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    February 11

    20 Marzo 2008...11 Febbraio 2009...13 Febbraio 2009. Alle volte i sogni si avverano, contro tutto e contro tutti.

    RIPETITI SEMPRE: Ricordati di sorridere, credici sempre, vai oltre e NIENTE E' IMPOSSIBILE.
     
    Cosa dire? Ci sono cose che è difficile lasciare per strada, sospese. 
    Come dire, ci sono cose che se non hanno un capo e una coda sanno tanto di incompiute. Il mio blog, oggi, è una di queste cose.In tutti questi mesi ci ho pensato, ma non era il momento di riprendere il discorso, per tanti motivi. Meno scrivevo e più maturavo l'idea che mi sarei riconnesso prima o poi, ma per scrivere quelcosa di importante.
    Ci ho messo più di 9 mesi per tornare. Già, 9 mesi. Tanto quanto basta per realizzare i sogni di una persona, per diventare improvvisamente grandi e scoprirsi la solita persona di sempre, solo più felice. Fidatevi, non è poco scoprirsi più felici, per uno che si ricorda TUTTI i giorni di sorridere.
    Vi ho lasciati il 20 marzo 2008 con tante speranze, almeno io ne avevo tante, non so voi.
    Vi posso assicurare che oggi, 11 febbraio 2009 le cose sono andate per me anche meglio di quanto confidassi, spero anche per voi.
    Ma il meglio deve ancora venire. E comunque domani è sempre meglio di oggi, altrimenti che cosa è l'ottimismo?
    Il 13 febbraio, precisamente Venerdì 13 febbraio 2009 (tra 2 giorni) nascerà Riccardo. Nascerà il mio migliore amico.L'amico che ho sempre cercato nei momenti di debolezza, di sconforto. L'amico che ho sempre desiderato e che per motivi di salute ho sempre pensato di non poter incontrare. E' da quando ho 7 anni che tutti mi ripetono che non sarei diventato abbastanza grande per incontrarlo, ma alle volte bisogna invece tapparsi le orecchie e sapersi mentire. Bisogna sapersi immaginare in un mondo pieno di colori e leggeri, felici. Bisogna regalarsi lo spazio di un sogno. Sognare non costa nulla. E poco importa se sappiamo di mentirci, mica è un reato. Mica togliamo qualcosa a qualcuno, no?
    Il 13 febbraio nasce mio figlio, Riccardo per l'appunto. Pensavo di averle già incontrate tutte le persone importanti della mia vita, ma forse è proprio per questo che la vita è meravigliosa, perchè può sempre stupirci. Alle volte la vita ci regala quei sogni che sono delle verità che sconfessano tutto e tutti. Adesso vi lascio, devo andarmi a preparare per uno degli appuntamenti più importanti della mia vita. Sono 33 anni che mi preparo, ma non sò perchè, a fare certi incontri, ci si sente sempre imbarazzati e emozionati.
    Alle volte mentirci e tapparci le orecchie è solo un modo diverso di raccontarci delle grandi verità e regalarci un futuro migliore. Chiamatele grandi verità o sogni, poco cambia, cercate di regalarvene  quante più potete. Ciao da Ricordati di Sorridere.
    March 20

    Lo zerbino davanti a due porte, per sicurezza, mette il piede in due scarpe.

    Ho un amico che per mettere il piede in due scarpe, all'occorrenza, fà lo zerbino, solo che forse ha sbagliato porta.
     
    Eccoci, ci siamo. Oggi riconsegno pistola, distintivo, e collegamento ad Internet.
    Ufficialmente il tutto dovrebbe avvenire intorno ore 18.00, ma visto che dal mio ex cellulare aziendale sta già chiamando un altro dipendente, diciamo che, come tutti gli ex dipendenti che si rispettino, ho incominciato il giro dei saluti in azienda. Ho accelerato la cosa, un pò per vedere di chiudere il prima possibile ciò che è stato, e un pò per incominciare a scrivere il prima possibile ciò che sarà. Dicevo. Ho incominciato il giro dei saluti e sono partito da lontano. Tanto lontano che, in pausa pranzo sono andato a salutare i miei vecchi colleghi dell'azienda dove lavoravo 2 anni fà, cioè dove lavoravo prima di venire qui a licenziarmi. Dove lavoravo adesso è molto vicino a dove lavoravo prima, casi della vita. Ho scoperto durante questa fugace apparizione di oggi, di aver lasciato pure un ottimo ricordo, o almeno questo mi hanno fatto intendere. Bene, la cosa mi ha fatto piacere, ma d'altronde non ricordo di aver mai lascato cattivi ricordi, nemmeno alle mie ex che, in quanto tali, qualcosa avrebbero magari da ridire. Tralasciando le cose superflue e i saluti, vi racconto la storiella dello zerbino davanti a due porte, che mette il piede in due scarpe. Storiella appresa oggi durante la mia visita in quell'azienda e che mi ha turbato non poco.
    Tutto quello che vi racconterò, è stato espressamente autorizzato dal diretto interessato della vicenda, quindi NO PROBLEM. Tanto per ulteriore scrupolo (non si sa mai chi possa leggere), racconteremo fatti realmente accaduti, camuffandone solo i nomi. Incominciamo.
    Lo zerbino in questione è un mio ex collega a cui sono sempre stato molto affezionato, lo chiameremo Giovanni.
    Questo mio ex collega ha circa (tanto per camuffare ancora un pò le cose, bareremo anche sull'età) 28 anni, bell'aspetto, bella presenza, sempre gentile. Ha tre difetti: è troppo onesto,è troppo sensibile ed è troppo timido. Lo zerbino frequenta un gruppo di persone da un pò di tempo perchè gli piace una ragazza (la quale ragazza chiameremo Anna), ma la sua timidezza lo frena,la sua onestà lo porta a nascondersi per non esporsi troppo e la sua sensibilità lo porta a soffrire in silenzio.Questo fino a quando Anna non presenta a Giovanni la sua miglore amica....una strafighissima, a detta di Giovanni (la quale chiameremo Roberta). Qui Giovanni diventa lo zerbino. Lui è combattuto, gli piacciono entrambe. Segue Anna, ma per Roberta diventa un vero e proprio zerbino. Roberta deve accendere una sigaretta? No problem, Giovanni lo zerbino è lì con un accendino in mano. Roberta deve bere una coca cola? No problem, Giovanni lo zerbino è lì con una cannuccia. Giovanni diventa un perfetto zerbino in tutto e per tutto. Direte voi: gli piace Roberta, è chiaro!!!!!!! Leggete quanto segue. Il mio amico, secondo voi, è normale?????
    Una sera, ubriaco, fà quello che tutti gli uomini fanno da ubriachi: una cazzata. Fà scrivere dal suo cellulare e da un suo amico, un messaggio (diciamo uno sconnesso messaggio d'amore) ad Anna . Quello che ne segue è una serie di equivoci che nemmeno io ho capito tanto bene e che, ancora adesso, non hanno fatto prendere una piega precisa alla vicenda. Tanto per concludere, arriviamo al sodo.
    La domanda che gli ho fatto io è la seguente: "ma se ti piace Roberta, se ti zerbinizzi per Roberta, se ti prostri (e hai la prostata) per Roberta....per che cavolo ti sei buttato con Anna scrivendole pure un messaggio d'amore " ???? La sua risposta è stata: "A me piacciono un pò tutte e due, ma in effetti Roberta mi stuzzica di più. Ma guarda, se ci provavo con Roberta, e non ci stava, mi giocavo anche Anna. Mentre così, se va male con Anna, posso sempre provarci anche con Roberta."
     
    Scusate, ma io non ho capito. Se potete aiutarmi voi.
    Perchè, se ci ha provato con Anna e gli va male, Roberta dovrebbe stare lì ad aspettarlo????" Se sono amiche se le racconteranno le cose, no????? E perchè Roberta la strafighissima accetterebbe di essere la seconda scelta, e Anna la normale no?
    Se qualcosa non è chiaro scrivetemi, vedrò di darvi poi maggiori dettagli.
     
    Adesso vado a casa e ci penso, ma non credo che esistano risposte. Bravo chi trova un ragionamento logico.
    Voglio un gran bene a questo mio amico, ma secondo me dovrebbe farsi curare. Se hai letto tutto scusami Marco.....ehmm..ehmm...Giovanni, volevo dire Giovanni.
    Ciao ci rivediamo tra un pò, Ricordati di Sorridere.
     
    Click.
     
    Foto: il mio bog.
     

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    March 19

    Il mio buon proposito adesso sarà anche tornare, perchè è stato un onore per me conoscervi. "Arrivederci".

     
    Questo è un "Arrivederci", nella speranza che non diventi un "Addio".
     
    Ci siamo, o quasi. Domani potrebbe essere il mio ultimo giorno di lavoro qui. Il condizionale è d'obbligo perchè, fino all'ultimo, nulla è mai sicuro (come si dice: Sicuro è morto), ma soprattutto nulla è sicuro dove lavoro adesso. Comunque, già che ci sono, incomincio con il portarmi avanti.
    Devo ammetervi che se c'è un momento che mi mette in difficoltà, questo, è da sempre, quello degli arrivederci. Anch per voi è così? Vi è mai capitato, nel momento di staccarvi da qualcuno, di stringerlo forte, o anche solo raggiungerlo con parole d'affetto, e salutarvi con un "Arrivederci" che suonerebbe meglio (sarebbe più onesto) se fosse un "Addio"?? Si, quelle circostanze in cui mentiamo sapendo di mentire, regalandoci un arrivederci che forse alla fine pesa anche di più dell'addio che ci teniamo dentro, soffocato, perchè lascia aperte delle porte nel nosto immaginario che non saranno comunque mai più attraversate?? 
    A me è capitato un paio di volte di trovarmi in situazioni così. Sarà che ci è scappata anche una lacrimuccia, ma l'esperienza mi ha insegnato che è sempre meglio cercare di sdrammatizzare in maniera da non caricare eccessivamente il momento di troppo pathos. Cambiare discorso spesso funziona. Vediamo questa volta come và.
     
    Potrei raccontarvi del mio viaggio in Scozia che farò tra qualche giorno ( visto che nessuno nei post "In viaggio con MilleMiglia Parte 1" o "In viaggio con MilleMiglia Parte 2" si è sbilanciato con dei consigli, ho deciso, in autonomia (forse ha deciso mia moglie) di andare ad Edimburgo 5 gg.
    Poi, vediamo. Potrei raccontarvi di come domenica 16 marzo mi sia alzato presto e abbia preparato la prima sfornata di biscotti della mia vita (foto al fondo dell'intervento, quelli che mancano sapete dove sono finiti). Biscotti un pò duretti, ma devo ammettere che anche la sola cioccolata copre più che egregiamente ogni errore ipotizzabile del principiante. Di cose da "dire" per cambiare discorso c'è ne sarebbero tante.
    Ma forse ho deciso. Voglio darvi il mio personale "Arrivederci"  con la più classica delle cose: salutarci con le vostre promesse di buoni propositi.
     
    Ieri ho scoperto che esiste un sito gratuito ove, iscrivendosi e lasciando i propri buoni propositi (con specifica delle tempistiche di attuazione), qualcuno ti contatta alla scadenza degli stessi per vedere se hai tenuto fede alle promesse. Per me il bello, da sempre, resta fantasticare sulle promesse che puntualmente faccio a me stesso, e che puntualmente rimangono disattese.Mentre su quelle che faccio agli altri ci tengo (forse per questo che prima di promettere qualcosa a qualcuno ci penso bene sopra). Per chi volesse saperne di più su questo sito carino,  può cliccare qui.
     
    Intanto posso anticiparvi che la top 5 dei Buoni Propositi inseriti nel sito, da noi italiani, è così composta:
    1. fare ginnastica/palestra;
    2. uscire prima dall'ufficio;
    3. mangiare meno dolci;
    4. prenotare le vacanze per tempo;
    5. perdere peso prima dell'estate.

    Come dite? Il mio buon proposito per il 2008? Bhè, decisamente è smettere di fumare, e ci sto provando seriamente.

    Mamma mia come vola il tempo. Mentre parlavamo mi hanno confermato che domani sarà il mio ultimo giorno, quindi ci siamo davvero, o quasi davvero. Se volete salutarmi, se volete scrivermi i vostri buoni propositi per il 2008, se volete raccontarmi qualche vostro progetto, insomma se vi fà piacere passare a trovarmi, sono qui fino a domani.  Potete passare anche prossimamente, tanto tornerò, state tranquilli. Abbiamo parlato talmente poco del nostro arrivederci che il tempo mi è volato e non mi è pesato affatto, funziona cambiare discorso allora???. Ho anche dimenticato cosa dovevo fare...ah si...la foto dei biscotti. Eccola.

    N.B. Se entro domani scriverò altri post tralascerò l'argomento saluti, così facciamo finta che venerdì ci sentiamo come sempre, anche se lo sappiamo che è una piccola bugia. ok? Il mio buon proposito adesso, sarà anche tornare, perchè è stato un onore per me conoscervi. Ciao.

    Alessandro.

     

     


     

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    March 13

    Come si diventa re, anche solo di castelli in aria.

     
    Avete mai pensato: adesso basta, voglio tornare indietro???? Avete mai chiuso gli occhi per poi riaprirli 3 secondi dopo nella speranza di essere tornati piccoli piccoli, o magari, poter ricominciare solo qualcosa da capo???
     
    Se ne aveste la possibilità, se poteste davvero tornare indietro, lo fareste davvero??? O siete tra quelli che sognano a occhi aperti, ma sono sempre pronti a tirarsi indietro??? Io ho chiuso gli occhi tante di quelle volte che nemmeno mi ricordo quante sono, i 3 secondi sono diventati minuti, i minuti sono diventati ore, le ore sono diventate giorni. 
    Purtroppo, adesso devo andare a pranzo, ma dopo riprendiamo il filo del discorso, così vediamo di approfondire e di fare in modo che anche voi abbiate l'opportunità di esprimervi.
     
    Eccoci di nuovo qui.  Il pranzo e la conseguente passeggiata sono state davvero piacevoli, la passeggiata, poi, ha ossigenato i miei pensieri. Allora, veniamo al sodo.
    Cercando di trovare un posto opportuno in casa mia a tutto quello che è stato prelevato durante il recente trasloco di casa di mia madre, mi è capitato tra le mani un oggetto a cui sono stato molto affezionato in passato:un libro.
    Il libro in questione è "Come si diventa Re" di Jan Terlouw, genere fantasy per ragazzi. Un libro che all'epoca (parliamo di 18 anni fà) mi appassionò tantissimo e che mi sentivo pronto a rileggere l'altro giorno. Così stavo in effetti per fare (140/150 pagine, scritte grandi grandi), ma poi mi sono fermato, ho richiuso il libro e l'ho riposto con cura in attesa che arrivi il momento per proporlo a qualcun altro. Perchè???
    Spesso mi sono rivolto questa domanda: se potessi tornare indietro nel tempo, lo farei??? Forse non lo farei se potessi davvero, anche se è un pensiero avuto tante e tante volte.
    Il problema è che, probailmente, tornerei indietro con la mentalità di un uomo adulto, quale sono oggi, e non più con quella di uno spensierato e sprezzante ragazzo. Non sarebbe più la stessa cosa. La mia paura è che quello che ricordo essere come un bel libro (con una vicenda avvincente, con una trama incalzante), oggi, ad una seconda rilettura (più adulta), mi possa annoiare. Il libro è un esempio, ma la vita è la stessa cosa. C'è un tempo per ogni cosa. A tutti piacerebbe potersi piacere per quello che si è o che si ha, ma forse troppo spesso divaghiamo su quello che siamo stati o su quello che avremmo potuto essere o avere.
    Due sono le cose: 1) questo è umano 2) questo modus operandi forse ci aiuta a vivere meglio.
     
    Poi ci sono quelli che i ricordi cercano di sfuggirli,di metterli da parte, ma,gira e rigira, sono loro (i ricordi) che si rifanno vivi. Sembriamo tanto sicuri di noi, ma poi, forse sul più bello, vecchie foto, un vecchio amore, vecchi amici... ci lasciamo sempre cogliere di sorpresa, quasi a rimettere in gioco certezze che reputiamo consolidate e acquisite!
    Però queste emozioni, che forza, eh???????

    Tante volte avrei voluto tornare indietro, lo ammetto, e girare qualche cartello nella mia semplice esistenza, anche solo per vedere cosa sarebbe potuto accadere o che piega avrebbero preso i tanti SE e i tanti MA. Ma adesso, in questo preciso istante, sono felice. Non tornerei indietro. Oggi no. Per una volta non vorrei nemmeno tornare indietro anche solo per colmare con parole d'affetto i pochi silenzi avuti con mio padre. Oggi no. Oggi vorrei parlargli da cresciuto e vorrei che fosse qui con me oggi, vorrei vedesse cosa sono diventato.

    Ciao Papà, non sò se ho capito come si diventa re leggendo un semplice libro, ma forse ho capito come si può essere felici ricordandosi delle cose belle, più che vivendo nel rammarico di quelle brutte. Oggi voglio essere il ragazzo della foto: voglio guardare avanti e magari fare anche dei castelli in aria. Oggi voglio essere il re dei miei castelli in aria, belli o brutti che siano. Ciao Ciao.

     
     

    March 07

    Festa della Donna 2007.

     
    L'8 marzo dovrebbe aiutarci a fermarci e riflettere, ma dal 9 marzo tutto torna sempre uguale., o quasi, che peccato.  
     

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    Domani è sabato, e come sempre mi concedo 2 giorni di pausa dal blog. Quindi ne approfitto adesso per fare i miei personalissimi auguri a tutte le donne della Blogosfera per la festa di domani, 8 marzo, FESTA DELLE DONNE. Auguri.
    C'è da dire che l'origine della festività è da sempre molto controversa, soprattutto in un paese come l'Italia.
    Nella storia, a chi interessa, l'unica data certa ricongiungibile con un fatto storico è l'8 marzo 1917 quando le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la guerra e la penuria di cibo (nell'ambito della rivoluzione di febbraio).
     
    Ma noi siamo in Italia, le cose semplici non ci piacciono, quindi, per rendere più universale e meno caratterizzato politicamente il significato della ricorrenza (come è nostra abitudine), si preferì omettere in seguito il richiamo alla Rivoluzione russa ricollegandosi ad un episodio non reale, ma verosimile, della storia del movimento operaio degli Stati Uniti d'America. L'america, nostra alleata, mica la Russia "nemica".
    Quindi, in Italia, è molto diffusa una storia che fa risalire l'origine della festa ad un grave incidente avvenuto negli Stati uniti. L'incendio dell'industria tessile Cotton. Questa storia è un falso storico accertato che fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda,ma in Italia, recentemente, è stata riportata questa come la vera origine della festa della donna dai telegiornali creando così una "leggenda".Secondo questa storia nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo.

    Pe chi volesse saperne di più e farsi un proprio punto di vista, vi rimando alla recensione completa sulla Giornata internazionale dela Donna.

    Io mi limito a fare tanti auguri a tutte le donne, nella speranza che, almeno nel giorno a loro dedicato, il buon senso prevalga e non subiscano i quotidiani soprusi.

    Ciao Ciao.

    A Torino, sotto i portici del centro, tutti possiamo atteggiarci a principi e principesse.

     
    Forse non lo faremo mai, perchè la storia non la conoscono in tanti. Forse è meglio così. Così, quando passeggeremo invece a sinistra di via PO, non ci sentiremo troppo comuni mortali.
     
    Foto: Torino, i portici di via PO con le Luci d'Artista.

     
    Vi ricordate quando vi ho promesso che avrei dedicato più spazio a Torino nei miei post? Bene, vediamo di tener fede alle promesse. Se non erro, esiste un detto che sostiene che chi ben incomincia è già a metà dell'opera, giusto? Io cercherò di non annoiarvi con interventi inerenti notizie che potreste trovare ovunque, ma magari cercherò di riportarvi cose alquanto personali, ma vi chiedo lo sforzo, se vorrete, di darmi anche il vostro punto di vista, magari adattandolo alla vostra città.Diciamo che sarei curioso di sapere se anche nelle vostre città (grandi o piccine non importa) succedono cose simli a quello che accade nella nostra città sabauda.
    Tralasciando la festa appena trascorsa di cioccolaTO', tralasciando i campionati Indoor di Tiro con l'arco attualmente in svolgimento, tralasciando le semifinali del campionato di A2 di Hokey su ghiaccio (Torino gioca per la promozione in A1) , tralasciando la diatriba sulla costruzione del grattacielo San Paolo, etc, dopo i Tori Verdi (primo vero post che scrissi su Torino), vorrei parlarvi di una cosa che non c'entra nulla con tutto questo ma che forse nemmeno il più attento dei Torinesi ha mai notato ( io per primo, se non me l'avesse svelata un grande conoscitore della storia di Torino).
     
    Incominciamo con una domanda. Nella vostra città, ci sono dei viali dove voi e i vostri concittadini siete soliti passeggiare spensierati nel Week-End???? Si??? Anche a Torino ci sono. Celeberrimi sono quelli di via Roma e di via PO. Sono in centro città e sono i classici viali a portico di epoca barocca (fatti e finiti per accogliere vasche di passeggiatori). Direte, e allora???? Se siete di Torino ditemi se avete mai notato come i portci di via Po (da piazza Vittorio Veneto verso Piazza Castello, Gran Madre alle spalle alla direzione di marcia, quindi) siano diversi tra loro, dal lato destro rispetto a quello sinistro?? Io ci sono passato 350 milioni di volte eppure non mi sono mai reso conto che ci fosse una differenza. I portici del lato destro sono una passeggiata ininterrotta e completamente coperta per tutta la sua durata, mentre i portici di sinistra, ad ogni incrocio, sono scoperti. A prima vista sembrano identici, ma la differenza c'è e c'è anche un motivo per questa cosa. In età barocca, a Torino, i nobili passeggiavano nella parte destra del viale e bisognava impedire che si bagnassero durante la camminata ( vennero costruiti portici coperti, quindi), mentre i comuni mortali potevano camminare solo nel lato sinistro dei portici e non si rendeva necessario coprirli durante la passeggiata ( per questo vennero costruiti portici scoperti). In effetti, se uno ci pensa, nei giorni di pioggia, i portici di destra di via PO sono presi d'assalto dai Torinesi.
    Quante cose si possono scoprire se alzassimo lo sguardo mentre camminiamo. Spesso le cose sono davanti ai nostri occhi, solo che guardiamo troppo in basso per vederle. E per voi che non siete di Torino, anche voi avete degli aneddoti da raccontarmi sulla vostra città????
    Ciao Ciao
     
     
    March 06

    Più PIL per tutti diceva Antonio Albanese. Io mi metto in FIL.

     
    Tranquilli, non è una lezione di economia, ma  io scelgo di gran lunga la FIL al PIL.  E voi????
    Scusate il gioco di parole.
     
    E' un pò di giorni che sento pronunciare spesso la stessa parola: P.I.L.
    Certo, mi ripeto, siamo in campagna politica e, come d'abitudine, si tende ad inflazionare gli italiani (e infarcirli) di termini che non comprendono bene. In effetti, perchè aiutarli a sentirsi sicuri, parlando loro chiaro e tondo?? Mischiano continuamente le carte, forse nemmeno loro, i candidati o pseudo tali, sanno quello che dicono a volte (impressione del tutto personale).Trovano un termine, un argomento...e lo cavalcano allo sfinimento. Questo è il turno del PIL.
    Ma cosa è questo PIL????? Teoricamente dovrebbe trattarsi del Prodotto Interno Lordo (PIL per l'appunto). Il cosiddetto valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) destinati al consumo finale. Montezemolo parla di Pil, Berlusconi parla di Pil, Veltroni parla di Pil, il mio macellaio parla di Pil e anche Antonio  Albanese rivendica un pò ovunque più Pil per tutti.
    Ritengo sia chiaro il perchè tutti ne parlino in questo momento. A partire dal PIL è definibile il reddito pro-capite, che altro non è che il rapporto tra il PIL e il numero dei cittadini italiani. E' la correlazione diretta fra la ricchezza individuale e quella nazionale. Più è alto il Pil, maggiore dovrebbe essere la ricchezza nazionale, di conseguenza ,maggiore dovrebbe essere la nostra ricchezza individuale. Parlare di Pil, significa parlare agli italiani della loro ipotetica "ricchezza".
    Detto questo una domanda: ci avete capito qualcosa????? Forse si, ma non siete proprio convinti, vero?????
     
    E allora chi se ne frega del Pil.....ditelo più forte...chi se ne frega del PIL....un pò più forte.....chi se ne frega del Pil........
     
    Mi piacerebbe che qualcuno andasse in Tv e parlasse della FIL. Se uno solo và in Tv e propone nel suo piano politico la FIL, giuro che lo voto, chiunque esso sia. Come dite??? Cosa è la FIL?????? Eh, anche voi avete ragione, non ve l'ho detto. Nel mio mondo immaginario, che vedo affacciandomi dalla Mole Antonelliana di Torino la FIL è la Felicità Interna Lorda (Fil per l'appunto), la cosiddetta quota complessiva di sorrisi e felicità finali prodotti all'interno di un Paese, in un certo intervallo di tempo (solitamente una vita), destinati allo scambio reciproco, anche con altri paesi. A partire dalla FIL è definibile la felicità pro-capite, che penso sia il vero ipotetico parametro su cui fonderei un piano politico e un'economia di uno stato.
    Scusate per la lezione di economia immaginaria, ma i concetti astrusi  che mi sciorinano quotidianamene mi indispettiscono un poco. Io penso alle cose semplici, e penso che il fine debba essere la Fil e non il Pil.
    Forse è proprio vero che non basterebbero tutti i Pil del mondo per fare un pò di Fil.
    Ciao ciao.
     
    Foto: il paese con la Fil più alta.

     
    March 04

    I Fratelli Sberlicchio di Torino in "La Manutenzione".

     
    Meglio tardi che mai. Di Torino meglio che se ne parli, bene o male, l'importante è che se ne parli, eccovi i Fratelli Sberlicchio.
     
    Riflessione. Stavo ragionando, proprio in questi ultimi giorni, di come Ricordati di Sorridere abbia superato da poco i 365 gg di anzianità. Buon compleanno allora. Ma stavo anche riflettendo di come spesso, troppo speso, menziono Torino, senza approfondirne, ritengo debitamente, le molteplici sfaccettature. Sia chiaro, il blog mai e poi mai si sarebbe potuto chiamare Ricordati di Torino, ma , visto che non si può scrivere sempre e comunque qualcosa inerente la sfera prettamente intima e personale, da oggi farò almeno in modo di parlarvi un pò di più della mia città e di come sia passato dal ritenerla indifferente a come mi sia innamorato di lei.
    Torino è un pò come una donna di 40 anni, elegante, sensuale e piena di fascino.
    Fatta la debita premessa, oggi vi presento subito uno degli aspetti magici di questa città: la musica. Potrei citarvi i Subsonica, gli Africa United, gli Statuto, Fred Buscaglione, Umberto Tozzi, Giuseppe Valdengo, Alan Magnetti, Roberto Demo, Michelangelo di Gioia....solo per fare dei nomi, ma questi li conoscete già, di sicuro. Torino è una fucina sempre in fermento per quanto riguarda il lato musicale.
    Oggi vi presento quindi i Fratelli Sberlicchio http://www.fratellisberlicchio.com) nascono a Torino nel 1998 e fin dagli esordi il gruppo ha ben chiaro il filo conduttore che caratterizzerà tutto il suo percorso: l’ironia. Lo stesso filo conduttore di Ricordati di sorridere, non potevo esimermi dal presentarveli.
    Vi lascio con questo video cover del nuovo pezzo dei Subsonica la Glaciazione, liberamente reinterpretata dai Fratelli Sberlicchio in "La Manutenzione".
    Guardatelo e ditemi se onestamente non pensate che la visione bigotta dei torinese sia solo una leggenda metropolitana. Se non lo pensate, allora pensate che siamo tutti fuori, anche questo può essere vero.Il messaggio che vorrei arrivasse è che Torino sà anche far ironia, meditate gente, meditate. Mi scuso con chi venera i Subsonica e potesse trovare il video offensivo, tutto, riferimenti a fatti e a persone, sono puramente casuali.
    Ciao Ciao.
     
    Video: I Fratelli Sberlicchio in "La Mantenzione".
     
     
     
        
    March 03

    Oggi ho consegnato le mie dimissioni a lavoro. Anche a Torino ci si dimette.

     
    Sono tornato, scusate l'assenza, e sono tornato per dirvi una cosa.
     
    Per chi non se ne fosse accorto, sono mancato. Nel senso buono del termine ovviamente. Eh si, anche gli stacanovisti come me si ammalano e si assentano. E' proprio vero che l'influenza non guarda in faccia nessuno ( o meglio,non guarda in pancia a nessuno, trattandosi di influenza intestinale). Ma eccoci di nuovo qui, tra noi, di nuovo tra noi perfetti sconosciuti. Oggi sarò breve, sono passato solo per dirvi una cosa. Ve la dirò sottovoce, piano piano: oggi ho consegnato le mie dimissioni a lavoro.
    E questa era la notizia buona, adesso veniamo a quella meno buona, o almeno per me è meno buona. Devo ammettere che in un anno di frequentazione virtuale mi ero abituato e ,diciamolo, anche  un pò affezionato a voi. E adesso? Non lo sò, tante cose cambieranno, e non sono tipo da promesse campate in aria. Questo mese rimarremo insieme, il preavviso è sacro e io sono una persona seria, ho rispetto nel non lasciare troppo di fretta anche le situazioni più delicate. Strada facendo, se avrete desiderio che Ricordati di Sorridere continui ad esistere vedremo il da farsi. Eh si, perchè a casa mia attualmente il collegamento internet non c'è e il nuovo lavoro presupporrà tutta un'altra organizzazione, fuori da un ufficio ordinario e senza mura come ostacoli al libero movimento. Vedremo. Anche perchè sarei il primo ad essere dispiaciuto se dal 01/04/2008 si chiudesse baracca e burattini e buonanotte ai suonatori di questo blog. Ma non fasciamoci la testa per ora.
     
    Intanto vorrei cercare di trasmettevi il mio stato d'animo che è quello del video qui riportato: una gran festa.
    Se siete un pò giù godetevelo, perchè ogni volta che ascolto Patrice non riesco mai a tenere a bada i muscoli del corpo, DEVONO SEMPRE ANDARE A TEMPO, IN CONTINUO MOVIMENTO.
    Ora vi lascio, vado a mangiare una pizza appoggiata su un cartone appoggiato su un pavimento polveroso. Come mai? E' una storia lunga, ma posso solo dirvi che da queste parti, quando un amico compera una casa, non andiamo a festeggiare al ristorante, no, appena si hanno le chiavi della casa nuova si festeggia in loco alla bene e meglio. NOI SIAMO FATTI COSI', CHE CI VOLETE FARE??????
    Ciao Ciao.
     
    Video di Patrice - Soulstorm (reggae)
     
           
     
     
    February 22

    Anche Bill Gates ha una vita privata.

     
    Piccola barzelletta su Bill Gates.
     
    Oggi mi sento decisamente frivolo e superficiale. E' stata una giornata troppo seria per mettermi a filosofare sui grandi temi della vita, quindi.....quindi, da buon commerciale informatico, provo a propinare anche a voi questa piccola battuta che trovo davvero simpatica.
     
    Bill Gates sta facendo l'amore quando sua moglie gli dice:
    - Caro, oggi non sento niente, non provo alcun piacere!
    E lui:
    - Annullo, Riprovo o Tralascio?
     
    Lo so, è una stupidata, ma è una stupidata che mi ha fatto scappare una bella risatina. Eh eh eh. Ditemi che fà ridere anche voi, altrimenti incomincio a credere alle
    voci che dicono che gli informatici sono proprio strani. Ciao, a lunedì.
     
     
     

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    February 21

    Un nuovo inizio.......

     
    La frase del giorno di oggi (giovedì 21 febbraio 2008) ve la spiego nei dettagli (promesso) tra qualche giorno, ma posso già anticiparvi che dopo tanto insistere, dopo tanto resistere, ho finalmente raggiunto il mio scopo e sono pronto per nuove conquiste.
     
    Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti. (anonimo)

    Direi che, sebbene l'aforisma non sia sempre corrispondente al vero, quando si avvera, la soddisfazione è enorme. ENORME.

    Ciao Ciao

    Foto: della cima conquistata dopo tanta fatica.


    February 20

    Ma in ospedale ci vanno i malati o gli accompagnatori ???

     
    Stamattina mi sono reso conto di come la gente più vada avanti più diventi egoista. Anche davanti agli ospedali imperversa il vita mea, mors tua.
     
    Stamattina sono andato in ospedale, la mia ex seconda casa (per fortuna ex), per ritirate 1 documento. Diciamo che non ho avuto nemmeno bisogno di fissare un appuntamento preciso per questa pratica, ma tanto per non essere troppo vago (nel mio consueto rispetto degli altrui impegni) io e i medici ci eravamo dati indicaticamente come orario d'incontro le 09.30.
    Svolgimento teorico: ingresso in ospedale, scala, ingresso nel reparto, convenevoli, stampa del documento, ritiro del documento, saluti, uscita e direzione lavoro. Secondo voi la cosa si è svolta in questa maniera? Ma nemmeno per sogno, perchè il problema del posteggio dove lo mettiamo? 
    Svolgimento pratico: arrivo alle 09.00 (meglio essere in anticipo, anche quando non si ha un appuntamento preciso), ricerca di un posteggio (posteggiare in seconda fila non mi è mai piaciuto, tantomeno davanti all'ospedale dove le urgenze imperversano) e qui inizia il dramma. 45 minuti di ricerca di un posteggio e sapete perchè????? Davanti all'ospedale hanno fatto una nuova area posteggi portando la precedente capienza da 200 posti circa a 300 posti attuali. Peccato che dei precedenti 200 posti ne abbiano adesso destinati 150 a posteggi auto per gli invalidi (fin qui no problem, ammiro e appoggio le società attente a questi problemi) e che dei restanti  150 posti almeno 70 fossero occupati dai genitori/amici/pseudo parenti/conoscenti occasionali/etc che avevano accompagnato i malati in opedale e se ne stavano comodamente in auto a leggere un giornale in attesa che i loro congiunti/amici/conoscenti occasionali/etc uscissero dall'ospedale.
    Chiaro che nessuno può vietare questo atteggiamento, ma io, personalmente, non lo condivido. Ai miei tempi (si intende quando stavo male) e i miei mi accompagnavano in ospedale , se non si trovava posteggio (che permettesse ad entrambi di salire con me in reparto) uno di loro stava in auto in seconda fila, mentre l'altro esercitava il suo compito di tutore del minore accompagnandomi alla visita. 
    Che senso ha occupare un posteggio davanti ad un ospedale, se poi si stà seduti in macchina, ad attendere il ritorno di chi si è accompagnato, leggendo un giornale???? I posti auto contrassegnati dalle linee bianche dovrebbero avere la stessa valenza di quelli per gli invalidi in queste zone: a disposizione di chi ne ha bisogno. Per leggere il giornale esistono i bar, non credete???
    Scusate, lo sfogo, ma io ragiono con il senno di poi sulle cose. Io dovevo solo ritirare un documento, emmenomale, ma se avessi avuto veramente bisogno (come fino a 9 anni fà), 45 minuti persi alla ricerca di un posteggio, avrebbero assunto un valore decisamente significativo. Meno male che ai miei tempi c'erano meno posteggi, ma più gente intelligente...opps....scusate...più gente altruista. E dico queste cose, pensando anche al fatto che queste persone non erano certo lì stamattina per divertirsi, state tranquilli.
     
    Ciao Ciao.
     
    Foto: sedie a rotelle posteggiate

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    February 13

    Cinema Statuto. Amo questa città e amo questa gente.

     

    Dove andreste per allontanare il più possibile il pensiero del lunedì che è alle porte?

    Immaginate un mese. Febbraio. Immaginate un giorno. Domenica. Immaginate una delle tante domeniche annoiate della vostra vita, ma non la più annoiata. O almeno non tanto da costringervi a casa. Il tempo, forse, è scandito e rintoccato solo dal metronomo dei vostri sbadigli, altrimenti sembrerebbe immobile. Fuori tutto è ovattato. La neve cade copiosa da giorni, tutto è bianco, tutto è piatto, tutto è freddo. Immaginate che i Grandi Centri Commerciali non siano ancora Grandi, e non siano ancora stati convertiti a magazzini domenicali per frotte di gente abulica e senza meta. Esistano,certo, ma siano piccoli e siano aperti solo dal lunedì al venerdì.Definiamoli grandi negozi, non centri commerciali. Immaginate di non voler concludere così il vostro Week-end, in casa, a contare i vostri sbadigli e quelli delle persone che vi circondano. In una situazione così, cosa fareste? Dove andreste per allontanare il più possibile il pensiero del lunedì che è alle porte?

    Dove andreste  se aveste 7 anni, e doveste farvi accompagnare dai vostri genitori? Oppure dove andreste con i vostri 55 anni ben portati e una vita di sacrifici che vi concede un pò di tregua solo nel week-end? Dove andreste se foste una coppia di innamorati che desidera scambiarsi ancora qualche innocente affettuosità per il fine settimana, senza chiedere eccessiva privacy???

    Se 25 anni fà 64 persone non avessero risposto "ANDREI AL CINEMA" a questa domanda, oggi probabilmente vivremmo tutti in un mondo con leggi e luoghi pubblici meno sicuri, anche se si poteva e si doveva fare di più. Oggi, 13 febbraio 2008 Torino è una città rallentata dal ricordo. Si commemorano delle persone e la loro strage annunciata. La strage del Cinema Statuto di Torino.  Lo "Statuto" per noi torinesi, era un cinema sito in via Cibrario 16-18, in cui il 13 febbraio 1983,, a causa di un incendio, morirono 64 persone, per intossicazione da fumi e per ustioni. Al momento dell'incendio, nel cinema era in proiezione il film La Capra, con Gerard Depardieu.  Un film dalla trama molto semplice, una commedia ironica..

    Maria, la protagonista del film, viene rapita in Messico. Visto che è stata sfortunata fin dall'infanzia, si pensa che potrà rintracciarla solo uno sfortunato come lei,per questo viene scelto Perrin, un contabile della ditta del sig. Meyer, padre di Maria, al quale tutto va storto. Lui sarà la capra sulle tracce di Maria. Il filo conduttore è la sfortuna, dentro e fuori dallo schermo.

    Il classico film (nemmeno in prima visione) più che adatto ad occuprare un'anonima domenica di febbraio piena di tanta neve e di tanto freddo, fuori. Tanto fuoco e troppo fumo, dentro. Questa storia non ha un lieto fine. Le vittime, sebbene avessero tentato la fuga, trovarono le uscite di sicurezza chiuse e bloccate ( i maniglioni antipanico alle porte furono un'invenzione figlia della strage Cinema Statuto), e così non sfuggirono alle esalazioni di acido cianidrico, prodotto della combustione del tessuto ignifugo delle sedie. Morirono come topi in gabbia. La legge italiana fece il suo solito show ridicolo, a cui ci ha abituati nel tempo. Cambiano solo i commedianti, ma la trama è sempre la stessa. Far ridere tutti. Tutti, tranne i famigliari delle vittime che hanno assistito a condanne troppo misere, secondo loro. Solo le leggi, da allora, hanno subito robuste variazioni, l'indignazione era troppo forte, emmenomale. L'incendio del cinema Statuto è stata la più grande strage verificatasi nel dopoguerra a Torino, almeno fino ad oggi, almeno fino al rogo delle acciaierie Thyssen Krupp, ma questa è un'altra storia..

    Questo post  vuole ricordare queste 64 vittime. La più giovane delle vittime aveva 7 anni, la più anziana 55. Gli orfani furono nove. Di seguito, il triste elenco delle persone scomparse: Renato Alasia, Amelia Angelini, Lorena Artioli, Loretta Artioli, Roberto Borsallini, Moona Bekari, Luciano Bergonzi, Paola Boggio Bertinet, Alberto Bonomo, Domenico Brandascio, Elsa Cabodi, Claire Bonnie Calbert, Rosanna Cima, Maria Luisa Chierici, Marina Dalboni, Michelina D’Andrea, Giuseppe De Pace, Rosalba Di Cesare, Renata Di Giacomo, Silvana Di Gioia, Genoveffa Di Lieto, Angela Di Nicoli, Marisa Duchich, Yvonne Rosanna Facciano, Annalisa Fantone, Giacomo Fracchia, Roberto Galizia, Palarì Galvani, Anita Giovanna Gamba, Sergio Ganovelli, Eugenio Gatti, Annaclara Goitre, Germana Jelo, Carolina Luccitelli, Paola Magno, Michele Marmo, Sergio Marzullo, Amodeo Massimetti, Michele Melidoro, Antonio Molino, Giancarlo Morando, Andrea Morando, Dorina Morbidelli, Donato Nicolò, Marco Palazzini, Roberto Pepino, Luca Pipoli, Lorenzo Racca, Guido Rampini, Giuseppe Ridolfo, Piera Rivarossa, Adriano Rossi, Giuseppina Saglia, Aldo Saracco, Biagio Savona, Paola Scaluzzo, Luigi Stringani, Riccardo Trabbia, Angela Trafano, Angelo Vago, Giovanni Vario, Giuseppina Vario, Maria Maurizio Verna, Renata Ramona Zambon.

    Se oggi, quando siamo accalcati in un luogo pubblico, chiuso, a goderci uno spettacolo (magari un concerto), e questo possiamo farlo in totale tranquillità, , è giusto sapere che un pò lo dobbiamo anche a queste 64 persone, che, con il loro inconsapevole sacrificio, hanno scritto una pagina importante della nostra storia, della nostra sicurezza, e hanno permesso di riscrivere delle leggi che erano anchilosate dal 1953. Le cose purtroppono succedono. Quello che mi indigna però non è tanto la passività pre-accadimento, ma quella post-accadimento. Meno male che quel giorno i miei non pensarono di andare al cinema ( io avevo 7 anni appena compiuti) e meno male che non faccio nemmeno l'operaio in acciaieria, almeno posso fare come tutti, versare 2 lacrime e girarmi dall'altra parte, almeno fino alla prossima strage e alle prossime lacrime.

    Ciao ciao.

    Foto di un corridoio chiuso.

    February 12

    Sono un'ipocrita e Lourdes mi mette a nudo.

    Ieri,  l’evento Lourdes ha celebrato i 150 anni di vita. Risale infatti all'11 febbraio 1858 il primo incontro di Bernadette con  (come la definì lei) la «bella Signora della grotta" . Da allora è stata un'escalation per le masse. Ma non esageriamo.
    Ho 32 anni, sono battezzato, sono cresimato, per molti anni "credente" professante (più per scelta dei miei che per fede personale, ero troppo piccolo), sposato in chiesa e partecipe della vita di comunità. La normalità direte voi. Si, una normalità un pò ipocrita, potrei rispondervi io. Ma forse chi non lo è oggi un poco ipocrita?? I miei dubbi forse derivano solo da domande a cui non trovo debite risposte , ma sono dubbi forti. La mia è sempre stata una vita agiata, non lo nego, ma non semplice. Alle spalle la perdita di un fratello mai conosciuto (il secondogenito, quello di cui io ho preso il posto, per il forte volere dei miei di un secondo figlio), mio fratello ( il primogenito) ha l'epatite C, mio padre è mancato al nostro affetto (per un infarto) quando avevo compiuto da poco 19 anni, e, tanto per non farci mancare niente, io ho la leucemia. Penso che sia legittimo che una persona consapevole delle proprie fortune, perchè io mi ritengo una persona molto fortunata (nonostante tutto), e con anche, magari, una buona dose di fede, arrivi a domandarsi:"se un Dio esiste, come può permettere tutto questo dolore?" Poi mi guardo intorno, penso alla Shoa, alle ingiustizie, e le domande aumentano, e forse la fede, la mia fede, scricchiola, o forse non è incondizionata. A 32 anni, più che aspettare che Dio passi a saldare il conto o che mi risarcisca in una fantasmagorica vita dell'aldilà ( perchè, se esiste davvero questa vita, allora mi aspetta un albergo a 5 stelle con piscine e sale massaggi...caviale ogniddove), a volte vorrei solo che le persone piene di fede facessero la loro vita (anche se sfigata),  senza prendere come mission le strada del catechizzare gli altri ad ogni costo.
    Ieri ho guardato Porta a Porta per 10 min. Era in onda lo speciale su Lourdes e i suoi 150 anni di vita. Al 3° caso propinato di persona sfigata (ma piena di fede), su una sedia a rotelle (che ringraziava Dio per questa prova di fede che le aveva donato come segno di espiazione per tendere ad una vita migliore nell'aldilà) ho spento la TV. Come ho detto, non riesco a pensare alla positività delle cose dove c'è incoerenza. Se sei su una sedia a rotelle, se oltretutto fatichi a parlare per una qualsivoglia malformazione e non sei autonomo nemmeno per andare a defecare da solo ( dipendere dagli altri in tutto e per tutto la trovo una delle cose più umilianti che esistano, e a me è capitato), allora mi dispiace ma non puoi ringraziare proprio nessuno, tantomeno Dio. Anzi, se esiste qualcuno che ti ha ridotto così, quel qualcuno dovrebbe pagarti e non prometterti qualcosa. Poi lo sò che la gente deve farsene una ragione e trovare delle motivazioni per andare avanti,sempre e comunque. E Dio è sempre una buona ragione. Tanto lui non ti risponde, semmai promette. Promesse a lungo, lunghissimo termine.
    Potremmo parlare per ore di questa cosa, e di certo molti non sarebbero d'accordo con me, io ho un punto di vista di rottura, lo so. La mia vita è semplice e lineare, come le mie idee. Potremmo dividerci in due, tra quelli che ci credono ( e espiano, e pregano e perdonano) e  gli scettici (sempre e comunque contro). Io faccio parte di una categoria tutta mia , quelli che se ne fregano. A me non interessa andare in chiesa perchè Dio potrà salvarmi, ma nemmeno rinnego a priori certe cose che non sò spiegarmi.  Io faccio parte di quelli coerenti. O almeno mi arrogo questa definizione. Non applico alla mia vita le regole del mio lavoro. Non prego nella speranza devota di ottenere qualcosa un giorno, non dò per chiedere qualcosa in cambio. Almeno con me stesso mi risparmio il ruolo veniale del commerciale. Io vivo e lascio vivere. Frequento la comunità perchè ne condivido delle regole di rettitudine, e di condivisione. La mia vita si basa su dei valori, pochi e precisi, che ho lottato per identificare e che mi sbraccio per difendere. Secondo me, se sei messo male, dovresti essere inc...to  come una bestia, magari arrabbiarti con Dio se credi che sia lui la causa, non venerarlo. E non parlo di una rabbia da reazione, parlo di coerenza.
    Sono pronto a tutti i vostri improperi dopo questo intervento, ma se posso permettermi (senza offendere nessuno), non potete immaginare quante litigate ci siamo fatti io e lui quando stavo per morire, e oggi sono ancora qui. Questo dimostra, forse, che o lui non porta rancore o che anche lui ha una coscienza, e non è poi così tanto pulita.
    Ricordati di sorridere non prega quando gli succede qualcosa di brutto, ma va a bussare inc....to nero alla porta di chi sappiamo noi, e non chiede promesse, ma desidera risposte. E' il mio stile. Guardarlo in faccia mentre abbassa gli occhi e essere consapevole che tra noi due il potente non sono io, ma che non devo pregarlo allo stesso tempo per nulla. Si è già preso tutto.
    Una cortesia, una personale preghiera (visto che siamo in tema). Non gli dite che oggi sono una persona felice, per piacere, potrebbe tornare per finire quanto lasciato in sospeso. Grazie, lo sò che posso contare su di voi.
    Ciao Ciao.
    Foto della Vergine Maria nel buio dei molti dubbi che mi attanagliano.
     

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    February 11

    Polaroid: presente imperfetto, passato prossimo e forse già trapassato remoto.

     
    L’era della fotografia digitale ha fatto una nuova vittima. La Polaroid ha infatti deciso di abbandonare la produzione della carta per istantanee. Adesso il mio cassetto dei ricordi pesa un pò di più.
     
    "Adesso abbracciatevi, sorridete...un pò più a destra.....al mio tre soffiate e spegnete le candeline, ok?? Sorridete.....1....2....3..."  Click.
    Addio a un mito, addio alle foto istantanee. Addio a quei «quadretti» di carta spessa con al centro la «magia» che piano piano si rivelava. Addio a quegli attimi fatti di emozionante attesa. Era un rituale, preciso, e mai monotono. Era la magia dei momenti appena trascorsi, ma già indelebili, era la magia delle istantanee che si sviluppavano in pochi secondi riproducendo immagini già pronte da stropicciare tra le dita.
    Immagini di un presente già pronto per il cassetto dei ricordi e per qualche lacrimuccia che sarebbe venuta. Addio. Si addio, perchè dopo 60 anni (appena compiuti) la Polaroid, dice basta. Per la verità aveva già interrotto, un anno fa, la produzione delle macchine, ora chiudono anche gli ultimi stabilimenti delle pellicole. Sono state chiuse, infatti, le fabbriche in US, in Messico e in Olanda. Sono stati tagliati 450 posti di lavoro. Spetta ora ai 150 sopravvissuti (erano 21.000 nel ‘78) cercare di "reinventare" (nel digitale) quello che in quel lontano ‘48 sconvolse il mondo della fotografia scaturendo in un vero e proprio movimento.
    Tutti sapevamo che la qualità delle foto a "cubo" non sarebbe stata eccelsa, ma in un mondo rotondo, dove nessun inizio coincide con la sua fine, questi quadrati ci davano la sensazione della perfezione. Tutti sapevamo che con il tempo le foto , per gli stessi componenti chimici che permettevano la «magia» istantanea, sbiadivamo un po', ma questo amplificava il legame particolare con un presente diventato velocemente già passato.
    Se vi sono rimaste nel cassetto delle vecchie Polaroid, o se avete ancora una macchina funzionante e un po' di «pellicola», bhè, non buttate via niente: prima o poi, forse, saranno veramente oggetti da museo.
    Non ci resta che prapararci a dare l'ultimo saluto a qualcosa che è già leggenda. Quel qualcosa che riproduceva un presente imperfetto, esemplificava in pochi secondi il significato di passato prossimo e che speriamo non diventi, troppo in fretta, trapassato remoto.
    Ciao ciao.

     

    Foto di una Polaroid

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    February 06

    Io sono come voi, fingo di non interessarmi troppo delle cose, tantomeno delle Camere.

     
    La politica è  pò come il calcio. Tanti la praticano, ci sono i dilettanti, girano tanti soldi e alla fine chi paga sono solo i tifosi/contribuenti.
     
    Raramente parlo di politica e, lo ammetto, dovrei imparare a stare zitto sull'argomento, o almeno, continuare a stare zitto. Ma quello che sta accadendo in questi giorni lo voglio immortalare nel mio blog, perchè è un passaggio importante per il nostro paese. Io sono come voi, fingo di non interessarmi di queste cose.  Un pò come quelle persone che fingono di non interessarsi al calcio, quasi provano fastidio alla sola parola, in un paese però basato sul calcio. 
    Per esempio. Magari non li sappiamo a memoria, ma qualcuno ci avrà detto almeno una volta i principi fondamentali su cui si basa la nostra Costituzione,i famosi articoli? No? Vi riporto io i primi 3, tanto per rinfrescarvi le idee.
     
    Art. 1. L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
     
    Art. 2.La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
     
    Art. 3.Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
     
    ....etc....ma fermiamoci qui, che bastano e avanzano.
     
    Adesso guardate questi 2 video che vi ho riportato qui di seguito e ditemi se a queste persone gliene frega qualcosa che la nostra Repubblica sia democratica, sia fondata sul lavoro, che la "sovranità" appartenga al popolo, che la stessa Repubblica riconosca e garantisca i diritti inviolabili dell'uomo (sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità). Ditemi voi se a queste persone gliene può fregare qualcosa che tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale e siano eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
     
    Come dite??? Sono io il problema?? Sono io che, come le persone che fingono di disinteressarsi al calcio, non comprendo i meccanismi che stanno alla base delle cose? Forse avete ragione. Forse sono io che non capisco i moduli, che non comprendo gli schemi. Il 3° articolo della costituzione sostiene che è loro compito (nostro compito, essendo loro dei nostri rappresentanti) rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
    FORSE SONO IO CHE NON CAPISCO COME INTENDONO RIMUOVERE QUESTI OSTACOLI. Se queste persone però devono essere la mia emanazione, la mia voce in Parlamento, vi dico fin da subito che non concordo con il pensiero di Machiavelli che "il fine giustifica i mezzi", se per mezzi intendiamo gli sputi, la mortadella e lo spumante. Internamente possiamo anche raccontarci di come si sia fallito, di come Berlusconi non era meglio, ma forse nemmeno tanto peggio, di come non ci frega nulla della politica, di come certe cose succedono, sono successe e sempre succederanno.... ma fuori continuaiamo a fare delle figure certo non belle.
     
    Adoro essere italiano, amo questa cosa in tutto e per tutto. La amo perchè, pur lamentandoci sempre, pur facendo figuracce tutti i giorni, anche nei fallimenti, riusciamo sempre a guardare gli altri ( che italiani non sono) con quello sguardo che li fà sentire colpevoli di qualcosa. Anche nel calcio, c'è stata calciopoli? Ecchissenefrega, tanto siamo Campioni del Mondo!!!!!!!! E tutto è a posto!!!!
     
    N.B. Anche se a dirla tutta, l'altro giorno ho rinnovato il bollo della mia moto. E' passato da 92,00€ circa del 2007 a 131,00€ nel 2008. Un bel 40% di aumento!!! Mi avranno fatto pagare le bottiglie e la mortadella del video??? Sono un pò incazzato, un bel pò incazzato, anzi no, SONO INCAZZATISSIMO (scusate il francesismo)!!!
     
     
     
     
           
     
     
     
     
     
           
     
     
     
    Stando a quello che avete appena visto, adesso mettetelo a confronto con questo 3° video qui di seguito. Secondo voi Maicon, Cordoba, Materazzi, etc (giocatori dell'Inter, parliamo di calcio) potrebbero fare i parlamentari???? Secondo me si, e anche alla grande. Che temperamento, che sputi....manca solo da bere e la mortadella, ma si sà....sono vietati in campo, da regolamento, panini e alcolici.
    Ciao Ciao
     
     
     
      
          
    February 04

    Il lavoro è come gli uccelli, è volatile.

     
    Il 7 Gennaio alle h 16.54 scrivevo:"Sono tornato"....Sono tornato e ricomincio da me"....
    Ma non avevo fatto i conti con il fatto che seminare non è così difficle  come raccogliere.
     
    Oggi vi aggiorno e ci tengo a fare una precisazione. Questo non un blog dove si racconta di me, del mio quotidiano. E' un qualcosa in continua evoluzione, dove gli spunti sono la base per le non discussioni, perchè io rispetto il punto di vista di tutti, senza prevaricazioni. Alle volte mi sento una spugna che assorbe le informazioni che lo circondano, mi sento recettivo e sento di voler condividere il tutto con tutti. Questa è una scelta precisa, perchè lasciare al caso quello che può essere prestabilito lo trovo uno spreco, soprattutto di aspirazioni più che di energie. Ci tengo a fare questa precisazione perchè ricevo contatti di persone che mi scrivono di registrarmi un pò qui e un pò là per aumentare la visibilità del mio blog. Che belle foto....ma come scrivi bene....bla..bla...NON MI INTERESSA. I 351 contatti registrati ad oggi sono contatti veri, un pò quando si dice:"ho pochi amici ma buoni". Non avrei il tempo di curare un blog con 3000 contatti quotidiani, eppoi non mi ritengo tanto bravo da avere 3000 risposte o consigli da dare, magari 1 o 2 suggerimenti (ma sarebbero troppi anche quelli forse). Per non parlare del tempo che una creatura così richiederebbe come attenzioni. Preferisco tornare ogni tanto, e rilasciare nella rete un pò di quel qualcosa che mi ha colpito intorno, sperando che in giro ci sia qualcuno pronto a raccontarmi anche il suo punto di vista.
    Il mio blog è questo, un'accozzaglia di spunti, che spero, con il tempo, di riprendere o di chiudere, secondo i casi.
    Detto questo, oggi è venuto il momento di aggiornarvi su uno di questi punti, purtroppo non è venuto ancora il momento di chiuderlo. Parliamo del mio lavoro. Nulla. O meglio, il lavoro di certo in questa azienda non mi manca, ma vista l'aria che tira è meglio guardarsi intorno, e anche velocemente direi. Vi avevo lasciati in attesa della risposta ad un colloquio a cui tenevo tanto (per dirla tutta, 4 colloqui di selezione in un'azienda, tutta la trafila, dal primo selezionatore fino al mega direttore generale). Che dire? E' andato bene,si, ma è andato bene per l'altro candidato che era in finale con me (perchè i colloqui sono un pò come un concorso a premi). Mi hanno chiamato, quelli dell'azienda, e mi hanno detto che ero piaciuto un casino (bhè, non hanno usato proprio questi termini), ma che alla fine hanno badato alla sostanza, l'altro aveva più esperienza del settore. "Certo che aveva più esperienza, la mia era una scommessa durata 1 mese 1/2, e lo avevo detto che sarei stato neofita del settore. Gratificato sono gratificato (un pò come uno che arriva secondo e si premia solo il primo), ma se la scelta si basava sull'esperienza potevamo chiuderla prima no? Pazienza, anche se devo dirlo a denti stretti. Speriamo che l'altro abbia successo, non posso che dire questo.Veramente."
    Da qui mi viene in mente una citazione di Goethe:
     
    "Quanti anni si deve non fare,
    per sapere soltanto in un certo modo
    che cosa fare e come fare"?
     
    Alla luce di questa riflessione penso che non mi abbiano scelto, non tanto per la mia poca (NULLA) esperienza pregressa ( mica è colpa mia se sono esperto di chip, microchip, software,hardware etc), ma quanto per il fatto che ci sarebbe voluto del tempo per imparare che cosa avrei dovuto fare e come avrei dovuto farlo. Forse troppo tempo, stando evidentemente alle loro valutazioni finali.
    Peccato che nei colloqui, alla fine, non esista il ballottaggio, o il diritto di replica, come nella politica. Perchè diversamente, anzichè accettare passivamente una loro decisione,  avrei potuto ribattere giocandomi un'altra citazione di Goethe:
     
    "Non basta sapere,
    si deve anche applicare,
    non è abbastanza volere,
    si deve anche fare.
     
    E io di voglia di fare ne ho davvero tanta, almeno finchè non me la faranno passare.
    Ma forse alla fine, non sarebbe servito lo stesso a niente andare avanti, non sarebbe bastato giocare a rimpiattino con le citazioni di Goethe, la scelta oramai era fatta. Solo in politica si riescono a fare i rimpasti, ma la politica non è la realtà.
    Però a voi un paio citazioni di Goethe voglio ancora regalarle, perchè sono vere e quanto mai appropriate alla situazione.
    La prima è che "Un grande errore è quello di credersi di più di ciò che si è e stimarsi meno di quel che si vale". Infatti le persone presuntuose un pò mi indispettiscono, me se credete davvero in voi stessi non abbassate mai lo sguardo, altrimenti il divario tra voi e loro si apre a forbice.
    Mentre la seconda è" Seminare non è così difficile come raccogliere". Infatti, io continuo a cercare (lanciare in giro curriculuum vitae, magari non proprio a casaccio), ma mamma mia quanto è difficile farsi scegliere........comunque io continuo a ricominciare da me e vi farò sapere.
    Ciao e a presto.
     
     
    Foto: i lavori alle volte sono come uccelli, sono volatili.

     

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    January 28

    La giornata della memoria: SHOA. Non lasciamo che il passato sia solo un ricordo.

     
    [...] Dicevano che eravamo diretti ad un campo di lavoro; come avremmo potuto credere che dei bimbetti, dei neonati, dei malati servissero a questo scopo? Alle nostre domande non venivano date risposte plausibili; non era importante convincerci, era importante tenerci tranquilli perché non esplodesse il panico. [...]

    (Goti Bauer, Una vita segnata, in Voci della Shoah, Firenze 1996).

     

    "Alle nostre domande non venivano date risposte plausibili, non era importante convincerci, era importante tenerci tranquilli perché non esplodesse il panico".....
    Questa è una delle frasi più attuali e più vere che io abbia mai letto.
    Probabilmente spesso ci viene raccontato quello che ci fà "comodo" sentire, e ricordiamo quello che ci fà "comodo" ricordare. 
     
    Ieri, per chi non se n'è fosse accorto, era " il Giorno della Memoria". La giornata riconosciuta dallo statuto italiano (ma non solo),  in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. (Legge che è entrata in vigore 15 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000). Un legge furba per una volta.
     
    A me è capitato di visitare, per puro interesse storico, il Campo di concentramento di Dachau ( creato nei pressi dell'omonima cittadina, a 20 km a nord di Monaco di Baviera, nel sud della Germania), il campo di concentramento  di Mauthausen (in Austria vicino a Linz e a 150 km da Vienna) e quello di Auschwitz ( in Polonia, vicino a Cracovia). Campi di sterminio comunque, tanto per essere chiari e usare le parole giuste al posto giusto. Posso assicurarvi che le immagini che ieri scorrevano copiose su tanti teleschermi rendono l'idea anche se, devo ammettere, camminare in quei luoghi ti scava un vuoto dentro più di tanti film visti e più di tanti libri letti. Più di tutti insieme. Non oso immaginare cosa significhi tornarci, per chi c'è stato. E non intendo chi ci sia stato per puro interesse storico, come il sottoscritto. Non sono un persona che si emoziona facilmente,anzi, la vita mi ha insegnato ad essere particolarmente cinico nei confronti delle cose dure e aspre.E' una specia di autodifesa al dolore. Ma posso assicurarvi che calcare quel terriccio ti fà rimbombare tanti pensieri in testa e ti rende le gambe estremamente pesanti. In quei luoghi, l'assoluto silenzio, stona con il frastuono dei pensieri.
     
    E così fermiamoci, anche se in ritardo (perchè oggi è il 28 Gennaio, ma forse non si è mai troppo in ritardo per certe cose) e non lasciamo che il passato sia solo un ricordo. Questo è il mio piccolo e personale tributo a qualcosa che non può e non deve essere dimanticata.
    Ricordati di sorridere oggi scrive: ricordati che tutto è possibile, nulla è tanto tremendo, quanto l'atrocità a cui il pensiero non può arrivare.
     
    [...] Sì. Bisognava immaginare: il gas,quando cominciava ad agire,si propagava dal basso in alto. E nella lotta spaventosa che allora si scatenava - perché era una lotta – nelle camere a gas toglievano la luce, era buio, non ci si vedeva,e i più forti volevano sempre salire, salire più in alto. Certamente sentivano che più si saliva meno mancava l’aria,meglio si poteva respirare.Si scatenava una battaglia. E nello stesso tempo quasi tutti si precipitavano verso la porta. Era un fatto psicologico, la porta era lì…ci si avventavano, come per forzarla. Irreprimibile istinto.In quella lotta contro la morte.Il padre non sapeva più che suo figlio era lì, sotto di lui.  [...]
    Claude Lanzmann (SHOAH - Rizzoli Editore)
     
    Ciao ciao.
     
     
    Video "la giornata della memoria".
     
              
     
     
    FOTO scattate a Auschwitz.
     
     
    La reteOrroreRealtà1La storiaLasciate ogni speranza...Il capolineaLa separazioneVerde speranzaSperanzaLe spineL'ammassoSperanza 2La vira e le sue stradeL'ingressoA perdita d'occhioColoriLa reale marciaL'unica stradaRealtà2La marciaun lettoRealtà3Freddo metallo
    January 25

    In viaggio con MilleMiglia Parte 2

     
    Belgio...Danimarca...Francia...o...? (Seconda parte)
     
    Mai rimandare a domani quello che puoi fare oggi, anche se hai poco tempo. Anche oggi ho davvero poco tempo a disposizione, come ieri, per mettermi a scrivere un bel post. Quindi? Direi di fare così. Scrivo la continuazione di ieri come promesso. A cosa raccontare al mio capo ci penserò dopo. Gli darò spiegazioni in 2 tempi.
     
    Allora vediamo. La domanda ieri l'abbiamo fatta, e voi, siete intervenuti? Certo. Non si può dire che siate state numerosi, ma io sono uno che sà accontentarsi anche delle piccole cose. Senza nulla togliere a Lucilla ( http://Cillachan.spaces.live.com/) e a Vinny Blog (http://vivoatorino.spaces.live.com/), che hanno voluto comunque scrivermi qualcosa. Grazie. Quindi adesso non ci resta che approfondire, se non altro per questi due poveri cristi che qualcosa vorranno pur sapere (se non volevate sapere nulla, non ditemelo per cortesia, lasciatemi con questa illusione di aver scritto un post che possa interessare a qualcuno).
     
    Allora vediamo di partire da lontano (sarò conciso promesso), perchè altrimenti non potete comprendere perchè necessiti veramente di un vostro consiglio.
    Si usa dire che il viaggio più bello sia quello che uno debba ancora fare. Almeno spesso è così. Dovete sapere che è dal 2003 che prendo calci nel sedere in giro per l'Italia per lavoro e che accumulo punti sulla tessera MileMiglia (http://www.alitalia.com/it_it/millemiglia/index.htm?WT.srch=1) di Alitalia.
    Quindi, una settimana fà mi collego al sito dell'Alitalia per vedere quanti punti risulto avere accreditati sul mio conto personale di viaggiatore e non posso negarvi come 5 anni permettono di mettere da parte parecchi punti ( i calci nel sedere invece non aiutano a fare più punti), se sei uno che per lavoro viaggia (viaggiava) tanto. Sto per uscire dal sito dell'Alitalia, quando noto una scritta BEN EVIDENTE sul lato sinistro del sito....ORRORE....ORRORE...se non uso i miei punti entro il 30/06/2008, LI PERDO TUTTI. Già ero un pò fibrillato perchè sono 4 anni che accumulo punti con la Q8 e devo usarli in questo 2008, altrimenti perdo anche quelli ( ho sempre aspettato un catalogo con premi interessanti, ma quest'ultimo sembra il peggior catalogo di sempre), ma adesso ci si mette anche l'Alitalia. EH, NO!!!!!
    E per non perderli? Per non perdere i punti Alitalia intendo, non quelli della Q8 ( a quelli penserò più avanti)? Devo prenotare un viaggio. Bene. E' una cosa che volevo fare ugualmente, anche solo un Week End, per regalare a me e a mia moglie un motivo per festeggiare il prmo anno di matrimonio, per staccare un pò, o solo per premiarci di un 2007 davvero infernale. Matrimonio a parte, quello non è infernale (mia moglie potrebbe leggere questo post, meglio evitare inutili discussioni). Ma adesso ho bisogno di voi. Un viaggio sarà anche solo un viaggio, ma visto che qui i 2 biglietti mi vengono "offerti" (spese di imbarco a parte) per la mia fedeltà all'Alitalia, dove andare (2 giorni)? Ma soprattutto, visto che questi 2 biglietti racchiudono 5 anni di calci nel sedere in giro perl'Italia ( veri calci nel sedere), vorrei farli fruttare andando a visitare un posto che ne valga davvero la pena. Vorrei poter dire al rientro " ECCHECCASPITA, QUESTI SI' CHE SONO STATI I 5 ANNI NEL SEDERE BEN PRESI!!!!!
    Unico "inconveniente" è che volendo prenotare per 2 (chiaramente, mica ci vado da solo no?) la mia scelta è vincolata alle nazioni riportate nel post precedente.
    Di primo acchito sto pensando alla Finlandia e all'Irlanda. Visto che deve essere un viaggio un pò speciale, meglio pensare a due posti inconsueti no?
    E voi che ne pensate?
    Ciao ciao.
     
    N.B. Certo che se avessi già ordinato con la Q8 il premio Smart Globe (il mappamondo 3D parlante), adesso potrei chiedere a lui un consiglio...e mi sarei tolto problema punti.
    E io che pensavo di non essere schiavo di niente.
     
     
     
    Foto: panoramica di Napoli dall'aereo. 

    Napoli

    January 24

    In viaggio con MilleMiglia Parte 1

     
    Belgio...Danimarca...Francia...o...? (Prima parte)
     
    Ho poco tempo ,anzi, diciamo pure che non ho proprio tempo per mettermi a scrivere un bel post, adesso. Quindi? Direi di fare così. Lo divido in due.
    Io adesso faccio la domanda e voi rispondete ,se ne avete voglia o avete qualcosa di interessante da scrivere, in funzione di quello che la domanda vi fà venire in mente (anche i ricordi vanno bene). E questa è la prima parte.  
    Domani torno e approfondiamo con un altro post, e questa è la seconda parte. Vi piace come idea?
     
    Belgio...Danimarca...Francia...Germania...GranBretagna...Grecia...Marocco...Olanda...Portogallo...Spagna...Svezia...Finlandia...Lussemburgo o Norvegia?
    Scusate, ma ho davvero troppo poco tempo per starvi a spiegare la domanda (diciamo che per non agevolarvi non ho inserito nemmeno la categoria al post....piccolo aiutino).
    Però così, su 2 piedi, posso darvi la mia risposta: Gran Bretagna, più precisamente Irlanda o Scozia, e più precisamente Dublino o Edimburgo.
    E la vostra risposta?
    Ciao ciao.
     
    Foto: infrastruttura portoghese.
     
     

    Portogallo