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February 22 Anche Bill Gates ha una vita privata.Piccola barzelletta su Bill Gates.
Oggi mi sento decisamente frivolo e superficiale. E' stata una giornata troppo seria per mettermi a filosofare sui grandi temi della vita, quindi.....quindi, da buon commerciale informatico, provo a propinare anche a voi questa piccola battuta che trovo davvero simpatica.
Bill Gates sta facendo l'amore quando sua moglie gli dice:
- Caro, oggi non sento niente, non provo alcun piacere! E lui: - Annullo, Riprovo o Tralascio? Lo so, è una stupidata, ma è una stupidata che mi ha fatto scappare una bella risatina. Eh eh eh. Ditemi che fà ridere anche voi, altrimenti incomincio a credere alle
voci che dicono che gli informatici sono proprio strani. Ciao, a lunedì.
" February 21 Un nuovo inizio.......La frase del giorno di oggi (giovedì 21 febbraio 2008) ve la spiego nei dettagli (promesso) tra qualche giorno, ma posso già anticiparvi che dopo tanto insistere, dopo tanto resistere, ho finalmente raggiunto il mio scopo e sono pronto per nuove conquiste.
Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti. (anonimo)
Direi che, sebbene l'aforisma non sia sempre corrispondente al vero, quando si avvera, la soddisfazione è enorme. ENORME. Ciao Ciao Foto: della cima conquistata dopo tanta fatica. February 20 Ma in ospedale ci vanno i malati o gli accompagnatori ???Stamattina mi sono reso conto di come la gente più vada avanti più diventi egoista. Anche davanti agli ospedali imperversa il vita mea, mors tua.
Stamattina sono andato in ospedale, la mia ex seconda casa (per fortuna ex), per ritirate 1 documento. Diciamo che non ho avuto nemmeno bisogno di fissare un appuntamento preciso per questa pratica, ma tanto per non essere troppo vago (nel mio consueto rispetto degli altrui impegni) io e i medici ci eravamo dati indicaticamente come orario d'incontro le 09.30.
Svolgimento teorico: ingresso in ospedale, scala, ingresso nel reparto, convenevoli, stampa del documento, ritiro del documento, saluti, uscita e direzione lavoro. Secondo voi la cosa si è svolta in questa maniera? Ma nemmeno per sogno, perchè il problema del posteggio dove lo mettiamo?
Svolgimento pratico: arrivo alle 09.00 (meglio essere in anticipo, anche quando non si ha un appuntamento preciso), ricerca di un posteggio (posteggiare in seconda fila non mi è mai piaciuto, tantomeno davanti all'ospedale dove le urgenze imperversano) e qui inizia il dramma. 45 minuti di ricerca di un posteggio e sapete perchè????? Davanti all'ospedale hanno fatto una nuova area posteggi portando la precedente capienza da 200 posti circa a 300 posti attuali. Peccato che dei precedenti 200 posti ne abbiano adesso destinati 150 a posteggi auto per gli invalidi (fin qui no problem, ammiro e appoggio le società attente a questi problemi) e che dei restanti 150 posti almeno 70 fossero occupati dai genitori/amici/pseudo parenti/conoscenti occasionali/etc che avevano accompagnato i malati in opedale e se ne stavano comodamente in auto a leggere un giornale in attesa che i loro congiunti/amici/conoscenti occasionali/etc uscissero dall'ospedale.
Chiaro che nessuno può vietare questo atteggiamento, ma io, personalmente, non lo condivido. Ai miei tempi (si intende quando stavo male) e i miei mi accompagnavano in ospedale , se non si trovava posteggio (che permettesse ad entrambi di salire con me in reparto) uno di loro stava in auto in seconda fila, mentre l'altro esercitava il suo compito di tutore del minore accompagnandomi alla visita.
Che senso ha occupare un posteggio davanti ad un ospedale, se poi si stà seduti in macchina, ad attendere il ritorno di chi si è accompagnato, leggendo un giornale???? I posti auto contrassegnati dalle linee bianche dovrebbero avere la stessa valenza di quelli per gli invalidi in queste zone: a disposizione di chi ne ha bisogno. Per leggere il giornale esistono i bar, non credete???
Scusate, lo sfogo, ma io ragiono con il senno di poi sulle cose. Io dovevo solo ritirare un documento, emmenomale, ma se avessi avuto veramente bisogno (come fino a 9 anni fà), 45 minuti persi alla ricerca di un posteggio, avrebbero assunto un valore decisamente significativo. Meno male che ai miei tempi c'erano meno posteggi, ma più gente intelligente...opps....scusate...più gente altruista. E dico queste cose, pensando anche al fatto che queste persone non erano certo lì stamattina per divertirsi, state tranquilli.
Ciao Ciao.
Foto: sedie a rotelle posteggiate
" February 13 Cinema Statuto. Amo questa città e amo questa gente.
Dove andreste per allontanare il più possibile il pensiero del lunedì che è alle porte? Immaginate un mese. Febbraio. Immaginate un giorno. Domenica. Immaginate una delle tante domeniche annoiate della vostra vita, ma non la più annoiata. O almeno non tanto da costringervi a casa. Il tempo, forse, è scandito e rintoccato solo dal metronomo dei vostri sbadigli, altrimenti sembrerebbe immobile. Fuori tutto è ovattato. La neve cade copiosa da giorni, tutto è bianco, tutto è piatto, tutto è freddo. Immaginate che i Grandi Centri Commerciali non siano ancora Grandi, e non siano ancora stati convertiti a magazzini domenicali per frotte di gente abulica e senza meta. Esistano,certo, ma siano piccoli e siano aperti solo dal lunedì al venerdì.Definiamoli grandi negozi, non centri commerciali. Immaginate di non voler concludere così il vostro Week-end, in casa, a contare i vostri sbadigli e quelli delle persone che vi circondano. In una situazione così, cosa fareste? Dove andreste per allontanare il più possibile il pensiero del lunedì che è alle porte?
Dove andreste se aveste 7 anni, e doveste farvi accompagnare dai vostri genitori? Oppure dove andreste con i vostri 55 anni ben portati e una vita di sacrifici che vi concede un pò di tregua solo nel week-end? Dove andreste se foste una coppia di innamorati che desidera scambiarsi ancora qualche innocente affettuosità per il fine settimana, senza chiedere eccessiva privacy???
Se 25 anni fà 64 persone non avessero risposto "ANDREI AL CINEMA" a questa domanda, oggi probabilmente vivremmo tutti in un mondo con leggi e luoghi pubblici meno sicuri, anche se si poteva e si doveva fare di più. Oggi, 13 febbraio 2008 Torino è una città rallentata dal ricordo. Si commemorano delle persone e la loro strage annunciata. La strage del Cinema Statuto di Torino. Lo "Statuto" per noi torinesi, era un cinema sito in via Cibrario 16-18, in cui il 13 febbraio 1983,, a causa di un incendio, morirono 64 persone, per intossicazione da fumi e per ustioni. Al momento dell'incendio, nel cinema era in proiezione il film La Capra, con Gerard Depardieu. Un film dalla trama molto semplice, una commedia ironica..
Maria, la protagonista del film, viene rapita in Messico. Visto che è stata sfortunata fin dall'infanzia, si pensa che potrà rintracciarla solo uno sfortunato come lei,per questo viene scelto Perrin, un contabile della ditta del sig. Meyer, padre di Maria, al quale tutto va storto. Lui sarà la capra sulle tracce di Maria. Il filo conduttore è la sfortuna, dentro e fuori dallo schermo.
Il classico film (nemmeno in prima visione) più che adatto ad occuprare un'anonima domenica di febbraio piena di tanta neve e di tanto freddo, fuori. Tanto fuoco e troppo fumo, dentro. Questa storia non ha un lieto fine. Le vittime, sebbene avessero tentato la fuga, trovarono le uscite di sicurezza chiuse e bloccate ( i maniglioni antipanico alle porte furono un'invenzione figlia della strage Cinema Statuto), e così non sfuggirono alle esalazioni di acido cianidrico, prodotto della combustione del tessuto ignifugo delle sedie. Morirono come topi in gabbia. La legge italiana fece il suo solito show ridicolo, a cui ci ha abituati nel tempo. Cambiano solo i commedianti, ma la trama è sempre la stessa. Far ridere tutti. Tutti, tranne i famigliari delle vittime che hanno assistito a condanne troppo misere, secondo loro. Solo le leggi, da allora, hanno subito robuste variazioni, l'indignazione era troppo forte, emmenomale. L'incendio del cinema Statuto è stata la più grande strage verificatasi nel dopoguerra a Torino, almeno fino ad oggi, almeno fino al rogo delle acciaierie Thyssen Krupp, ma questa è un'altra storia..
Questo post vuole ricordare queste 64 vittime. La più giovane delle vittime aveva 7 anni, la più anziana 55. Gli orfani furono nove. Di seguito, il triste elenco delle persone scomparse: Renato Alasia, Amelia Angelini, Lorena Artioli, Loretta Artioli, Roberto Borsallini, Moona Bekari, Luciano Bergonzi, Paola Boggio Bertinet, Alberto Bonomo, Domenico Brandascio, Elsa Cabodi, Claire Bonnie Calbert, Rosanna Cima, Maria Luisa Chierici, Marina Dalboni, Michelina D’Andrea, Giuseppe De Pace, Rosalba Di Cesare, Renata Di Giacomo, Silvana Di Gioia, Genoveffa Di Lieto, Angela Di Nicoli, Marisa Duchich, Yvonne Rosanna Facciano, Annalisa Fantone, Giacomo Fracchia, Roberto Galizia, Palarì Galvani, Anita Giovanna Gamba, Sergio Ganovelli, Eugenio Gatti, Annaclara Goitre, Germana Jelo, Carolina Luccitelli, Paola Magno, Michele Marmo, Sergio Marzullo, Amodeo Massimetti, Michele Melidoro, Antonio Molino, Giancarlo Morando, Andrea Morando, Dorina Morbidelli, Donato Nicolò, Marco Palazzini, Roberto Pepino, Luca Pipoli, Lorenzo Racca, Guido Rampini, Giuseppe Ridolfo, Piera Rivarossa, Adriano Rossi, Giuseppina Saglia, Aldo Saracco, Biagio Savona, Paola Scaluzzo, Luigi Stringani, Riccardo Trabbia, Angela Trafano, Angelo Vago, Giovanni Vario, Giuseppina Vario, Maria Maurizio Verna, Renata Ramona Zambon.
Se oggi, quando siamo accalcati in un luogo pubblico, chiuso, a goderci uno spettacolo (magari un concerto), e questo possiamo farlo in totale tranquillità, , è giusto sapere che un pò lo dobbiamo anche a queste 64 persone, che, con il loro inconsapevole sacrificio, hanno scritto una pagina importante della nostra storia, della nostra sicurezza, e hanno permesso di riscrivere delle leggi che erano anchilosate dal 1953. Le cose purtroppono succedono. Quello che mi indigna però non è tanto la passività pre-accadimento, ma quella post-accadimento. Meno male che quel giorno i miei non pensarono di andare al cinema ( io avevo 7 anni appena compiuti) e meno male che non faccio nemmeno l'operaio in acciaieria, almeno posso fare come tutti, versare 2 lacrime e girarmi dall'altra parte, almeno fino alla prossima strage e alle prossime lacrime.
Ciao ciao.
Foto di un corridoio chiuso.
February 12 Sono un'ipocrita e Lourdes mi mette a nudo.Ieri, l’evento Lourdes ha celebrato i 150 anni di vita. Risale infatti all'11 febbraio 1858 il primo incontro di Bernadette con (come la definì lei) la «bella Signora della grotta" . Da allora è stata un'escalation per le masse. Ma non esageriamo.
Ho 32 anni, sono battezzato, sono cresimato, per molti anni "credente" professante (più per scelta dei miei che per fede personale, ero troppo piccolo), sposato in chiesa e partecipe della vita di comunità. La normalità direte voi. Si, una normalità un pò ipocrita, potrei rispondervi io. Ma forse chi non lo è oggi un poco ipocrita?? I miei dubbi forse derivano solo da domande a cui non trovo debite risposte , ma sono dubbi forti. La mia è sempre stata una vita agiata, non lo nego, ma non semplice. Alle spalle la perdita di un fratello mai conosciuto (il secondogenito, quello di cui io ho preso il posto, per il forte volere dei miei di un secondo figlio), mio fratello ( il primogenito) ha l'epatite C, mio padre è mancato al nostro affetto (per un infarto) quando avevo compiuto da poco 19 anni, e, tanto per non farci mancare niente, io ho la leucemia. Penso che sia legittimo che una persona consapevole delle proprie fortune, perchè io mi ritengo una persona molto fortunata (nonostante tutto), e con anche, magari, una buona dose di fede, arrivi a domandarsi:"se un Dio esiste, come può permettere tutto questo dolore?" Poi mi guardo intorno, penso alla Shoa, alle ingiustizie, e le domande aumentano, e forse la fede, la mia fede, scricchiola, o forse non è incondizionata. A 32 anni, più che aspettare che Dio passi a saldare il conto o che mi risarcisca in una fantasmagorica vita dell'aldilà ( perchè, se esiste davvero questa vita, allora mi aspetta un albergo a 5 stelle con piscine e sale massaggi...caviale ogniddove), a volte vorrei solo che le persone piene di fede facessero la loro vita (anche se sfigata), senza prendere come mission le strada del catechizzare gli altri ad ogni costo.
Ieri ho guardato Porta a Porta per 10 min. Era in onda lo speciale su Lourdes e i suoi 150 anni di vita. Al 3° caso propinato di persona sfigata (ma piena di fede), su una sedia a rotelle (che ringraziava Dio per questa prova di fede che le aveva donato come segno di espiazione per tendere ad una vita migliore nell'aldilà) ho spento la TV. Come ho detto, non riesco a pensare alla positività delle cose dove c'è incoerenza. Se sei su una sedia a rotelle, se oltretutto fatichi a parlare per una qualsivoglia malformazione e non sei autonomo nemmeno per andare a defecare da solo ( dipendere dagli altri in tutto e per tutto la trovo una delle cose più umilianti che esistano, e a me è capitato), allora mi dispiace ma non puoi ringraziare proprio nessuno, tantomeno Dio. Anzi, se esiste qualcuno che ti ha ridotto così, quel qualcuno dovrebbe pagarti e non prometterti qualcosa. Poi lo sò che la gente deve farsene una ragione e trovare delle motivazioni per andare avanti,sempre e comunque. E Dio è sempre una buona ragione. Tanto lui non ti risponde, semmai promette. Promesse a lungo, lunghissimo termine.
Potremmo parlare per ore di questa cosa, e di certo molti non sarebbero d'accordo con me, io ho un punto di vista di rottura, lo so. La mia vita è semplice e lineare, come le mie idee. Potremmo dividerci in due, tra quelli che ci credono ( e espiano, e pregano e perdonano) e gli scettici (sempre e comunque contro). Io faccio parte di una categoria tutta mia , quelli che se ne fregano. A me non interessa andare in chiesa perchè Dio potrà salvarmi, ma nemmeno rinnego a priori certe cose che non sò spiegarmi. Io faccio parte di quelli coerenti. O almeno mi arrogo questa definizione. Non applico alla mia vita le regole del mio lavoro. Non prego nella speranza devota di ottenere qualcosa un giorno, non dò per chiedere qualcosa in cambio. Almeno con me stesso mi risparmio il ruolo veniale del commerciale. Io vivo e lascio vivere. Frequento la comunità perchè ne condivido delle regole di rettitudine, e di condivisione. La mia vita si basa su dei valori, pochi e precisi, che ho lottato per identificare e che mi sbraccio per difendere. Secondo me, se sei messo male, dovresti essere inc...to come una bestia, magari arrabbiarti con Dio se credi che sia lui la causa, non venerarlo. E non parlo di una rabbia da reazione, parlo di coerenza.
Sono pronto a tutti i vostri improperi dopo questo intervento, ma se posso permettermi (senza offendere nessuno), non potete immaginare quante litigate ci siamo fatti io e lui quando stavo per morire, e oggi sono ancora qui. Questo dimostra, forse, che o lui non porta rancore o che anche lui ha una coscienza, e non è poi così tanto pulita.
Ricordati di sorridere non prega quando gli succede qualcosa di brutto, ma va a bussare inc....to nero alla porta di chi sappiamo noi, e non chiede promesse, ma desidera risposte. E' il mio stile. Guardarlo in faccia mentre abbassa gli occhi e essere consapevole che tra noi due il potente non sono io, ma che non devo pregarlo allo stesso tempo per nulla. Si è già preso tutto.
Una cortesia, una personale preghiera (visto che siamo in tema). Non gli dite che oggi sono una persona felice, per piacere, potrebbe tornare per finire quanto lasciato in sospeso. Grazie, lo sò che posso contare su di voi.
Ciao Ciao.
Foto della Vergine Maria nel buio dei molti dubbi che mi attanagliano.
" February 11 Polaroid: presente imperfetto, passato prossimo e forse già trapassato remoto.L’era della fotografia digitale ha fatto una nuova vittima. La Polaroid ha infatti deciso di abbandonare la produzione della carta per istantanee. Adesso il mio cassetto dei ricordi pesa un pò di più.
"Adesso abbracciatevi, sorridete...un pò più a destra.....al mio tre soffiate e spegnete le candeline, ok?? Sorridete.....1....2....3..." Click.
Addio a un mito, addio alle foto istantanee. Addio a quei «quadretti» di carta spessa con al centro la «magia» che piano piano si rivelava. Addio a quegli attimi fatti di emozionante attesa. Era un rituale, preciso, e mai monotono. Era la magia dei momenti appena trascorsi, ma già indelebili, era la magia delle istantanee che si sviluppavano in pochi secondi riproducendo immagini già pronte da stropicciare tra le dita.
Immagini di un presente già pronto per il cassetto dei ricordi e per qualche lacrimuccia che sarebbe venuta. Addio. Si addio, perchè dopo 60 anni (appena compiuti) la Polaroid, dice basta. Per la verità aveva già interrotto, un anno fa, la produzione delle macchine, ora chiudono anche gli ultimi stabilimenti delle pellicole. Sono state chiuse, infatti, le fabbriche in US, in Messico e in Olanda. Sono stati tagliati 450 posti di lavoro. Spetta ora ai 150 sopravvissuti (erano 21.000 nel ‘78) cercare di "reinventare" (nel digitale) quello che in quel lontano ‘48 sconvolse il mondo della fotografia scaturendo in un vero e proprio movimento.
Tutti sapevamo che la qualità delle foto a "cubo" non sarebbe stata eccelsa, ma in un mondo rotondo, dove nessun inizio coincide con la sua fine, questi quadrati ci davano la sensazione della perfezione. Tutti sapevamo che con il tempo le foto , per gli stessi componenti chimici che permettevano la «magia» istantanea, sbiadivamo un po', ma questo amplificava il legame particolare con un presente diventato velocemente già passato.
Se vi sono rimaste nel cassetto delle vecchie Polaroid, o se avete ancora una macchina funzionante e un po' di «pellicola», bhè, non buttate via niente: prima o poi, forse, saranno veramente oggetti da museo.
Non ci resta che prapararci a dare l'ultimo saluto a qualcosa che è già leggenda. Quel qualcosa che riproduceva un presente imperfetto, esemplificava in pochi secondi il significato di passato prossimo e che speriamo non diventi, troppo in fretta, trapassato remoto.
Ciao ciao.
Foto di una Polaroid
" February 06 Io sono come voi, fingo di non interessarmi troppo delle cose, tantomeno delle Camere.La politica è pò come il calcio. Tanti la praticano, ci sono i dilettanti, girano tanti soldi e alla fine chi paga sono solo i tifosi/contribuenti.
Raramente parlo di politica e, lo ammetto, dovrei imparare a stare zitto sull'argomento, o almeno, continuare a stare zitto. Ma quello che sta accadendo in questi giorni lo voglio immortalare nel mio blog, perchè è un passaggio importante per il nostro paese. Io sono come voi, fingo di non interessarmi di queste cose. Un pò come quelle persone che fingono di non interessarsi al calcio, quasi provano fastidio alla sola parola, in un paese però basato sul calcio. Per esempio. Magari non li sappiamo a memoria, ma qualcuno ci avrà detto almeno una volta i principi fondamentali su cui si basa la nostra Costituzione,i famosi articoli? No? Vi riporto io i primi 3, tanto per rinfrescarvi le idee.
Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2.La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3.Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
....etc....ma fermiamoci qui, che bastano e avanzano.
Adesso guardate questi 2 video che vi ho riportato qui di seguito e ditemi se a queste persone gliene frega qualcosa che la nostra Repubblica sia democratica, sia fondata sul lavoro, che la "sovranità" appartenga al popolo, che la stessa Repubblica riconosca e garantisca i diritti inviolabili dell'uomo (sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità). Ditemi voi se a queste persone gliene può fregare qualcosa che tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Come dite??? Sono io il problema?? Sono io che, come le persone che fingono di disinteressarsi al calcio, non comprendo i meccanismi che stanno alla base delle cose? Forse avete ragione. Forse sono io che non capisco i moduli, che non comprendo gli schemi. Il 3° articolo della costituzione sostiene che è loro compito (nostro compito, essendo loro dei nostri rappresentanti) rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
FORSE SONO IO CHE NON CAPISCO COME INTENDONO RIMUOVERE QUESTI OSTACOLI. Se queste persone però devono essere la mia emanazione, la mia voce in Parlamento, vi dico fin da subito che non concordo con il pensiero di Machiavelli che "il fine giustifica i mezzi", se per mezzi intendiamo gli sputi, la mortadella e lo spumante. Internamente possiamo anche raccontarci di come si sia fallito, di come Berlusconi non era meglio, ma forse nemmeno tanto peggio, di come non ci frega nulla della politica, di come certe cose succedono, sono successe e sempre succederanno.... ma fuori continuaiamo a fare delle figure certo non belle.
Adoro essere italiano, amo questa cosa in tutto e per tutto. La amo perchè, pur lamentandoci sempre, pur facendo figuracce tutti i giorni, anche nei fallimenti, riusciamo sempre a guardare gli altri ( che italiani non sono) con quello sguardo che li fà sentire colpevoli di qualcosa. Anche nel calcio, c'è stata calciopoli? Ecchissenefrega, tanto siamo Campioni del Mondo!!!!!!!! E tutto è a posto!!!!
N.B. Anche se a dirla tutta, l'altro giorno ho rinnovato il bollo della mia moto. E' passato da 92,00€ circa del 2007 a 131,00€ nel 2008. Un bel 40% di aumento!!! Mi avranno fatto pagare le bottiglie e la mortadella del video??? Sono un pò incazzato, un bel pò incazzato, anzi no, SONO INCAZZATISSIMO (scusate il francesismo)!!!
Stando a quello che avete appena visto, adesso mettetelo a confronto con questo 3° video qui di seguito. Secondo voi Maicon, Cordoba, Materazzi, etc (giocatori dell'Inter, parliamo di calcio) potrebbero fare i parlamentari???? Secondo me si, e anche alla grande. Che temperamento, che sputi....manca solo da bere e la mortadella, ma si sà....sono vietati in campo, da regolamento, panini e alcolici.
Ciao Ciao
February 04 Il lavoro è come gli uccelli, è volatile.Il 7 Gennaio alle h 16.54 scrivevo:"Sono tornato"....Sono tornato e ricomincio da me"....
Ma non avevo fatto i conti con il fatto che seminare non è così difficle come raccogliere.
Oggi vi aggiorno e ci tengo a fare una precisazione. Questo non un blog dove si racconta di me, del mio quotidiano. E' un qualcosa in continua evoluzione, dove gli spunti sono la base per le non discussioni, perchè io rispetto il punto di vista di tutti, senza prevaricazioni. Alle volte mi sento una spugna che assorbe le informazioni che lo circondano, mi sento recettivo e sento di voler condividere il tutto con tutti. Questa è una scelta precisa, perchè lasciare al caso quello che può essere prestabilito lo trovo uno spreco, soprattutto di aspirazioni più che di energie. Ci tengo a fare questa precisazione perchè ricevo contatti di persone che mi scrivono di registrarmi un pò qui e un pò là per aumentare la visibilità del mio blog. Che belle foto....ma come scrivi bene....bla..bla...NON MI INTERESSA. I 351 contatti registrati ad oggi sono contatti veri, un pò quando si dice:"ho pochi amici ma buoni". Non avrei il tempo di curare un blog con 3000 contatti quotidiani, eppoi non mi ritengo tanto bravo da avere 3000 risposte o consigli da dare, magari 1 o 2 suggerimenti (ma sarebbero troppi anche quelli forse). Per non parlare del tempo che una creatura così richiederebbe come attenzioni. Preferisco tornare ogni tanto, e rilasciare nella rete un pò di quel qualcosa che mi ha colpito intorno, sperando che in giro ci sia qualcuno pronto a raccontarmi anche il suo punto di vista.
Il mio blog è questo, un'accozzaglia di spunti, che spero, con il tempo, di riprendere o di chiudere, secondo i casi.
Detto questo, oggi è venuto il momento di aggiornarvi su uno di questi punti, purtroppo non è venuto ancora il momento di chiuderlo. Parliamo del mio lavoro. Nulla. O meglio, il lavoro di certo in questa azienda non mi manca, ma vista l'aria che tira è meglio guardarsi intorno, e anche velocemente direi. Vi avevo lasciati in attesa della risposta ad un colloquio a cui tenevo tanto (per dirla tutta, 4 colloqui di selezione in un'azienda, tutta la trafila, dal primo selezionatore fino al mega direttore generale). Che dire? E' andato bene,si, ma è andato bene per l'altro candidato che era in finale con me (perchè i colloqui sono un pò come un concorso a premi). Mi hanno chiamato, quelli dell'azienda, e mi hanno detto che ero piaciuto un casino (bhè, non hanno usato proprio questi termini), ma che alla fine hanno badato alla sostanza, l'altro aveva più esperienza del settore. "Certo che aveva più esperienza, la mia era una scommessa durata 1 mese 1/2, e lo avevo detto che sarei stato neofita del settore. Gratificato sono gratificato (un pò come uno che arriva secondo e si premia solo il primo), ma se la scelta si basava sull'esperienza potevamo chiuderla prima no? Pazienza, anche se devo dirlo a denti stretti. Speriamo che l'altro abbia successo, non posso che dire questo.Veramente."
Da qui mi viene in mente una citazione di Goethe:
"Quanti anni si deve non fare,
per sapere soltanto in un certo modo
che cosa fare e come fare"?
Alla luce di questa riflessione penso che non mi abbiano scelto, non tanto per la mia poca (NULLA) esperienza pregressa ( mica è colpa mia se sono esperto di chip, microchip, software,hardware etc), ma quanto per il fatto che ci sarebbe voluto del tempo per imparare che cosa avrei dovuto fare e come avrei dovuto farlo. Forse troppo tempo, stando evidentemente alle loro valutazioni finali.
Peccato che nei colloqui, alla fine, non esista il ballottaggio, o il diritto di replica, come nella politica. Perchè diversamente, anzichè accettare passivamente una loro decisione, avrei potuto ribattere giocandomi un'altra citazione di Goethe:
"Non basta sapere,
si deve anche applicare,
non è abbastanza volere,
si deve anche fare.
E io di voglia di fare ne ho davvero tanta, almeno finchè non me la faranno passare.
Ma forse alla fine, non sarebbe servito lo stesso a niente andare avanti, non sarebbe bastato giocare a rimpiattino con le citazioni di Goethe, la scelta oramai era fatta. Solo in politica si riescono a fare i rimpasti, ma la politica non è la realtà.
Però a voi un paio citazioni di Goethe voglio ancora regalarle, perchè sono vere e quanto mai appropriate alla situazione.
La prima è che "Un grande errore è quello di credersi di più di ciò che si è e stimarsi meno di quel che si vale". Infatti le persone presuntuose un pò mi indispettiscono, me se credete davvero in voi stessi non abbassate mai lo sguardo, altrimenti il divario tra voi e loro si apre a forbice.
Mentre la seconda è" Seminare non è così difficile come raccogliere". Infatti, io continuo a cercare (lanciare in giro curriculuum vitae, magari non proprio a casaccio), ma mamma mia quanto è difficile farsi scegliere........comunque io continuo a ricominciare da me e vi farò sapere.
Ciao e a presto.
Foto: i lavori alle volte sono come uccelli, sono volatili.
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