccupare invece quando a decidere è qualcun'altro, anche per nostro conto. Non c'è situazione peggiore di quella in cui non abbiamo scelta. Subito dietro, ad una lunghezza, collocherei anche la situazione in cui una scelta la facciamo: scegliamo di non scegliere. Prendete il coraggio a piene mani e non nascondetevi mai dietro ad un dito.
GLI ALTRI NON FANNO MAI I NOSTRI INTERESSI.
" November 14 Piccoli mondi crescono, il mio blog è quasi a 200 visite.Grazie.Manca 1 visita a 200 ingressi, grazie, grazie davvero.
Piccoli mondi crescono.
E' la realtà di quelle cose che non devono sottostare ad una dura legge di sopravvivenza, modello mors tua vita mea. Così è se vi pare. Così è anche per il mio Blog. Lui cresce, senza disturbare, senza necessità di schiacciare qualcos'altro per andare avanti. Questo è un concetto che mi piace.
Oggi guardavo il contatore e mi sono accorto, distrattamente, ma non troppo distrattamente,che a piccoli passi, il mio blog cresce, siamo a 200 visite, non saranno 1000, ma c'è soddisfazione.Io sò gioire anche delle piccole cose.
Cresce, ora dopo ora, minuto dopo minuto, contatto dopo contatto. Oggi è già diverso da ieri, forse ha già un'idea di cosa vorrà essere domani. Mi ricorda un pò i Tamagocki per il concetto, solo che lui non chiama, lui può restare silenzioso, lui non muore, al limite si addormenta lentamente tra l'indifferenza. Il suo addormentarsi può avere la parvenza iniziale di una pausa di silenzi tra le ore, tra i minuti, tra i contatti. Per poi diventare tanti silenzi senza intervallo.Una linea continua di vuoto, la sua fine. Invece, grazie, grazie davvero a chi fino a oggi, con i suoi contatti, fà sì che ci sia un desiderio di crescita ad alimentarlo. Io scrivo per il piacere di potermi arrogare un punto di vista sulle cose, ma è innegabile come dia soddisfazione sapere che dall'altra parte ci sia qualcuno disposto ad "ascoltarlo" (leggerlo) questo benedetto punto di vista, e magari a raffrontarsi con lui.
Grazie, grazie davvero, perchè oggi, ricordati di sorridere, anche grazie a voi, non ha alcuna intenzione di addormentarsi, perchè di cose su cui dibattere c'è n'è davvero un'infinità, e sono tutte purtroppo attuali e in egual modo significative.
" Senti chi parla, i rumeni.Rumeni ascoltate :"Italia,paese pericoloso è" Sono perplesso, ma non più di tanto. Oggi apprendo una notizia che mi apre nuovi orizzonti e mi lascia allo stesso tempo un pò interdetto. Il ministero degli Esteri rumeno ha inserito il nostro Paese nella lista dei luoghi "a richio" per i cittadini romeni, ai quali è richiesta un'attenzione particolare in caso di viaggio o soggiorno. L'Italia compare in questa "lista nera" assieme a paesi come Iran, Costa Rica, Messico e Bulgaria. La notizia giunge, quasi a sorpresa, dopo gli incontri diplomatici e le promesse di dialogo e collaborazione degli ultimi giorni. L'Italia, da quanto si apprende, compare nella lista a causa del decreto sull'allontanamento dei cittadini comunitari, approvato d'urgenza dopo l'uccisione di Giovanna Reggiani (una signora che un nomade di nazionalità romena si è arrogato il diritto di privare di questo suo bene, la sua vita). La nostra "fortuna" era che la signora Reggiani era la moglie di una persona influente, da qui la necessità di fare qualcosa, di approvare qualcosa d'urgenza. Il governo della Romania non ha gradito questa solerzia e raccomanda ai suoi cittadini che viaggiano o che vivono in Italia, e che si trovano nell'eventualità di essere allontanati, di rivolgersi d'urgenza alla sede consolare romena più vicina se ritengono che contro di loro siano stati commessi o si stiano commettendo abusi. Molti romeni, a seguito degli ultimi accadimenti ed anche di questo "allarme" avrebbero già rinunciato alle vacanze natalizie nel nostro Paese. Come sempre, ho un paio di riflessioni a caldo da fare. Pazienza per i rumeni che ci priveranno della loro presenza per le feste natalizie, ma ci dobbiamo tenere anche quelli indesiderati? La Romania, prima ci ha rifilato quello che non voleva....e adesso, che ha filtrato, tenendosi il meglio, si chiude le porte dietro? Mi sembra un pò comodo così, non vi pare? Perchè non hanno fatto qualcosa quando si è verificato l'esodo delle figure scomode verso l'esterno? Sia chiaro, ben vengano i rumeni che hanno voglia di lavorare, non ho nulla contro chi è desideroso di integrazione e di conquistarsi dei diritti rispettando però anche dei doveri (spesso noi italiani mostriamo meno propensione al lavoro di questi immigrati, questo è innegabile, almeno con i lavori più umili e faticosi), quindi grazie a quelli onesti o che riescono ad integrarsi, non senza sforzi lodevoli, grazie davvero. Ma che percentuale hanno o quanto si integrano quelli onesti, rispetto a quelli che nella valigia per l'Italia ci mettono già cattive intenzioni? E dovremmo tenerceli tutti? Dicevo, sono perplesso. Non sono stizzito da queste persone ijn esodo da altri paesi, si muovono entro i limiti di leggi che volenti o nolenti sono immobili, fanno quello che gli è permesso fare, nella nostra immobilità totale. In queste condizioni le Reggiani ci sono sempre state, ci sono, e sempre ci saranno, PURTROPPO. Sono stizzito da noi stessi, da chi ci rappresenta. Almeno prima la nostra politica i panni sporchi ci permetteva di lavarceli in casa, adesso permattiamo che vengono anche da fuori a prenderci in giro. In una scarpa 40 non ci puoi mettere un piede 42, quanto terrà ancora lo scarpone Italia? A me incomincia a fare male l'alluce in punta, dite che è arrivato il momento di cambiarlo lo scarpone? Adesso mi tocco con il pollice la punta e vi faccio sapere se c'è ancora margine di sopportazione. HO UN IDEA...ITALIANI UNIAMOCI...SALIAMO SUI BARCONI......E ANDIAMO TUTTI IN ROMANIA...............HO SENTITO DIRE CHE LI' SI STA BENE ADESSO.
" November 13 Eppure me lo sono ripetuto per anni:"non bisogna prendersela.....è solo lavoro......"Eppure è solo lavoro".
....."Eppure è solo lavoro".
Liberamente scritta da me.
Ho caldo
eppure caldo non fà
Ho il respiro affannoso
eppure non ho corso
Mangio di corsa
eppure non ho fretta
Mi sento legato
eppure ho libertà d'azione
Vorrei silenzio
eppure parlo in continuazione
Vorrei fosse tutto in discesa
eppure zoppico su scalini in salita
Vorrei liberarmi
eppure sono sempre operativo
Sto sbagliando
eppure me lo sono ripetuto per anni
MA come è possibile?
Eppure è solo lavoro.
Alle volte mi sento un uccello chiuso nella gabbia del tempo, la cosa che mi preoccupa di più è che eppure mi dimentico di sorridere
Eppure, lo so, questo non và bene.
" November 12 Gabriele Sandri, Meredith Kerecher, etc...nel loro piccolo.....Buon viaggio ragazzi.
Ieri mattina, non troppo presto, ho dato una veloce scorsa ai principali avvenimenti riportati dal telegiornale di Sky TG 24, ma mi sono subito reso conto che non c'era nessuna grande novità sulle cose lasciate in sospeso la sera prima: a Perugia i tre indagati per l'omicidio della ragazza inglese di 20 anni (Meredith Kerecher) si professavano tutti innocenti (ho pensato: evidentemente la ragazza si è suicidata in preda ad un raptus, e ha coperto tutte le prove del suicidio per depistare le indagini e portare gli inquirenti verso la sua stronza coinquilina che detestava, mica male come piano, no?).......... il presidente del consiglio (Romano Prodi, per chi non lo sapesse) sosteneva che non si possono far pagare ai consumatori gli scarsi investimenti fatti dalle società nel settore energetico per anni (ho pensato : ma non li abbiamo pagati nelle tasse per anni questi investimenti non fatti?).........un gruppo di società, fra le quali la sudcoreana Hyundai, si era aggiudicata un contratto per espandere un progetto di fertilizzazione in Qatar che costerà attrono ai 3,2 miliardi di dollari (ho pensato: speriamo che un giorno la Hyundai voglia investire anche in Italia.).......esplosione a Londra, Scotland Yard esclude attentato terroristico (non ho pensato nulla).......ho spento e mi sono dedicato alle normali faccende di casa della domenica mattina, di una qualunque domenica mattina.
All'ora di pranzo, a casa dei miei suoceri, assetato di informazioni/aggiornamenti e attanagliato dalla curiosità, chiedo di accendere la TV per poter prendere visione delle notizie del telegiornale in chiaro, magari dalla mattina mi ero perso qualche cosa, magari sono l'unico a non sapere che è successo qualcosa di grave che cambierà la vita di tutti noi. Vengo accontentato. Vengo accontentato sebbene i miei suoceri non siano proprio amanti della ricezione passiva di immagini e informazioni. Hanno la Tv, ma potrebbero tranquillamente farne a meno.
Appena mi sintonizzo su Canale 5 ( il suo telegiornale lo trovo più avvincente, tanto le notizie sono notizie) leggo: Arezzo, in Autogrill scontro tra tifosi Juventini e Laziali, ci scappa il morto (penso: interessante, anche se non mi cambia la vita). Sembra che la morte del tifoso sia riconducibile allo scontro e ai tafferugli tra tifosi. Poche informazioni certe, ma la notizia è chiara, ci troviamo di fronte ad un pericolossissimo tifoso, molto noto alle forze dell'ordine , già allontanato in precedenza dagli stadi (penso: uno di meno, per una volta ci ha rimesso uno di quelli che fà casino, mi dispiace, ma non più di tanto, se stava a casa sua non gli succedeva, la mia vita può proseguire, non sono un finto ipocrita).
Scusaci Grabrele, scusami, se la voglia di far notizia/il fidarci dei mezzi di comunicazione ha distorto la realtà. Forse non sapremo mai come è andata (questo lo penso perchè c'è di mezzo un poliziotto, e non mi fido a priori), ma aver (anche solo per 10 secondi) dato un'immmagine distorta della tua persona, ci rende colpevoli. Forse se anche fossi stato un Teppista da stadio non meritavi una fine tanto assurda, ma averti dipinto tale, ci ha fattto perdere una buona occasione per stare zitti e portare rispetto ad un giovane che non c'era più, tanto più un giovane sano, appartenente ad una realtà fatta di lavoro e sacrifici.
Da oggi avrò paura anche ad andare al cinema, perchè potrebbe succedermi qualcosa e potrebbero dire che c'è stato un duro conflitto a fuoco con un pluripregiudicato, mentre io sono solo un inutile impiegato, che cerca di fare il suo, quotidianamente, ma che se fà una cazzata se ne assume le responsabilità. Ho capito che è troppo facile dipingere una persona per quello che non è, e condannarla. Un sincero scusa per essermi permesso un giudizio su una persona che nemmeno conoscevo e per aver ascoltato delle sirene di cui non avevo nemmeno verificato l'attendibilità.
Ho solo paura che ci sia gente che non aspettava altro che questo succedesse, l'assurdità di ieri potrebbe armare altre mani incoscienti.
Il vero dolore sta nelle persone che ti hanno conosciuto, noi non possiamo che fermarci a pensare e poi riprendere il nostro cammino.Tanti blog oggi parleranno di te, ma nessuno come chi ti ha conosciuto veramente.
Buon viaggio Gabriele. Ho pensato di ricordarti a modo mio, con questa foto. Come una mongolfiera che si libera in aria e vede tutto più nitidamente. Buon viaggio a te , a Meredith,etc....e a tutte le persone che nel loro piccolo ogni tanto ci permettono di fermarci a riflettere, oppure che si fermano il tempo di una nostra riflessione e poi iniziano a fluttuare ......
" November 06 Aiutatemi a ricordare tutto.Il vero delitto?...... lasciare le cose in sospeso.
Ieri sera ho deciso di gardare la televisione, ma non la mia televisione, non il mio Tv-color marca SABA degli anni '80 "schermo grande" (per l'epoca era grandissimo), ma il Tv Color marca Mivar fine anni '90 "schermo piccolo 15" prestatomi da mia madre. Il mio è a riparare, ma il Mivar và benissimo in caso di necessità, è sempre andato benissimo in queste occasioni.Quello che non và bene è che ieri sera mi sono annoiato e mi sono sentito preso in giro per l'ennesima volta. Non c'entrano le immagini più piccole, il minor impatto visivo di quello che guardavo, non importa il fatto che la televisione ti colga come passivo ricettore di info e immagini. Il problema è che ieri sera guardavo una trasmissione in cui parlavano di argomenti che avevo già sentito, di cose già viste, di cose trite e ritrite. Ieri sera parlavano di aspetti della vita e del nostro quotidiano/passato in cui ti aspetti che da un momento all'altro il conduttore ti tiri fuori la frase ad effetto che risolve tutto, ma questa frase non arriva mai, e tutto si ripete. Per come è impostata la trasmessione, se l'argomento è d'attualità ed è per caso un omicidio efferato, mi aspetto che il conduttore tiri fuori dal cilindro da una momento all'altro il nome del colpevole e la polizia sia fuori di casa di questo colpevole per arrestarlo in diretta. Invece no, le trasmissioni si accalcano sul pezzo, periodicamente riesumano spezzoni o solo il cuore della vicenda, ma non sanano la nostra voglia di sapere in diretta, ma nemmeno 1 giorno dopo, a volte nemmeno anni dopo. Sono stanco. La televisione, ma i media in generale, raccontano, raccontano,si accalcano,si spintonano sul pezzo, spesso in inutili bla bla bla ma poi, stringi stringi, era meglio se quella trasmessione non la guardavo o se quel giornale non lo comperavo, ho solo domande in più. Alla fine mi raccontano quello che possono raccontarmi, alla fine si scopre quello che si vuole scoprire, alla fine non c'è nessuna fine. Ieri parlavano del G8, come detto:cose trite e ritrite. Sono davvero stanco. La Franzoni è colpevole? Che fine ha fatto la piccola Denise Pipitone di Mazara del Vallo? E Simonetta Cesaroni di via Poma? E Ustica? E Garlasco? Ho deciso, questo intervento lo aggiornerò con tutte quelle cose di cui sono stufo di vivere nell'ignoranza, perchè questo è il vero delitto, lasciare le cose in sospeso, sperando che la gente se ne dimentichi. Lasciare le cose in sospeso almeno finchè qualcuno non ritiene che sia opportuno tornare sul pezzo, quando qualcuno ritiene che è passato abbastanza tempo perchè la gente abbia ricordi sbiaditi, tanto sbiaditi da giustificare una trasmissione che riempia una serata, tanto sbiaditi da fare nuovamente notizia. Aiutatemi a mettere in questo intervento tutte quelle cose di cui avete sentito parlare milioni di volte e che periodicamente ritornano, perchè mai dimenticate, perchè eternamente in sospeso.
Dicevamo: La Franzoni è colpevole ( 30 gennaio 2002, 5 anni) ? Che fine ha fatto la piccola Denise Pipitone di Mazara del Vallo (1 settembre 2004, 3 anni)? E Simonetta Cesaroni di via Poma a Roma (7 agosto del 1990, 17 anni)? E Ustica (27 Giugno del 1980, 27 anni)? Chi ha ucciso a Roasio (Vercelli), con un calcio, la piccola Matilda Romani ( 2 luglio 2005, 2 anni) ? E a Garlasco chi si è accanito su Chiara Poggi (13 agosto 2007)? E Meredith Kercher, assasinio della studentessa inglese a Perugia (1 Novembre 2007) ? Già così non sono un pò troppe le cose in sospeso?Secondo me si, e ne aggiungerò delle altre, ma sono curioso di sapere anche il vostro punto di vista.
" "Il Fatto": Enzo Biagi.
Addio Enzo "il cronista".
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