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    March 20

    Lo zerbino davanti a due porte, per sicurezza, mette il piede in due scarpe.

    Ho un amico che per mettere il piede in due scarpe, all'occorrenza, fà lo zerbino, solo che forse ha sbagliato porta.
     
    Eccoci, ci siamo. Oggi riconsegno pistola, distintivo, e collegamento ad Internet.
    Ufficialmente il tutto dovrebbe avvenire intorno ore 18.00, ma visto che dal mio ex cellulare aziendale sta già chiamando un altro dipendente, diciamo che, come tutti gli ex dipendenti che si rispettino, ho incominciato il giro dei saluti in azienda. Ho accelerato la cosa, un pò per vedere di chiudere il prima possibile ciò che è stato, e un pò per incominciare a scrivere il prima possibile ciò che sarà. Dicevo. Ho incominciato il giro dei saluti e sono partito da lontano. Tanto lontano che, in pausa pranzo sono andato a salutare i miei vecchi colleghi dell'azienda dove lavoravo 2 anni fà, cioè dove lavoravo prima di venire qui a licenziarmi. Dove lavoravo adesso è molto vicino a dove lavoravo prima, casi della vita. Ho scoperto durante questa fugace apparizione di oggi, di aver lasciato pure un ottimo ricordo, o almeno questo mi hanno fatto intendere. Bene, la cosa mi ha fatto piacere, ma d'altronde non ricordo di aver mai lascato cattivi ricordi, nemmeno alle mie ex che, in quanto tali, qualcosa avrebbero magari da ridire. Tralasciando le cose superflue e i saluti, vi racconto la storiella dello zerbino davanti a due porte, che mette il piede in due scarpe. Storiella appresa oggi durante la mia visita in quell'azienda e che mi ha turbato non poco.
    Tutto quello che vi racconterò, è stato espressamente autorizzato dal diretto interessato della vicenda, quindi NO PROBLEM. Tanto per ulteriore scrupolo (non si sa mai chi possa leggere), racconteremo fatti realmente accaduti, camuffandone solo i nomi. Incominciamo.
    Lo zerbino in questione è un mio ex collega a cui sono sempre stato molto affezionato, lo chiameremo Giovanni.
    Questo mio ex collega ha circa (tanto per camuffare ancora un pò le cose, bareremo anche sull'età) 28 anni, bell'aspetto, bella presenza, sempre gentile. Ha tre difetti: è troppo onesto,è troppo sensibile ed è troppo timido. Lo zerbino frequenta un gruppo di persone da un pò di tempo perchè gli piace una ragazza (la quale ragazza chiameremo Anna), ma la sua timidezza lo frena,la sua onestà lo porta a nascondersi per non esporsi troppo e la sua sensibilità lo porta a soffrire in silenzio.Questo fino a quando Anna non presenta a Giovanni la sua miglore amica....una strafighissima, a detta di Giovanni (la quale chiameremo Roberta). Qui Giovanni diventa lo zerbino. Lui è combattuto, gli piacciono entrambe. Segue Anna, ma per Roberta diventa un vero e proprio zerbino. Roberta deve accendere una sigaretta? No problem, Giovanni lo zerbino è lì con un accendino in mano. Roberta deve bere una coca cola? No problem, Giovanni lo zerbino è lì con una cannuccia. Giovanni diventa un perfetto zerbino in tutto e per tutto. Direte voi: gli piace Roberta, è chiaro!!!!!!! Leggete quanto segue. Il mio amico, secondo voi, è normale?????
    Una sera, ubriaco, fà quello che tutti gli uomini fanno da ubriachi: una cazzata. Fà scrivere dal suo cellulare e da un suo amico, un messaggio (diciamo uno sconnesso messaggio d'amore) ad Anna . Quello che ne segue è una serie di equivoci che nemmeno io ho capito tanto bene e che, ancora adesso, non hanno fatto prendere una piega precisa alla vicenda. Tanto per concludere, arriviamo al sodo.
    La domanda che gli ho fatto io è la seguente: "ma se ti piace Roberta, se ti zerbinizzi per Roberta, se ti prostri (e hai la prostata) per Roberta....per che cavolo ti sei buttato con Anna scrivendole pure un messaggio d'amore " ???? La sua risposta è stata: "A me piacciono un pò tutte e due, ma in effetti Roberta mi stuzzica di più. Ma guarda, se ci provavo con Roberta, e non ci stava, mi giocavo anche Anna. Mentre così, se va male con Anna, posso sempre provarci anche con Roberta."
     
    Scusate, ma io non ho capito. Se potete aiutarmi voi.
    Perchè, se ci ha provato con Anna e gli va male, Roberta dovrebbe stare lì ad aspettarlo????" Se sono amiche se le racconteranno le cose, no????? E perchè Roberta la strafighissima accetterebbe di essere la seconda scelta, e Anna la normale no?
    Se qualcosa non è chiaro scrivetemi, vedrò di darvi poi maggiori dettagli.
     
    Adesso vado a casa e ci penso, ma non credo che esistano risposte. Bravo chi trova un ragionamento logico.
    Voglio un gran bene a questo mio amico, ma secondo me dovrebbe farsi curare. Se hai letto tutto scusami Marco.....ehmm..ehmm...Giovanni, volevo dire Giovanni.
    Ciao ci rivediamo tra un pò, Ricordati di Sorridere.
     
    Click.
     
    Foto: il mio bog.
     

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    March 19

    Il mio buon proposito adesso sarà anche tornare, perchè è stato un onore per me conoscervi. "Arrivederci".

     
    Questo è un "Arrivederci", nella speranza che non diventi un "Addio".
     
    Ci siamo, o quasi. Domani potrebbe essere il mio ultimo giorno di lavoro qui. Il condizionale è d'obbligo perchè, fino all'ultimo, nulla è mai sicuro (come si dice: Sicuro è morto), ma soprattutto nulla è sicuro dove lavoro adesso. Comunque, già che ci sono, incomincio con il portarmi avanti.
    Devo ammetervi che se c'è un momento che mi mette in difficoltà, questo, è da sempre, quello degli arrivederci. Anch per voi è così? Vi è mai capitato, nel momento di staccarvi da qualcuno, di stringerlo forte, o anche solo raggiungerlo con parole d'affetto, e salutarvi con un "Arrivederci" che suonerebbe meglio (sarebbe più onesto) se fosse un "Addio"?? Si, quelle circostanze in cui mentiamo sapendo di mentire, regalandoci un arrivederci che forse alla fine pesa anche di più dell'addio che ci teniamo dentro, soffocato, perchè lascia aperte delle porte nel nosto immaginario che non saranno comunque mai più attraversate?? 
    A me è capitato un paio di volte di trovarmi in situazioni così. Sarà che ci è scappata anche una lacrimuccia, ma l'esperienza mi ha insegnato che è sempre meglio cercare di sdrammatizzare in maniera da non caricare eccessivamente il momento di troppo pathos. Cambiare discorso spesso funziona. Vediamo questa volta come và.
     
    Potrei raccontarvi del mio viaggio in Scozia che farò tra qualche giorno ( visto che nessuno nei post "In viaggio con MilleMiglia Parte 1" o "In viaggio con MilleMiglia Parte 2" si è sbilanciato con dei consigli, ho deciso, in autonomia (forse ha deciso mia moglie) di andare ad Edimburgo 5 gg.
    Poi, vediamo. Potrei raccontarvi di come domenica 16 marzo mi sia alzato presto e abbia preparato la prima sfornata di biscotti della mia vita (foto al fondo dell'intervento, quelli che mancano sapete dove sono finiti). Biscotti un pò duretti, ma devo ammettere che anche la sola cioccolata copre più che egregiamente ogni errore ipotizzabile del principiante. Di cose da "dire" per cambiare discorso c'è ne sarebbero tante.
    Ma forse ho deciso. Voglio darvi il mio personale "Arrivederci"  con la più classica delle cose: salutarci con le vostre promesse di buoni propositi.
     
    Ieri ho scoperto che esiste un sito gratuito ove, iscrivendosi e lasciando i propri buoni propositi (con specifica delle tempistiche di attuazione), qualcuno ti contatta alla scadenza degli stessi per vedere se hai tenuto fede alle promesse. Per me il bello, da sempre, resta fantasticare sulle promesse che puntualmente faccio a me stesso, e che puntualmente rimangono disattese.Mentre su quelle che faccio agli altri ci tengo (forse per questo che prima di promettere qualcosa a qualcuno ci penso bene sopra). Per chi volesse saperne di più su questo sito carino,  può cliccare qui.
     
    Intanto posso anticiparvi che la top 5 dei Buoni Propositi inseriti nel sito, da noi italiani, è così composta:
    1. fare ginnastica/palestra;
    2. uscire prima dall'ufficio;
    3. mangiare meno dolci;
    4. prenotare le vacanze per tempo;
    5. perdere peso prima dell'estate.

    Come dite? Il mio buon proposito per il 2008? Bhè, decisamente è smettere di fumare, e ci sto provando seriamente.

    Mamma mia come vola il tempo. Mentre parlavamo mi hanno confermato che domani sarà il mio ultimo giorno, quindi ci siamo davvero, o quasi davvero. Se volete salutarmi, se volete scrivermi i vostri buoni propositi per il 2008, se volete raccontarmi qualche vostro progetto, insomma se vi fà piacere passare a trovarmi, sono qui fino a domani.  Potete passare anche prossimamente, tanto tornerò, state tranquilli. Abbiamo parlato talmente poco del nostro arrivederci che il tempo mi è volato e non mi è pesato affatto, funziona cambiare discorso allora???. Ho anche dimenticato cosa dovevo fare...ah si...la foto dei biscotti. Eccola.

    N.B. Se entro domani scriverò altri post tralascerò l'argomento saluti, così facciamo finta che venerdì ci sentiamo come sempre, anche se lo sappiamo che è una piccola bugia. ok? Il mio buon proposito adesso, sarà anche tornare, perchè è stato un onore per me conoscervi. Ciao.

    Alessandro.

     

     


     

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    March 13

    Come si diventa re, anche solo di castelli in aria.

     
    Avete mai pensato: adesso basta, voglio tornare indietro???? Avete mai chiuso gli occhi per poi riaprirli 3 secondi dopo nella speranza di essere tornati piccoli piccoli, o magari, poter ricominciare solo qualcosa da capo???
     
    Se ne aveste la possibilità, se poteste davvero tornare indietro, lo fareste davvero??? O siete tra quelli che sognano a occhi aperti, ma sono sempre pronti a tirarsi indietro??? Io ho chiuso gli occhi tante di quelle volte che nemmeno mi ricordo quante sono, i 3 secondi sono diventati minuti, i minuti sono diventati ore, le ore sono diventate giorni. 
    Purtroppo, adesso devo andare a pranzo, ma dopo riprendiamo il filo del discorso, così vediamo di approfondire e di fare in modo che anche voi abbiate l'opportunità di esprimervi.
     
    Eccoci di nuovo qui.  Il pranzo e la conseguente passeggiata sono state davvero piacevoli, la passeggiata, poi, ha ossigenato i miei pensieri. Allora, veniamo al sodo.
    Cercando di trovare un posto opportuno in casa mia a tutto quello che è stato prelevato durante il recente trasloco di casa di mia madre, mi è capitato tra le mani un oggetto a cui sono stato molto affezionato in passato:un libro.
    Il libro in questione è "Come si diventa Re" di Jan Terlouw, genere fantasy per ragazzi. Un libro che all'epoca (parliamo di 18 anni fà) mi appassionò tantissimo e che mi sentivo pronto a rileggere l'altro giorno. Così stavo in effetti per fare (140/150 pagine, scritte grandi grandi), ma poi mi sono fermato, ho richiuso il libro e l'ho riposto con cura in attesa che arrivi il momento per proporlo a qualcun altro. Perchè???
    Spesso mi sono rivolto questa domanda: se potessi tornare indietro nel tempo, lo farei??? Forse non lo farei se potessi davvero, anche se è un pensiero avuto tante e tante volte.
    Il problema è che, probailmente, tornerei indietro con la mentalità di un uomo adulto, quale sono oggi, e non più con quella di uno spensierato e sprezzante ragazzo. Non sarebbe più la stessa cosa. La mia paura è che quello che ricordo essere come un bel libro (con una vicenda avvincente, con una trama incalzante), oggi, ad una seconda rilettura (più adulta), mi possa annoiare. Il libro è un esempio, ma la vita è la stessa cosa. C'è un tempo per ogni cosa. A tutti piacerebbe potersi piacere per quello che si è o che si ha, ma forse troppo spesso divaghiamo su quello che siamo stati o su quello che avremmo potuto essere o avere.
    Due sono le cose: 1) questo è umano 2) questo modus operandi forse ci aiuta a vivere meglio.
     
    Poi ci sono quelli che i ricordi cercano di sfuggirli,di metterli da parte, ma,gira e rigira, sono loro (i ricordi) che si rifanno vivi. Sembriamo tanto sicuri di noi, ma poi, forse sul più bello, vecchie foto, un vecchio amore, vecchi amici... ci lasciamo sempre cogliere di sorpresa, quasi a rimettere in gioco certezze che reputiamo consolidate e acquisite!
    Però queste emozioni, che forza, eh???????

    Tante volte avrei voluto tornare indietro, lo ammetto, e girare qualche cartello nella mia semplice esistenza, anche solo per vedere cosa sarebbe potuto accadere o che piega avrebbero preso i tanti SE e i tanti MA. Ma adesso, in questo preciso istante, sono felice. Non tornerei indietro. Oggi no. Per una volta non vorrei nemmeno tornare indietro anche solo per colmare con parole d'affetto i pochi silenzi avuti con mio padre. Oggi no. Oggi vorrei parlargli da cresciuto e vorrei che fosse qui con me oggi, vorrei vedesse cosa sono diventato.

    Ciao Papà, non sò se ho capito come si diventa re leggendo un semplice libro, ma forse ho capito come si può essere felici ricordandosi delle cose belle, più che vivendo nel rammarico di quelle brutte. Oggi voglio essere il ragazzo della foto: voglio guardare avanti e magari fare anche dei castelli in aria. Oggi voglio essere il re dei miei castelli in aria, belli o brutti che siano. Ciao Ciao.

     
     

    March 07

    Festa della Donna 2007.

     
    L'8 marzo dovrebbe aiutarci a fermarci e riflettere, ma dal 9 marzo tutto torna sempre uguale., o quasi, che peccato.  
     

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    Domani è sabato, e come sempre mi concedo 2 giorni di pausa dal blog. Quindi ne approfitto adesso per fare i miei personalissimi auguri a tutte le donne della Blogosfera per la festa di domani, 8 marzo, FESTA DELLE DONNE. Auguri.
    C'è da dire che l'origine della festività è da sempre molto controversa, soprattutto in un paese come l'Italia.
    Nella storia, a chi interessa, l'unica data certa ricongiungibile con un fatto storico è l'8 marzo 1917 quando le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la guerra e la penuria di cibo (nell'ambito della rivoluzione di febbraio).
     
    Ma noi siamo in Italia, le cose semplici non ci piacciono, quindi, per rendere più universale e meno caratterizzato politicamente il significato della ricorrenza (come è nostra abitudine), si preferì omettere in seguito il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio non reale, ma verosimile, della storia del movimento operaio degli Stati Uniti d'America. L'america, nostra alleata, mica la Russia "nemica".
    Quindi, in Italia, è molto diffusa una storia che fa risalire l'origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati uniti. L'incendio dell'industria tessile Cotton. Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda,ma in Italia, recentemente, è stata riportata questa come la vera origine della festa della donna dai telegiornali creando così una "leggenda".Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo.

    Pe chi volesse saperne di più e farsi un proprio punto di vista, vi rimando alla recensione completa sulla Giornata internazionale dela Donna.

    Io mi limito a fare tanti auguri a tutte le donne, nella speranza che, almeno nel giorno a loro dedicato, il buon senso prevalga e non subiscano i quotidiani soprusi.

    Ciao Ciao.

    A Torino, sotto i portici del centro, tutti possiamo atteggiarci a principi e principesse.

     
    Forse non lo faremo mai, perchè la storia non la conoscono in tanti. Forse è meglio così. Così, quando passeggeremo invece a sinistra di via PO, non ci sentiremo troppo comuni mortali.
     
    Foto: Torino, i portici di via PO con le Luci d'Artista.

     
    Vi ricordate quando vi ho promesso che avrei dedicato più spazio a Torino nei miei post? Bene, vediamo di tener fede alle promesse. Se non erro, esiste un detto che sostiene che chi ben incomincia è già a metà dell'opera, giusto? Io cercherò di non annoiarvi con interventi inerenti notizie che potreste trovare ovunque, ma magari cercherò di riportarvi cose alquanto personali, ma vi chiedo lo sforzo, se vorrete, di darmi anche il vostro punto di vista, magari adattandolo alla vostra città.Diciamo che sarei curioso di sapere se anche nelle vostre città (grandi o piccine non importa) succedono cose simli a quello che accade nella nostra città sabauda.
    Tralasciando la festa appena trascorsa di cioccolaTO', tralasciando i campionati Indoor di Tiro con l'arco attualmente in svolgimento, tralasciando le semifinali del campionato di A2 di Hokey su ghiaccio (Torino gioca per la promozione in A1) , tralasciando la diatriba sulla costruzione del grattacielo San Paolo, etc, dopo i Tori Verdi (primo vero post che scrissi su Torino), vorrei parlarvi di una cosa che non c'entra nulla con tutto questo ma che forse nemmeno il più attento dei Torinesi ha mai notato ( io per primo, se non me l'avesse svelata un grande conoscitore della storia di Torino).
     
    Incominciamo con una domanda. Nella vostra città, ci sono dei viali dove voi e i vostri concittadini siete soliti passeggiare spensierati nel Week-End???? Si??? Anche a Torino ci sono. Celeberrimi sono quelli di via Roma e di via PO. Sono in centro città e sono i classici viali a portico di epoca barocca (fatti e finiti per accogliere vasche di passeggiatori). Direte, e allora???? Se siete di Torino ditemi se avete mai notato come i portci di via Po (da piazza Vittorio Veneto verso Piazza Castello, Gran Madre alle spalle alla direzione di marcia, quindi) siano diversi tra loro, dal lato destro rispetto a quello sinistro?? Io ci sono passato 350 milioni di volte eppure non mi sono mai reso conto che ci fosse una differenza. I portici del lato destro sono una passeggiata ininterrotta e completamente coperta per tutta la sua durata, mentre i portici di sinistra, ad ogni incrocio, sono scoperti. A prima vista sembrano identici, ma la differenza c'è e c'è anche un motivo per questa cosa. In età barocca, a Torino, i nobili passeggiavano nella parte destra del viale e bisognava impedire che si bagnassero durante la camminata ( vennero costruiti portici coperti, quindi), mentre i comuni mortali potevano camminare solo nel lato sinistro dei portici e non si rendeva necessario coprirli durante la passeggiata ( per questo vennero costruiti portici scoperti). In effetti, se uno ci pensa, nei giorni di pioggia, i portici di destra di via PO sono presi d'assalto dai Torinesi.
    Quante cose si possono scoprire se alzassimo lo sguardo mentre camminiamo. Spesso le cose sono davanti ai nostri occhi, solo che guardiamo troppo in basso per vederle. E per voi che non siete di Torino, anche voi avete degli aneddoti da raccontarmi sulla vostra città????
    Ciao Ciao
     
     
    March 06

    Più PIL per tutti diceva Antonio Albanese. Io mi metto in FIL.

     
    Tranquilli, non è una lezione di economia, ma  io scelgo di gran lunga la FIL al PIL.  E voi????
    Scusate il gioco di parole.
     
    E' un pò di giorni che sento pronunciare spesso la stessa parola: P.I.L.
    Certo, mi ripeto, siamo in campagna politica e, come d'abitudine, si tende ad inflazionare gli italiani (e infarcirli) di termini che non comprendono bene. In effetti, perchè aiutarli a sentirsi sicuri, parlando loro chiaro e tondo?? Mischiano continuamente le carte, forse nemmeno loro, i candidati o pseudo tali, sanno quello che dicono a volte (impressione del tutto personale).Trovano un termine, un argomento...e lo cavalcano allo sfinimento. Questo è il turno del PIL.
    Ma cosa è questo PIL????? Teoricamente dovrebbe trattarsi del Prodotto Interno Lordo (PIL per l'appunto). Il cosiddetto valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) destinati al consumo finale. Montezemolo parla di Pil, Berlusconi parla di Pil, Veltroni parla di Pil, il mio macellaio parla di Pil e anche Antonio  Albanese rivendica un pò ovunque più Pil per tutti.
    Ritengo sia chiaro il perchè tutti ne parlino in questo momento. A partire dal PIL è definibile il reddito pro-capite, che altro non è che il rapporto tra il PIL e il numero dei cittadini italiani. E' la correlazione diretta fra la ricchezza individuale e quella nazionale. Più è alto il Pil, maggiore dovrebbe essere la ricchezza nazionale, di conseguenza ,maggiore dovrebbe essere la nostra ricchezza individuale. Parlare di Pil, significa parlare agli italiani della loro ipotetica "ricchezza".
    Detto questo una domanda: ci avete capito qualcosa????? Forse si, ma non siete proprio convinti, vero?????
     
    E allora chi se ne frega del Pil.....ditelo più forte...chi se ne frega del PIL....un pò più forte.....chi se ne frega del Pil........
     
    Mi piacerebbe che qualcuno andasse in Tv e parlasse della FIL. Se uno solo và in Tv e propone nel suo piano politico la FIL, giuro che lo voto, chiunque esso sia. Come dite??? Cosa è la FIL?????? Eh, anche voi avete ragione, non ve l'ho detto. Nel mio mondo immaginario, che vedo affacciandomi dalla Mole Antonelliana di Torino la FIL è la Felicità Interna Lorda (Fil per l'appunto), la cosiddetta quota complessiva di sorrisi e felicità finali prodotti all'interno di un Paese, in un certo intervallo di tempo (solitamente una vita), destinati allo scambio reciproco, anche con altri paesi. A partire dalla FIL è definibile la felicità pro-capite, che penso sia il vero ipotetico parametro su cui fonderei un piano politico e un'economia di uno stato.
    Scusate per la lezione di economia immaginaria, ma i concetti astrusi  che mi sciorinano quotidianamene mi indispettiscono un poco. Io penso alle cose semplici, e penso che il fine debba essere la Fil e non il Pil.
    Forse è proprio vero che non basterebbero tutti i Pil del mondo per fare un pò di Fil.
    Ciao ciao.
     
    Foto: il paese con la Fil più alta.

     
    March 04

    I Fratelli Sberlicchio di Torino in "La Manutenzione".

     
    Meglio tardi che mai. Di Torino meglio che se ne parli, bene o male, l'importante è che se ne parli, eccovi i Fratelli Sberlicchio.
     
    Riflessione. Stavo ragionando, proprio in questi ultimi giorni, di come Ricordati di Sorridere abbia superato da poco i 365 gg di anzianità. Buon compleanno allora. Ma stavo anche riflettendo di come spesso, troppo speso, menziono Torino, senza approfondirne, ritengo debitamente, le molteplici sfaccettature. Sia chiaro, il blog mai e poi mai si sarebbe potuto chiamare Ricordati di Torino, ma , visto che non si può scrivere sempre e comunque qualcosa inerente la sfera prettamente intima e personale, da oggi farò almeno in modo di parlarvi un pò di più della mia città e di come sia passato dal ritenerla indifferente a come mi sia innamorato di lei.
    Torino è un pò come una donna di 40 anni, elegante, sensuale e piena di fascino.
    Fatta la debita premessa, oggi vi presento subito uno degli aspetti magici di questa città: la musica. Potrei citarvi i Subsonica, gli Africa United, gli Statuto, Fred Buscaglione, Umberto Tozzi, Giuseppe Valdengo, Alan Magnetti, Roberto Demo, Michelangelo di Gioia....solo per fare dei nomi, ma questi li conoscete già, di sicuro. Torino è una fucina sempre in fermento per quanto riguarda il lato musicale.
    Oggi vi presento quindi i Fratelli Sberlicchio http://www.fratellisberlicchio.com) nascono a Torino nel 1998 e fin dagli esordi il gruppo ha ben chiaro il filo conduttore che caratterizzerà tutto il suo percorso: l’ironia. Lo stesso filo conduttore di Ricordati di sorridere, non potevo esimermi dal presentarveli.
    Vi lascio con questo video cover del nuovo pezzo dei Subsonica la Glaciazione, liberamente reinterpretata dai Fratelli Sberlicchio in "La Manutenzione".
    Guardatelo e ditemi se onestamente non pensate che la visione bigotta dei torinese sia solo una leggenda metropolitana. Se non lo pensate, allora pensate che siamo tutti fuori, anche questo può essere vero.Il messaggio che vorrei arrivasse è che Torino sà anche far ironia, meditate gente, meditate. Mi scuso con chi venera i Subsonica e potesse trovare il video offensivo, tutto, riferimenti a fatti e a persone, sono puramente casuali.
    Ciao Ciao.
     
    Video: I Fratelli Sberlicchio in "La Mantenzione".
     
     
     
        
    March 03

    Oggi ho consegnato le mie dimissioni a lavoro. Anche a Torino ci si dimette.

     
    Sono tornato, scusate l'assenza, e sono tornato per dirvi una cosa.
     
    Per chi non se ne fosse accorto, sono mancato. Nel senso buono del termine ovviamente. Eh si, anche gli stacanovisti come me si ammalano e si assentano. E' proprio vero che l'influenza non guarda in faccia nessuno ( o meglio,non guarda in pancia a nessuno, trattandosi di influenza intestinale). Ma eccoci di nuovo qui, tra noi, di nuovo tra noi perfetti sconosciuti. Oggi sarò breve, sono passato solo per dirvi una cosa. Ve la dirò sottovoce, piano piano: oggi ho consegnato le mie dimissioni a lavoro.
    E questa era la notizia buona, adesso veniamo a quella meno buona, o almeno per me è meno buona. Devo ammettere che in un anno di frequentazione virtuale mi ero abituato e ,diciamolo, anche  un pò affezionato a voi. E adesso? Non lo sò, tante cose cambieranno, e non sono tipo da promesse campate in aria. Questo mese rimarremo insieme, il preavviso è sacro e io sono una persona seria, ho rispetto nel non lasciare troppo di fretta anche le situazioni più delicate. Strada facendo, se avrete desiderio che Ricordati di Sorridere continui ad esistere vedremo il da farsi. Eh si, perchè a casa mia attualmente il collegamento internet non c'è e il nuovo lavoro presupporrà tutta un'altra organizzazione, fuori da un ufficio ordinario e senza mura come ostacoli al libero movimento. Vedremo. Anche perchè sarei il primo ad essere dispiaciuto se dal 01/04/2008 si chiudesse baracca e burattini e buonanotte ai suonatori di questo blog. Ma non fasciamoci la testa per ora.
     
    Intanto vorrei cercare di trasmettevi il mio stato d'animo che è quello del video qui riportato: una gran festa.
    Se siete un pò giù godetevelo, perchè ogni volta che ascolto Patrice non riesco mai a tenere a bada i muscoli del corpo, DEVONO SEMPRE ANDARE A TEMPO, IN CONTINUO MOVIMENTO.
    Ora vi lascio, vado a mangiare una pizza appoggiata su un cartone appoggiato su un pavimento polveroso. Come mai? E' una storia lunga, ma posso solo dirvi che da queste parti, quando un amico compera una casa, non andiamo a festeggiare al ristorante, no, appena si hanno le chiavi della casa nuova si festeggia in loco alla bene e meglio. NOI SIAMO FATTI COSI', CHE CI VOLETE FARE??????
    Ciao Ciao.
     
    Video di Patrice - Soulstorm (reggae)