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    November 26

    Prima di piangere tanto, bisognerebbe pensare se abbiamo sorriso almeno un poco.

     
    Le poesie del giorno (Lunedì 26 Novembre 2007). Due Post in uno.
     
    Riflettendo oggi sul commento da voler lasciare nel post del 26 Ottobre di  http://solelunamb.spaces.live.com (SoleLuna per gli amici) dal titolo Basta poco... che ce vò! , mi è venuta in mente la poesia di F.W. Faber intitolata UN SORRISO e ho pensato che non forse tutti la conoscono. Semplice, ma allo stesso tempo veritiera e profonda. La poesia potrebbe anche riassumersi nella sua sua apertura e nella sua chiusura......"Un sorriso arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona.... nessuno ha così bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo....
    Il resto è un rafforzativo a quanto sopra espresso, secondo me.
     
    Visto che c'ero, ho deciso di dare un bel calcio nel sedere all'ipocrisia e vi riporto anche un breve passaggio del filosofo Seneca che io condivido in PIENO. Quanti di noi, purtroppo o nostro malgrado, si sono ritrovati a riflettere sulla tomba di una persona più o meno cara???? Ma a quella persona, un sorriso che sia uno, gliel'abbiamo mai regalato o gli abbiamo fatto sudare a caro prezzo  anche la nostra  più piccola smorfia del viso? Molte volte, prima di piangere per una persona bisognerebbe pensare se a quella persona gli abbiamo sorriso almeno una volta in vita. La morte è il momento delle riflessioni, dei tempi ormai andati,delle occasioni che non tornano. Chissai come mai è sempre così?
    Fermatevi e riflettete. Ci sono persone a cui dovete regalare un sorriso (delle parole) da un pò di tempo? Cercate questa persona, e regalatele il sorrriso più grande della vostra vita. Cercate di cancellare oggi i vostri rimpianti di domani, ma sopratutto di non arrivare a dovervi guardare indietro mai.
    Un piccolo sorriso oggi, potrebbe aiutarvi a risparmiare tante lacrime domani.
    Scusate se alle volte sono un pò troppo diretto, ma Basta poco... basta essere chiari, senza giri di parole...quando che ce vò, che ce vò!
     
    1) Donare un sorriso rende felice il cuore, oggi, domani, sempre.

    Un Sorriso 
    di Frederik W. Faber (1814-1863)
     
    Arricchisce chi lo riceve
    senza impoverire chi lo dona.
    Non dura che un istante
    ma il suo ricordo dura a lungo.
    Nessuno è così ricco
    da poterne fare a meno
    né così povero da non poterlo donare.
    Il sorriso crea gioia in famiglia,
    dà sostegno nel lavoro
    ed è segno tangibile di amicizia.
    Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
    rinnova il coraggio nelle prove
    e nella tristezza è medicina.
    E se poi incontri chi non te lo offre
    sii generoso e porgigli il tuo:
    nessuno ha così bisogno di un sorriso
    come colui che non sa darlo.
    (P. Faber)
     
    2) Prima di piangere tanto, bisognerebbe pensare se abbiamo sorriso almeno un poco.
     
    Poesia di Seneca
     
    Un sorriso fatto ai vivi
    è meglio di una fontana di lacrime  
    sulla tomba dei morti.
     
     
    FOTO DI UN BEL SORRISO
     
     Il sorriso
    November 13

    Eppure me lo sono ripetuto per anni:"non bisogna prendersela.....è solo lavoro.

    ....."Eppure è solo lavoro".
     
     
    ....."Eppure è solo lavoro".
    Liberamente scritta da me.
     
    Ho caldo
    eppure caldo non fà
    Ho il respiro affannoso
    eppure non ho corso
    Mangio di corsa
    eppure non ho fretta
    Mi sento legato
    eppure ho libertà d'azione
    Vorrei  silenzio
    eppure  parlo in continuazione
    Vorrei fosse tutto in discesa
    eppure zoppico su scalini in salita
    Vorrei liberarmi
    eppure sono sempre operativo
    Sto sbagliando
    eppure me lo sono ripetuto per anni
     
    MA come è possibile?
    Eppure è solo lavoro.
     
    Alle volte mi sento un uccello chiuso nella gabbia del tempo, la cosa che mi preoccupa di più è che eppure mi dimentico di sorridere
     
     
    Eppure, lo so, questo non và bene.
     
     

    "
    August 28

    Leggere e riflettere: "Pablo Neruda".

    Lentamente muore 
     
    Lentamente muore chi si lamenta della pioggia incessante

     

    Lentamente muore
    chi diventa schiavo dell'abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle "i"
    piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore
    davanti all'errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore
    chi non capovolge il tavolo,
    chi è infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in se stesso.

    Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
    chi non si lascia aiutare
    chi passa i giorni a lamentarsi
    della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore
    chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

    Soltanto l'ardente pazienza
    porterà al raggiungimento
    di una splendida felicità.

     

    - Pablo Neruda -

        

    IL VIDEO


     
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